Intervista ad Alberghini: "Dismettere le partecipazioni per investire nella sicurezza"

Il candidato di Lista per Ravenna, Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia intervistato da RavennaToday.it: "Il lavoro? Si può creare se si invogliano le imprese a investire"

Massimiliano Alberghini

Cinquant’anni, di professione commercialista, consulente per piccole e medie imprese. Massimiliano Alberghini è il candidato sindaco di Lista per Ravenna, Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d’Italia.
Lo abbiamo incontrato nel suo studio per fare una chiacchierata sul suo programma elettorale.

La sicurezza è sicuramente uno dei temi principali della sua campagna elettorale. Ha parlato di una maggior presenza sul territorio della Polizia municipale, ma come pensate di raggiungere questo obiettivo?
“Come dico sempre, dove non c’è sicurezza non c’è qualità di vita. Sicuramente va incrementato in maniera decisa il pattugliamento, utilizzando la Polizia municipale e collaborando con forze ausiliarie come agenzie di sicurezza o gruppi di passeggio, ovviamente sotto il coordinamento della Pm. Attualmente il corpo della Municipale è sotto organico, per cui va potenziato in maniera stabile e non solo nei mesi estivi. E gli agenti vanno adeguatamente equipaggiati, per esempio con le pistole elettriche Taser. È costoso, ma si potrebbe adottare perché dà ottimi risultati, il sistema Targa System, che permette di individuare tutti i mezzi che entrano ed escono dal nostro territorio, identificando in tempo reale quelli segnalati. E anche così si libererebbero pattuglie”.

E dove si troverebbero i soldi?
“Le risorse si possono trovare. Nell’immediato dismettendo le partecipazioni inutili e utilizzando gli avanzi di bilancio. Sicuramente così facendo si otterrebbe un bel tesoretto da investire nel comparto sicurezza”.

Quando avete presentato il programma avete posto un forte accento sulle infrastrutture, parlando anche della realizzazione di una nuova tangenziale e di collegamenti con Forlì e Ferrara. Anche in questo caso il dubbio è il solito: con quali risorse?
“Le chiavi tecniche ed economiche delle infrastrutture sono chiaramente detenute dal Governo. Quello che noi possiamo fare è cercare di capire perché, dagli anni Settanta, non ci sono mai stati investimenti significativi nelle infrastrutture. Ravenna è l’unica città portuale priva di una tangenziale; perché quella che abbiamo è un ammasso di buchi con un po’ di asfalto intorno. Forlì non ha il porto, ma ha la tangenziale. Bisogna che l’amministrazione comunale faccia sentire tutto il proprio peso in Regione. Noi dobbiamo pretendere questi finanziamenti”.

La mobilità cittadina è uno dei temi caldi di questa campagna elettorale. La vostra proposta comprende l’apertura dei varchi delle Ztl in orario serale, tra le 18 e le 20.
“I commercianti e chi risiede nel centro storico hanno manifestato questa necessità. Attualmente la città è divisa in quattro quadranti e per andare da una parte all’altra inquiniamo per un quarto d’ora. Le Ztl vanno riviste: nel nostro programma abbiamo proposto un’idea di partenza, da verificare nei primi sei mesi e poi adattare sulla base dei risultati. Certamente la viabilità va cambiata e non si può sottostare al diktat della Regione che ha imposto la chiusura dei centri storici entro il 2020”.

Lasciamo la città e spostiamoci nel forese. I problemi sono tanti, ma è anche il territorio in cui il centrosinistra ottiene i risultati migliori alle urne.
“Questa è una malattia storica del nostro territorio. Se è vero che a Ravenna abbiamo problemi di sicurezza, nel forese sono triplicati; se a Ravenna ci sono problemi economici, nel forese sono triplicati. È vero che il forese è isolato dal centro, ma nonostante questo votano Pd con percentuali bulgare. È un po’ la sindrome di Stoccolma. Io, per esempio, conosco bene le criticità delle Ville Unite, la mia famiglia è originaria di quella zona. I problemi sono immensi, il nostro territorio comunale è vastissimo. Ma quella che finora è stata vista come una limitazione può diventare una risorsa, anche creando dei percorsi turistici che mettano in moto l’economia. Abbiamo delle campagne molto belle, perché non valorizzarle?”

Cambiando argomento, in materia di servizi sociali voi proponete un superamento dell’Asp e una gestione diretta da parte del Comune.
“Ci sarebbero costi più bassi e un servizio migliore per le famiglie. L’Asp (Azienda di servizi alla persona, ndr) si è rivelata un fallimento. Del resto noi proponiamo la cancellazione di tutti questi carrozzoni che servono solo a moltiplicare le poltrone e la spesa pubblica. I servizi sociali dovrebbero essere dati in appalto direttamente dal Comune. E gli appalti verrebbero verificati dall’assessorato alla Legalità e Trasparenza che intendiamo istituire”.

Uno dei grandi problemi degli ultimi anni è quello dell’occupazione. I giovani faticano a trovarla, ma le persone che a cinquant’anni si sono trovate fuori dal mondo del lavoro sono ancora più in difficoltà. Cosa proponete?
“Per creare opportunità di lavoro? La risposta è facile. Dove c’è impresa, c’è lavoro. Per cui, porte aperte per chi vuole intraprendere una nuova iniziativa economica a Ravenna”.

E la Darsena? Potrebbe essere quel volano economico in cui tutti sperano?
“Attualmente la Darsena è l’ennesima dimostrazione del fallimento della politica del Pd. Certo, le difficoltà sono reali, la zona è davvero molto frammentata tra varie proprietà, ma è anche vero che non si sono create le condizioni per invogliare a investire. Ecco, credo che per prima cosa vada creata una situazione interessante per gli investitori”.

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Se diventasse sindaco, cosa farebbe il giorno dopo l’elezione?
“Mi riposerei! Scherzi a parte, tutti i punti che abbiamo toccato sono molto importanti, per cui cercherei di portarli avanti di pari passo”.

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