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Bassa Romagna, i repubblicani: "Con la pandemia ancora più urgente creare un Comune unico"

E' tornata d’attualità la discussione sull’opportunità di superare l’Unione dei Comuni della Bassa Romagna e di lavorare per andare oltre, fino alla costituzione di un Comune unico

E' tornata d’attualità la discussione sull’opportunità di superare l’Unione dei Comuni della Bassa Romagna e di lavorare per andare oltre, fino alla costituzione di un Comune unico. D’altronde l’emergenza determinata dalla pandemia, che nei momenti di chiusure maggiori ha limitato la circolazione tra comuni diversi, ha accentuato questo problema.

"L’Unione ha tuttavia una valenza maggiore del semplice superare i disagi di tanti cittadini legati alle restrizioni per il contenimento dei contagi da Covid-19 - commentano dal Partito Repubblicano di Lugo - Intanto si avverte la necessità di effettuare passi concreti verso un riordino istituzionale generale che superi l’attuale, che vede 8000 comuni di cui 5000 al di sotto dei 5000 abitanti. Tale esigenza sarebbe tanto più da soddisfare proprio in Romagna, dove le sensibilità politiche sono più sentite, dando così un esempio concreto da seguire al resto del Paese. Il tutto per semplificare il vivere civile di cittadini e imprese e per razionalizzare il lavoro degli stessi enti locali, con ricadute benefiche sullo snellimento delle procedure e sulla realizzazione di economie di scala quanto mai indispensabili per riammodernare il sistema Paese. Questa peraltro è una battaglia storica del Pri, a partire da quello della consociazione lughese che, fin dai tempi in cui si discuteva della nascita dell’Unione, sostiene questa posizione".

"Va ricordato come anche lo stesso Pri di Lugo, sostenendo con una propria lista nella coalizione di centrosinistra il sindaco Ranalli lo scorso anno, aveva messo al primo punto del proprio programma elettorale la costituzione del Comune Unico della Bassa Romagna - continuano - Per questo oggi, nel riscontrare con favore la convergenza di altre forze politiche lughesi su questa posizione, invitiamo il Pd ad avere più coraggio e a muoversi con meno tentennamenti e ambiguità in questa direzione. Il Pri ritiene che questa strada possa essere la base di rilancio della nostra economia locale, tanto più in considerazione del fatto che la Bassa Romagna è la culla della piccola e media impresa anche a livello provinciale, con aziende talmente importanti che fanno della internazionalizzazione il principale cavallo di battaglia. C’è però bisogno anche del supporto territoriale, cosa che i piccoli comuni non possono più garantire e oramai, per contare, bisogna unire le forze e lottare ad armi pari con gli enti limitrofi, tutti più grandi e importanti. I campanilismi non hanno ragione di essere, e questo periodo di crisi dovuto alla pandemia non ci lascierà uguali a prima; perciò alla ripresa, che auspichiamo prossima, occorrerà farsi trovare preparati. Fa piacere che anche i sindaci ricomincino a parlarne, tenere vivo questo dibattito, può solo giovare al bene comune".

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