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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca

Col cavallo sul traghetto di Porto Corsini: il viaggio di Cristian in giro per l'Italia per sfuggire alla routine

"Mi ero stancato della routine quotidiana - racconta l'uomo, che prima di partire faceva l'autista di mezzi per anziani e disabili - Mi svegliavo infelice, non ero soddisfatto della mia vita e trovavo pace solo quando mi immergevo nella natura"

Vi ricordate il libro (o il film) 'Into the wild'? Un giovane ragazzo benestante decide di abbandonare tutto per sfuggire a una società che gli sta troppo stretta, iniziando a viaggiare a piedi in mezzo ai territori più impervi e inesplorati degli Stati Uniti per ritrovare la felicità. Ricorda un po' quella storia l'avventura di Cristian Moroni, 40enne di origini sarde ma residente a Latina. Il 'cavaliere solitario' sta girando per l'Italia insieme alla sua fedele cavalla, Furia, dopo aver lasciato tutto per mettersi in viaggio e ricostruire il contatto con la natura.

Cristian è partito il 24 maggio dello scorso anno da Roccasecca dei Volsci, in provincia di Latina. "Mi ero stancato della routine quotidiana - racconta l'uomo, che prima di partire faceva l'autista di mezzi per anziani e disabili - Mi svegliavo infelice, non ero soddisfatto della mia vita e trovavo pace solo quando mi immergevo nella natura. Così un giorno, insieme a Furia, ho deciso di partire. Sapevo che non sarebbe stata una passeggiata, ma allo stesso tempo ero sicuro che ci saremmo riusciti".

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Il viaggiatore parla sempre al plurale, includendo nei discorsi la sua compagna di viaggio. Il 24 maggio i due sono partiti passando da Roma e raggiungendo Fiumicino, per poi costeggiare tutta la costa occidentale dello Stivale fino a Ventimiglia, proseguendo poi per l'arco alpino fino a Trieste e tornando giù lungo la costa orientale. L'obiettivo è quello di arrivare in Puglia, per poi tornare a Latina e chiudere il cerchio.

"Siamo partiti con 300 euro di risparmi, dopo 15 giorni li avevamo già finiti - racconta Cristian - Siamo andati avanti grazie all'ospitalità e alla solidarietà della gente. C'è chi ci dà qualcosa da mangiare, chi ci offre la colazione, chi ci ospita all'interno di maneggi e ranch. In genere viaggiamo per circa 20-30 chilometri al giorno, possiamo arrivare anche a 40, ma a quel punto poi stiamo fermi un giorno per dare riposo a Furia. Non importa quanto ci metteremo, non vogliamo pensarci".

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Nei giorni scorsi Cristian e Furia - che codividono la loro avventura con i follower sulla pagina 'Cristianefuria' - sono arrivati anche a Ravenna, passando dal centro ippico 'Cavallo felice' di Porto Corsini e dal 'Savio Riding club'. "Per evitare il ponte pericoloso della Romea e l'altro ponte in lavorazione in via Baiona, ci siamo diretti a Porto Corsini con la speranza di attraversare il fiume in traghetto - spiega Cristian - Abbiamo chiesto cortesemente al comandante se potevamo accodarci alle macchine e salire a bordo, e lui con un sorriso ci ha spiegato che in 22 anni era la prima volta che faceva attraversare il canale a un uomo a cavallo".

Una volta terminato il viaggio, Cristian non ha alcuna intenzione di tornare alla vita di prima. "Farò della mia vita un viaggio continuo. Un progetto prevede di visitare le isole italiane, un altro quello di percorrere la Route 66 negli Stati Uniti e fare partorire Furia nel West. In ogni caso, davanti a noi vedo solo la libertà".

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