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Elezioni amministrative, Panizza si candida a sindaco con il Movimento 3V. "Il vaccino anticovid? Troppe incognite"

Emanuele Panizza si candida a sindaco per il Movimento 3V 'Vaccini vogliamo verità', che ha annunciato di presentarsi alle prossime elezioni amministrative di Ravenna in autunno

Emanuele Panizza si candida a sindaco per il Movimento 3V 'Vaccini vogliamo verità', che ha annunciato di presentarsi alle prossime elezioni amministrative di Ravenna in autunno. Panizza è consigliere comunale a Ravenna, dove è capogruppo del Gruppo misto (di cui fa parte anche il consigliere Marco Maiolini).

Nato a Ravenna 49 anni fa, diplomato in ragioneria, raccomandatario e broker marittimo, Panizza ha lavorato per 20 anni nella logistica marittima con mansioni di responsabile operativo/logistico. Triatleta amatoriale, nel 2011 a causa di un incidente stradale in bicicletta è rimasto paraplegico e di conseguenza in pensione d’inabilità. Dal gennaio 2018 è consigliere comunale nel Comune di Ravenna, eletto nella lista CambieRà e poi passato insieme a Maiolini nel Gruppo Misto.

Il Movimento 3V è noto per essere sostenuto anche dai 'no vax', i contrari all'obbligo vaccinale. E quello dei vaccini - anticovid - è sicuramente un tema molto caldo soprattutto in questi giorni, dopo che l'Agenzia italiana del farmaco Aifa ha deciso di estendere - in via del tutto precauzionale e temporanea, in attesa dei pronunciamenti dell'Ema (l'Agenzia europea dei medicinali) - il divieto di utilizzo del vaccino anticovid AstraZeneca su tutto il territorio nazionale. E proprio sul tema vaccini anticovid Panizza si è espresso pubblicamente in un commento su Facebook, spiegando il suo pensiero: "L’assunzione di un qualsiasi farmaco può essere causa di reazioni avverse; il punto è sempre e solo uno: qual è il rischio minore? Il quadro clinico di ognuno di noi è diverso e i fattori da prendere in esame sono molteplici; ciò premesso conviene ‘immunizzarsi’ per il Covid o sarebbe preferibile premunirsi con dei farmaci tradizionali, rinforzare le difese immunitarie e allacciare dei contatti con dei medici disponibili alla visita domiciliare? Personalmente propendo per la seconda soluzione, perché sono troppe le incognite di queste ‘terapie sperimentali’, ma soprattutto ho perso ogni fiducia in queste istituzioni. Ciò non toglie che chi preferisce ‘vaccinarsi' fa bene a farlo. Spero solo che abbia avuto accesso a tutte le informazioni a riguardo in totale trasparenza".

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