Consiglio comunale diviso sulla nuova area commerciale di via Faentina

Per l'opposizione è infatti in contraddizione con l'annunciata politica di zero consumo del suolo

L'ampliamento di un'area commerciale non alimentare su via Faentina a Ravenna ha fatto discutere, e non poco, martedì pomeriggio il Consiglio comunale. Per l'opposizione è infatti in contraddizione con l'annunciata politica di zero consumo del suolo. Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna ha presentato un ordine del giorno per sospendere il provvedimento, che invece viene approvato con 10 voti favorevoli e 11 contrari. Stessi numeri ma invertiti per l'odg del civico.

Come ha spiegato l'assessore all'Urbanistica, Federica Del Conte, si tratta di "un accordo che ricade in un Piano urbanistico attuativo in fase di attuazione", all'interno di un'area da riqualificare prevista dal Psc e destinazione commerciale, artigianale e ricettivo non residenziale. Alla superficie di vendita di 5mila metri quadrati se ne aggiunge una ulteriore di 3mila. In perequazione, per un investimento da circa 1,4 milioni di euro, verrà riqualificata la viabilità di accesso all'arteria con un sistema di rotatorie e una fascia di verde di filtro con la linea ferroviaria. Inoltre, per un importo di 50mila euro, l'attuatore si accolla la riqualificazione del ponte ciclopedonale tra Castiglione di Ravenna e Castiglione di Cervia.

"Non è un centro commerciale - ha concluso - e l'insediamento e' ben visto". Secondo Ancisi "il Pua e' stato fatto in base alle esigenze aziendali di Bricoman", che aprirà in quell'area, e "le intenzioni imprenditoriali non possono anticipare o condizionare le scelte urbanistiche dell'amministrazione". E, ha aggiunto, "la scelta non sembra giustificata da ragioni di interesse pubblico", con un impatto negativo sui negozi. Non solo: "Loro chiedono 4.500 metri quadrati e gliene date 8mila". Dello stesso avviso la consigliera della Lega Rosanna Biondi: "Con la crisi edilizia, non capisco come fanno questi grandi gruppi a fare questi insediamenti. Una volta cementificata, l'area e' perduta per sempre. Pensateci bene".

Anche per Marco Maiolini del Gruppo misto "l'ntervento non si giustifica con il non insediamento di attivita' alimentari", che non e' tra l'altro garantito nel tempo. La gestione del territorio, ha stigmatizzato, e' "ancora legata a scelte fatte negli anni Novanta, dall'Amministrazione parole al vento sulla non cementificazione". Massimo Manzoli di Ravenna in Comune non e' cosi' lanciato a parlare dell'insediamento come qualcosa che porta posti di lavoro. Per la maggioranza si tratta della classica strumentalizzazione. Per Marco Turchetti e' "l'ennesima occasione per mettere i coltelli nelle piaghe" e non si considerano i posti di lavoro. "Certe delibere vengono tutte strumentalizzate allo stesso modo", gli fa eco Chiara Francesconi del Partito repubblicano. (fonte Dire)

Ancisi

Il sindaco di Ravenna aveva dichiarato che in questa area da 52 mila mq “aprirà un Bricofer, esercizio commerciale rivolto a hobbisti, artigiani e piccole imprese”. Il giorno dopo, il suo assessore all’Urbanistica aveva aggiunto che “si è aggiudicata i lavori”, come se avesse già in mano il permesso di costruire, Bricoman, marchio controllato da Bricofer Italia s.p.a., che nel 2018 ha acquisito la rete Self, già presente a Ravenna. "Non si dovrebbe discutere di interessi privati quando si scrivono le norme urbanistiche che valgono per tutti e nel tempo finché non vengono cambiate, ma di questo progetto nulla era stato detto, tanto meno documentato, ai consiglieri comunali, neppure nella commissione consiliare che ha istruito il provvedimento in discussione - commenta Ancisi -. Non era stato mostrato a loro neppure il Piano Urbanistico Attuativo (PUA), depositato già in aprile dai proprietari dell’area". 

"Le “rivelazioni” del sindaco hanno però suggerito al capogruppo di Lista per Ravenna di chiedere lunedì agli uffici e di ottenere ieri la “relazione tecnico descrittiva del PUA stesso”, scoprendo così gli altarini - prosegue l'esponente di LpRa -. “La struttura di vendita Bricoman” è di 3.000 mq, composti da 2.500 per la vendita ingrosso-dettaglio e da 500 per la vendita di merci ingombranti. Ma è previsto un altro edificio di vendita da 1.500 metri quadrati. In tutto, 4.500 metri quadrati. Dunque, non c’è solo Bricoman in questa area, come hanno detto sindaco e assessore: soprattutto, non per gli 8.000 metri quadrati a cui il Pd ha dato via libera, che d’ora in poi possono essere occupati tutti, per qualsiasi genere di commercio non alimentare, a prescindere che oggi, per 3.000, si parli di Bricoman. Basta che lo decida la proprietà dell’aerea. Le convenzioni in atto, per quanto contestate sempre dall’opposizione, segnatamente da Lista per Ravenna, consentivano di occupare 5.000 mq quadrati. I 3.000 che sono stati aggiunti sarebbero stati cancellati se fosse prevalso il voto negativo chiesto dall’opposizione, come ha ammesso anche l’assessore all’urbanistica".

Conclude Ancisi: "Il progetto di Pua prevede la realizzazione di una grande struttura di vendita organizzata in forma unitaria di 3mila metri quadrati, all’interno della quale si collocano una media struttura non alimentare dedicata all’attività di vendita congiunta ingrosso-dettaglio, caratterizzata da una superficie di vendita di 2.500 metri quadrati, una media struttura di vendita non alimentare dedicata alla vendita di merci ingombranti, caratterizzata da una superficie di vendita di 500 metri quadrati. Si precisa che l’attuazione di tale previsione insediativa (grande struttura di vendita) potrà attuarsi solo sulla base di specifico Accordo Territoriale da sottoscriversi con la Provincia. E' prevista la realizzazione di una media struttura di vendita non alimentare, caratterizzata da una superficie di vendita di 1.500 metri quadrati, da collocarsi in altro edificio commerciale dedicato".

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