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Cronaca

Ravenna riscopre la storia di Porta Teguriense: "Conduceva al cuore della capitale imperiale"

L'antica porta d'ingresso deve il suo nome al fiume Tegurio che, un tempo, scorreva di fianco a un tratto delle mura nord e ovest di Ravenna. Il presidente dell'Abi, Patuelli, svela la storia del monumento

Intervenendo a Ravenna all'inaugurazione della restaurata e valorizzata "Porta Teguriense", Antonio Patuelli, Presidente della Cassa di Ravenna e dell'Abi, si è soffermato sull'importanza storica di questo monumento cittadino. "Si tratta della porta più antica e anche della più importante della città - afferma Patuelli - quella che portava al cuore della capitale imperiale prima, romano-barbarica poi e infine dell'Esarcato fino al 752. Non stupisca il fatto che questa porta sia semi-sommersa: lo è perché il piano della vita di 1500 e più anni fa di Ravenna è molto più profondo", come testimoniano i pavimenti sovralzati delle basiliche di San Vitale e San Francesco.

Il nome

La porta d'ingresso all'antica capitale porta il nome evocativo di Porta Teguriense, in riferimento all'antico corso d'acqua che, dopo essere passato vicino a Godo di Russi (dove l'antica Pieve tuttora si chiama proprio "Santo Stefano in Tegurio"), scorreva verso Ravenna, per arrivare nei pressi della Basilica di San Vitale. "Il fiume Tegurio-Lamone, successivamente deviato, scorreva anticamente di fianco ad un tratto delle mura nord e ovest di Ravenna. Infatti, l'antica capitale, per molti secoli -ha aggiunto il Presidente Patuelli- ha avuto le antiche mura circondate da fiumi, principalmente il Montone e il Ronco, poi deviati dopo la grande inondazione subita dalla città nel 1636".

Interessante la nota anche sul nome della località di Godo che, come spiega lo stesso Patuelli, deriva dal termine latino insula gotorum, ovvero isola dei goti. Una denominazione che deriva da un antico accampamento dei goti ai tempi dell'assedio di Ravenna.

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