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Troppi morti negli incidenti: "Adeguare le strade e disporre più agenti"

Secondo una rilevazione statistica della Polizia stradale, il numero degli incidenti è diminuito di circa il 9% e quello dei feriti del 13%, ma le vittime sono aumentate del 20%

I dati 2018 sull’incidentalità stradale nella provincia di Ravenna fanno riflettere. Secondo una rilevazione statistica della Polizia stradale, il numero degli incidenti è diminuito di circa il 9% e quello dei feriti del 13%, ma le vittime sono aumentate del 20%.

"A prescindere dall’attività dei servizi di controllo e dai piani organizzativi proposti dalla Prefettura, siamo dunque ancora lontani dagli obiettivi di sicurezza stradale volti a ridurre i sinistri più gravi. Di qui l’esigenza di un maggiore impegno degli enti competenti per migliorare la viabilità a scopo di prevenzione e di rimozione delle principali cause di incidentalità - spiega Gianfranco Spadoni, vicepresidente di Lista per Ravenna - La situazione è giunta a livelli dimensionali talmente critici che i monitoraggi, gli studi, le tecniche e le tattiche operative richiedono di essere opportunamente implementate. L’istituzione di nuove postazioni di autovelox, distribuite ormai largamente sul territorio, possono funzionare come deterrente in quello specifico punto di strada, ma non di più. Serve piuttosto un forte rafforzamento della segnaletica di richiamo e di preavviso dei tratti più pericolosi. Andrebbe seriamente riattivata in forma non più solo occasionale la presenza fisica degli agenti, a fini “educativi”, dissuasivi e sanzionatori, laddove la circolazione stradale è gravata da maggiori rischi intrinseci di collisione dei veicoli e di infrazione alle norme del codice, anche oltre l’eccessiva velocità".

Ma è anche indispensabile, secondo Spadoni, "un piano organico di adeguamento strutturale delle strade, prevalentemente strette, spesso carenti degli adeguati dispositivi di sicurezza. Stiamo pagando, in altre parole, la prolungata assenza di miglioramenti della rete viaria, ferma ancora ad oltre cinquant’anni fa, quando i flussi veicolari e i carichi di mobilità erano enormemente inferiori. Ogni singolo ente proprietario delle diverse tipologie di asse stradale deve fare la sua parte sotto il profilo dei progetti e degli investimenti necessari a colmare il divario. Ma quello che più si richiede, perché siano efficaci, è la necessità di un quadro di coordinamento generale delle azioni da compiere, pur distinte per i rispettivi livelli di competenza, che metta in sinergica relazione Anas, Regione, Provincia e Comuni, oggi incapaci spesso anche solo di parlarsi. Al sindaco di Ravenna, che è anche presidente della Provincia, potrebbe essere riconosciuta l’iniziativa. L’emergenza sicurezza delle strade, che travaglia particolarmente questo territorio, merita un deciso salto di qualità dell’amministrazione pubblica nel modo e nell’impegno di affrontarla".

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