menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Radio Sonora dedica uno spazio ad Antonio Megalizzi, ucciso nell'attentato di Strasburgo

Antonio Megalizzi studiava alla Scuola di studi internazionali dell’Università di Trento, collaborava con diversi giornali e con Europhonica, un format che coinvolgeva una rete di radio universitarie

Nel corso della seduta del 19 dicembre, il Consiglio dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna ha espresso in maniera unanime la propria ferma condanna all'attentato terroristico di Strasburgo dello scorso 11 dicembre. A tale proposito il Consiglio ha avanzato ai sindaci dell’Unione la proposta di intitolare uno spazio di Radio Sonora alla memoria di Antonio Megalizzi, il giornalista di 29 anni rimasto ucciso durante l'attentato.

Un ravennate in mezzo all'attentato di Strasburgo: "Stavolta ci è mancato poco"

Antonio Megalizzi studiava alla Scuola di studi internazionali dell’Università di Trento, collaborava con diversi giornali e con Europhonica, un format che coinvolgeva una rete di radio universitarie e che aveva l’obiettivo di informare sui temi relativi all’Europa e in generale all’integrazione europea e alla vita delle istituzioni europee. È proprio per Europhonica che Antonio si trovava a Strasburgo, per seguire la plenaria del Parlamento europeo. La proposta è stata avanzata in prima istanza dal consigliere Lorenzo De Benedictis, a nome del Consiglio comunale di Bagnacavallo: “Radio Sonora è uno spazio nel quale i giovani si trovano a trasmettere pensieri e passioni - ha sottolineato De Benedictis -. Per questo abbiamo proposto di dedicare una sala, una sede ad Antonio, affinché la sua memoria resti intrinseca anche in un luogo dove si ritrovano dei giovani e dove fra qualche anno, così come succede in altri ambiti, essi possano interrogarsi su chi fosse Antonio”.

“Visto che tanti si soffermano sui terroristi, credo sia opportuno soffermarsi sulle vittime - ha dichiarato Giacomo Baldini, presidente del Consiglio dell’Ucbr - Antonio Megalizzi era a Strasburgo perché il suo lavoro e i suoi studi lo avevano portato a interessarsi di quei temi, ma si interessava di quei temi anche per una spinta ideale molto forte, verso l’idea della fratellanza tra i popoli e dell’integrazione europea. È legittimo e doveroso che nella comunità e tra le forze politiche ci siano idee anche molto diverse sul come debba essere condotto il processo di integrazione europea, ma dovremmo essere concordi sulla consapevolezza che l’Europa costituisce una comunità che condivide un destino comune nel bene o nel male: sulla base della storia, di valori condivisi, di rispetto dei diritti, di rifiuto della violenza, di centralità della persona umana; indipendentemente dalle altre divergenze, questo credo che sia un patrimonio da custodire”. La proposta è stata accolta in modo unanime da tutte le forze politiche presenti in Consiglio.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

RavennaToday è in caricamento