Romagna Faentina, giunge alla conclusione il percorso partecipativo "Vicini Si Diventa"

Il protocollo nato dal progetto si focalizza sulle pratiche di welfare generativo riguardanti l’assistenza a persone in situazioni di fragilità economica e sociale

Giunge al termine "Vicini si diventa - Sperimentazione di patti e di un protocollo d’intesa per l’accesso e la convivenza", il percorso partecipativo promosso dall’Unione della Romagna Faentina, coordinato e facilitato dalla Cooperativa Sociale Villaggio Globale. Il percorso si conclude con la consegna del Documento di Proposta Partecipata che rappresenta il prodotto finale del processo partecipativo in base al quale Urf, ACER Ravenna e ASP Romagna Faentina sottoscriveranno un Protocollo d’Intesa che andrà a irrobustire la collaborazione fra gli Enti stessi e conseguentemente a migliorare la qualità dell’abitare in contesti di edilizia residenziale pubblica, edilizia residenziale sociale ed emergenza abitativa. 

Il suddetto Protocollo faciliterà un approccio condiviso e collaborativo fra gli Enti che lavorano negli stessi contesti, con un occhio di riguardo all’utilizzo di pratiche di welfare generativo che vedono l’assistenza a persone in situazioni di fragilità economica e sociale basarsi su azioni innovative tese alla promozione delle persone stesse e delle comunità in cui vivono, anziché unicamente sull’assistenzialismo. Particolare attenzione verrà inoltre posta sui patti di abitazione, accordi sottoscritti tra abitanti ed Enti per la co-gestione dei beni comuni e delle relazioni di vicinato, finalizzati al miglioramento dei contesti sociali e abitativi.

Il percorso partecipativo è iniziato a gennaio 2020 e ha coinvolto cinque aree di progetto che presentano peculiarità molto diverse fra loro: per sperimentare più a fondo la dimensione di quartiere, le facilitatrici hanno lavorato con gli abitanti dell’isolato fra via Fornarina e via Saviotti a Faenza; per trovare soluzioni condivise di convivenza in contesti fisicamente isolati, è stata identificata l’area abitativa in prossimità dell’alloggio di Via Lugo 91 a Faenza; per collaudare la co-progettazione di attività tra vicini di casa all’interno del centro storico, sono stati coinvolti gli abitanti di vicolo Pasolini a Faenza, nello specifico riguardo l’animazione e la presa in cura del cortile su cui si affaccia l’Associazione Prometeo, partner di progetto; condominio ACER in via Oriani n. 2/C a Riolo Terme e un condominio ACER/ASP in via Giovanni XXIII n. 351 a Castel Bolognese con lo scopo di raccogliere proposte e suggerimenti utili sia a favorire una buona convivenza fra vicini di casa, sia a elaborare strategie e soluzioni di gestione insieme alle Istituzioni.
Sono stati inoltre coinvolti gli assistenti sociali dell’Unione Romagna Faentina insieme agli operatori del welfare di Acer e Asp affinché elaborassero alcune delle proposte presenti nel Documento di Proposta Partecipata.

Tra la primavera e l’autunno scorsi, le facilitatrici di Villaggio Globale hanno coinvolto in totale 106 persone fra abitanti, operatori e rappresentanti dei Quartieri Borgo e Centro Sud, in 10 laboratori partecipativi, 2 sessioni di interviste telefoniche e 10 ore di incontri di formazione. Seppure alcune attività abbiano dovuto essere modificate per il rispetto delle normative anti-Covid, è stato possibile tenere i laboratori in presenza: questo aspetto è stato molto importante affinché gli abitanti potessero conoscersi meglio, collaborare fra loro e confrontarsi direttamente anche con i rappresentanti delle Istituzioni, sempre presenti in ciascun appuntamento. Tutto quanto emerso durante queste attività è stato inserito nel Documento di Proposta Partecipata.

Durante il percorso, si sono inoltre sottoscritti 2 patti di abitazione fra altrettanti inquilini e il Comune di Faenza, oltre ad altri 4 abitanti che hanno assunto informalmente il ruolo di referenti condominiali. Si sono infine costituiti e riuniti il Tavolo di Negoziazione e il  Comitato di Garanzia: entrambe figure previste dalla legge regionale LR15/2018 che regola i percorsi partecipativi, il primo è uno strumento di coordinamento e di coinvolgimento del percorso stesso che ha avuto il compito di analizzare i dati emersi da laboratori e interviste, oltre che di concorrere alla scrittura del Documento di Proposta Partecipata; il secondo avente l’obiettivo di verificare il rispetto dei tempi e delle azioni previste, dell’applicazione dei metodi e del rispetto del principio di imparzialità dei facilitatori.

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