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Il regalo di Ravenna Festival: riproposti online 30 spettacoli dell'ultima edizione

Lo streaming gratuito nel periodo delle feste: il concerto inaugurale con Riccardo Muti e l’Orchestra Cherubini, il live di Vinicio Capossela e molti altri eventi

Quest’anno sotto l’albero di Natale ci sarà anche il grande spettacolo: Ravenna Festival propone infatti diciotto giorni di streaming gratuito con oltre trenta eventi della XXXI edizione di nuovo disponibili on demand su ravennafestival.live, dal 20 dicembre al 6 gennaio. Un’occasione per ripercorrere il cammino del Festival nell'anno del Coronavirus, dal concerto inaugurale di giugno sotto le stelle della Rocca Brancaleone, che ha visto Riccardo Muti e l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini riportare in scena la musica dal vivo con la maestosa Sinfonia “Jupiter” di Mozart, fino ai concerti di novembre al Teatro Alighieri. 

E ancora: Valery Gergiev, Iván Fischer, Beatrice Rana, Accademia Bizantina, Anna Prohaska, Rosa Feola, Mario Brunello, Giovanni Sollima; il teatro con le compagnie del territorio – Fanny & Alexander, Teatro delle Albe, Menoventi; i recital pianistici, la musica antica e la musica sacra, ma anche Neri Marcorè e Vinicio Capossela e gli appuntamenti di musica e voci contemporanee a Cervia; senza dimenticare le étoiles della danza.

“La necessità di tutelare e sostenere chi lavora in palcoscenico e dietro le quinte ci ha resi fermamente determinati nell’impegno per lo spettacolo dal vivo – ricorda il co-Direttore Artistico Franco Masotti – mentre la natura multidisciplinare del Festival e la sua vocazione all’impiego di nuove tecnologie, nell’utilizzo sistematico del video e nella sperimentazione su amplificazione e ripresa del suono che hanno caratterizzato tante nostre produzioni, non ultime quelle della Trilogie d’Autunno, ci hanno certo resi più preparati a misurarci con lo streaming. In occasione delle festività condividiamo il ricordo di momenti che mai come quest’anno si sono rivelati per nulla scontati o garantiti. Emblematico il solo appuntamento di danza: nato da una difficoltà apparentemente insormontabile, quel contatto fisico diventato il tabù di quest’anno, Duets and Solos ci ha restituito non solo il corpo in movimento ma anche il corpo in relazione, grazie al coinvolgimento di coppie di ballerini che sono anche coppie nella vita. Il dialogo fra quei corpi è il toccante simbolo di un’impossibilità che diventa possibile”. 

Il superamento delle distanze è anche nei numeri: sono oltre 45 mila i collegamenti registrati quest’estate dal sito ravennafestival.live, provenienti da oltre 143 Paesi. Italia in testa, naturalmente, seguita da Giappone, USA e Regno Unito, ma anche India e Brasile, Australia e Russia, fino a Yemen, Sudan, Uzbekistan – una mappa, senza confini, d’amore per la musica e le arti. 

“Non pensiamo all’edizione 2020 come a un Anno Zero, né un anno di mera sopravvivenza o compromesso – sottolinea il co-Direttore Artistico Angelo Nicastro – Il Festival ha esplorato nuove traiettorie, ha saputo resistere ma anche crescere. Quest’anno ci lascia in eredità il ritorno alla Rocca Brancaleone, cui la Città e il Festival sono profondamente legati e che quest’estate è diventata l’immagine chiave della ripresa degli eventi. Abbiamo sfruttato tutte le potenzialità del video, anche quando, impossibilitati a riproporre i concerti nelle basiliche bizantine, abbiamo reso omaggio a San Vitale con il programma O Oriens de La Fonte Musica, filmato in assenza di pubblico e trasformato in un viaggio nella meraviglia architettonica, musiva e spirituale di un patrimonio unico al mondo. Pur nell’incertezza e drammaticità che perdurano ancora oggi, abbiamo continuato a offrire eventi e finanche nuove produzioni: per noi è motivo non solo d’orgoglio, ma anche di speranza e fiducia nel domani”. 

Una continuità che si è voluto garantire soprattutto alle nuove generazioni, impegnando l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini sin dal concerto inaugurale. Oltre a questo, la Cherubini torna in streaming con altri tre concerti diretti da Muti e una serata con Beatrice Rana e Valery Gergiev. La doppia partecipazione di Gergiev, cui si è unita l’Orchestra del Mariinsky per il secondo appuntamento, al pari di quella di Fischer con la Budapest Festival Orchestra e al contributo video dei Theatre of Voices, ha garantito un’importante segno di presenza internazionale accanto a compagnie e artisti italiani e del territorio. Territorio con cui il dialogo è continuato anche attraverso l’inclusione in programma di eventi a Cervia e nel Pavaglione di Lugo.

La Direzione di Ravenna Festival intanto è già da tempo all’opera sull’edizione 2021. In attesa che sia possibile annunciarla al pubblico, il grande orizzonte tematico è già fissato: si tratta, naturalmente, di Dante, che nel settimo centenario della sua morte a Ravenna sarà il punto di partenza e di arrivo di un programma accuratamente studiato, come sempre, per accompagnare il pubblico lungo rotte inaspettate.

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