Domenica, 21 Luglio 2024
Cronaca Lugo

Ripartono gli scavi archeologici del Castello di Zagonara

Tra le evidenze portate alla luce i resti della chiesa del castello, le aree artigianali e produttive del castello e le tracce più antiche della presenza umana a Zagonara, risalenti agli inizi del Medioevo

Promosso dal Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna, dall’Amministrazione del Comune di Lugo e dal Comitato per i Beni Culturali del Comune di Lugo, lo scavo archeologico del castello di Zagonara è iniziato nell’estate del 2017, come prosecuzione di un’indagine archeologica che l’Università di Bologna ha iniziato nel 2009 nella bassa pianura ravennate, sotto la direzione scientifica del professor Andrea Augenti e il coordinamento del dott. Marco Cavalazzi.

Nel corso degli anni il territorio dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna è stato oggetto di una serie di campagne di ricognizione di superficie per mappare il patrimonio archeologico del comprensorio, realizzare carte di distribuzione dei siti archeologici e ricostruire l’evoluzione del popolamento rurale dall’Età romana a oggi. Le campagne di ricerca passate hanno permesso di portare alla luce le tracce di un insediamento che si formò a partire dal 800/900 d.C., divenendo poi un vero e proprio villaggio fortificato a partire dal XIII secolo d.C. Tra le evidenze portate alla luce i resti della chiesa del castello, Sant’Andrea, che compare nei documenti scritti a partire da poco dopo l’anno mille, le aree artigianali e produttive del castello, e, dallo scorso anno, le tracce più antiche della presenza umana a Zagonara, risalenti agli inizi del Medioevo.

La campagna archeologica del 2020 amplierà le indagini proprio in corrispondenza di queste evidenze, in un’area compresa tra dove si trovava la chiesa e il fossato del castello. Le precedenti campagne di scavo hanno riscosso un enorme successo di pubblico, notevoli risultati scientifici, nonché l’appoggio di numerosi enti e associazioni. La comunità locale, e non solo, ha accolto con entusiasmo l’avvio del progetto archeologico e ha partecipato attivamente e con interesse alle varie fasi della ricerca e agli open day, ove è stata offerta l’opportunità di visitare gli scavi e vedere parte dei reperti. La conoscenza del territorio e delle sue risorse storiche e archeologiche, nonché la loro valorizzazione in termini sociali, culturali ed economici, risultano sempre di più una priorità e un’opportunità all’ordine del giorno, in particolare in questi tempi di crisi. La campagna del 2020 proseguirà nelle settimane a venire con l’impiego degli archeologi dell’Università di Bologna.

L’Amministrazione comunale ha prodotto uno sforzo considerevole per organizzare la logistica, fornendo risorse e coordinando la partecipazione dei numerosi sponsor. Sarà possibile seguire lo sviluppo della ricerca e prenotare una visita allo scavo tramite la pagina social del progetto. Lo scavo è stato reso possibile grazie al sostegno e alla collaborazione del Comune di Lugo, il Comitato per i Beni Archeologici del Comune di Lugo, l’Università di Bologna, il Gruppo Villa Maria, le associazioni di categoria Cna Ravenna e Confesercenti, l’Agenzia Davide Staffa, TavolAmica, la Contesa Estense, la Biblioteca Trisi di Lugo, la ditta Monitor the Planet, il Centro di Studi sulla Romandiola nord-occidentale e l’associazione Storia e Memoria della Bassa Romagna. Si ringrazia per la disponibilità la sig.ra Giovanna Ricci e famiglia, proprietaria del fondo agricolo in cui si trova il sito di Zagonara.

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