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Giuliana Foschi, l'ultima staffetta partigiana cervese: "Un destino nato per caso"

Presente all’incontro anche il presidente dell’Anpi di Cervia Giampietro Lippi

Il sindaco Luca Coffari ha incontrato Giuliana Foschi, ultima staffetta partigiana cervese e partecipe della Liberazione di Cervia il 22 ottobre 1944. Presente all’incontro anche il presidente dell’Anpi di Cervia Giampietro Lippi. Il primo cittadino le ha consegnato una targa in riconoscimento della sua figura: "Per il suo costante impegno politico e civile nel tenere alti i valori della libertà, della pace e della democrazia. Preziosa collaboratrice dell’amministrazione comunale". 

Infatti Giuliana, nata a Cervia il 3 gennaio 1930, è ancora attiva ed è sempre presente a tutte le celebrazioni istituzionali, collaborando come volontaria nell’organizzazione degli eventi quali l’anniversario dell’eccidio Caffè Roma e Martiri Fantini, Festa della Liberazione, Festa della Repubblica, Liberazione di Cervia. Ha ancora un vivido ricordo delle sue concittadine Laura Zoffoli, Maria Rosa Fusconi, Alma Giannettoni, Adria Neri “Marga”, Ulitta Dallamotta “Liliana”, Ida Paganelli, Anna Dalbuono, Fortunata Puntiroli “Emira”, Lucia Venere Maroncelli, Elide Cenacchi, anche loro staffette partigiane, oramai tutte scomparse. 

"Un destino nato per caso. Nel 1944 chiusero le scuole, quando iniziarono i bombardamenti nel centro di Cervia - racconta Giuliana -. Così, io e la mia famiglia andammo sfollati verso Pinarella, dove trovai mia cugina Emira che aveva 19 anni. Il padre aiutava i partigiani e lei faceva già la staffetta. Vedevo che andava spesso in giro con la sua bicicletta e cominciai anch'io. Volevo aiutare la patria, volevo che l' Italia fosse libera. Il compito delle staffette era quello di trasmetter e messaggi, un compito rischioso. Un po' di soggezione c'era sempre per quello che avremmo trovato fuori. Una volta mia cugina e io dovevamo portare un messaggio".

"Quando voltammo l'angolo ci trovammo davanti due lunghe colonne di tedeschi con i carri armati e altri mezzi - continua -. Scappare sarebbe stato peggio, ci avrebbero, inseguite. Allora abbiamo continuato, attraversando le colonne senza fermarci. Dopo la liberazione non potei continuare gli studi perché la mia famiglia non aveva disponibilità economica. Per me avevano pensato al lavoro come lavandaia, poi un giorno, a 16 anni, mi consegnarono le chiavi della sede del Pci di Cervia e iniziai a fare la segretaria per il partito. Imparai a usare la macchina da scrivere poi vinsi un concorso in Comune come impiegata".

"E’ un onore per me e per l’amministrazione dare questo riconoscimento a Giuliana, una delle ultime testimoni della Liberazione di Cervia, che sempre si è impegnata a mantenere saldi i valori della democrazia e della libertà e che tuttora, oltre ad essere sempre presente ai cortei storici e alle iniziative, collabora volontariamente all’organizzazione delle manifestazioni istituzionali - chiosa Coffari -. Le esprimo tutta la nostra stima e riconoscenza, perché è anche grazie a persone come lei che il nostro Paese ha potuto vedere l’alba della libertà e vivere nella pace da oltre 70 anni".

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