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Romano Prodi ospite delle "Giornate Ravennati": "La crisi europea soffre della politica diventata propaganda"

Il professore è stato poi accompagnato in visita alla Biblioteca Classense, alla Cripta Rasponi e al palazzo della Provincia

Proseguono le "Giornate ravennati" organizzate dal Dipartimento di Beni culturali in occasione dell’Anno europeo del patrimonio culturale. Ospite di primo piano dell’iniziativa è stato martedì mattina Romano Prodi, che ha dialogato con Michele Marchi, docente di Storia contemporanea al Dipartimento di Beni culturali.

"L’Europa come pace, prosperità e promozione democratica. Così era l’Europa delle origini e che non c’è più. Ma quando l’Europa ha perso la sua forza di attrazione e ha smesso di essere un magnete per i cittadini?". È questo uno dei temi su cui si è soffermato a lungo Prodi. “Il senso di Europa è finito quando l’Europa ha smesso di fare l’Europa - ha detto il politico - e il potere è passato dalle mani della Commissione ai singoli Paesi e chiaramente a quel Paese che nel gruppo è più forte degli altri”. È stata una chiacchierata caratterizzata dalla concretezza e semplicità quella col professore, una chiacchierata che ha permesso, grazie alla colloquialità e al linguaggio semplice, immediato e per aneddoti che lo contraddistingue, a tanti cittadini presenti, studenti e ricercatori di entrare all’interno dei meccanismi di una politica oggi spesso sempre più lontana e indecifrabile.

“L’attuale crisi del progetto europeo soffre della crisi dei partiti tradizionali e della politica che è diventata propaganda, in un quadro in cui il desiderio di autorità è presente in tutto il mondo ed è evidente che l’Europa non può andare avanti senza accordo di Francia e Germania con una Spagna e un’Italia vicine”: questo è secondo Prodi il quadro di una Europa che ancora ha speranze, “se restiamo uniti contro una America e una Cina che si stanno mangiando tutto”. Alla domanda perché l’Italia è al 23esimo posto tra i 27 Paesi membri quanto a Europeismo, Prodi ha risposto: “È successo in conseguenza agli anni in cui siamo stati emarginati dal processo decisionale. Tutto è nato con la crisi economica”.

Prodi ha quindi indicato nelle prossime elezioni del Parlamento europeo che si terranno a maggio 2019 una possibilità di rilancio dell’Europa: “Il voto potrebbe essere un punto di svolta per l’Europa ma solo se si avrà uno scontro deciso fra due candidati forti, con linee e politiche chiare e definite, capaci di resuscitare lo spirito europeo e coinvolgere la cittadinanza nel processo decisionale delle politiche europee”.

Il professore è stato poi accompagnato dal sindaco Michele de Pascale, dall’assessore alla Cultura Elsa Signorino, dal direttore della Classense e del Mar Maurizio Tarantino e dal presidente della Fondazione RavennAntica Giuseppe Sassatelli in visita alla Biblioteca Classense, alla Cripta Rasponi e al palazzo della Provincia. Prodi ha espresso grande apprezzamento nel vedere una biblioteca aperta e fruibile, molto frequentata dai giovani e che rappresenta un vero e proprio contenitore di tante iniziative culturali di diverso genere.

Prodi Classense 5-2

Prodi Classense 2-2

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