Giovedì, 21 Ottobre 2021
Politica

Femminicidi, Ravenna Coraggiosa: "Il contrasto alla violenza di genere è un'esigenza primaria"

La lista civica: "La battaglia contro la violenza non può essere delegata solo ai Centri Antiviolenza e ai movimenti femminili e femministi. Servono politiche mirate"

Mentre sabato a Mezzano si è svolta la manifestazione “in volo per Elisa (per una libertà rubata) - memorial Elisa Bravi”, nel Paese ancora una volta si è sollevata una accesa discussione sul tema della violenza di genere in seguito alle parole di Barbara Palombelli che, durante la trasmissione Forum, si era domandata se non ci fosse nei casi di femminicidio anche un "comportamento esasperante e aggressivo" da parte delle vittime. "Le gravi affermazioni mediatiche della Palombelli sono arrivate mentre la scia di sangue non si ferma - affermano da Ravenna Coraggiosa - Sentiamo l'urgenza che si prenda pubblicamente posizione chiara e inequivocabile: le vittime di femminicidio non hanno colpe. Questa narrazione giornalistica è irricevibile. Non deve passare. Un lessico degradante e giudicante nei confronti delle vittime avvelena le giornate, spaventa, ma può spingere anche alla non denuncia, può isolare ancora di più, sicuramente contribuisce a perpetuare una cultura patriarcale".

"Il contrasto alla violenza di genere è un'esigenza primaria per tutte e tutti noi - sottolineano le candidate di Ravenna Coraggiosa -. Niente e nulla può giustificare la violenza alle donne, e nessuno può insinuare il messaggio che a provocare la morte delle donne per mano maschile sia ‘altro’. Su questo bisogna lavorare a tutti i livelli. Come Ravenna Coraggiosa abbiamo più volte sottolineato come la pandemia abbia aumentato le disuguaglianze e come anche per chi subisce violenza e discriminazione domestica il lockdown con il suo portato di “domicilio forzato” abbia prodotto esiti drammatici. Ripartiamo da qui".

Per questo il capolista di Ravenna Coraggiosa Gianandrea Baroncini ha voluto presenziare all’iniziativa ei Mezzano a nome di tutti i candidati della lista. "Riteniamo che la battaglia contro la violenza sia una battaglia che non può essere delegata solo ai Centri Antiviolenza e ai movimenti femminili e femministi. Servono politiche mirate che contrastino tale fenomeno anche dal punto di vista culturale - aggiungono da Ravenna Coraggiosa - Ci preoccupa l’incremento dei femminicidi e della violenza domestica: il numero di donne uccise è in costante aumento e il nostro territorio non è esente da queste statistiche. I dati confermano che aumenta anche la difficoltà delle donne offese a chiedere aiuto e che il 90% delle violenze perpetrate non viene denunciato". 

"Occorrono soluzioni che coinvolgano tutte le istituzioni al fine di dare maggior tutela alle donne, sensibilizzare sugli strumenti normativi per il contrasto alla violenza di genere. Serve spingere su percorsi, guidati e protetti, di uscita dalla violenza, inclusivi del sostegno economico e dell’aiuto nella ricerca di un lavoro. Vanno potenziate la convenzione e il sostegno ai Centri Antiviolenza e alle Case rifugio per ospitalità, gli sportelli di ascolto e sostegno psicologico e legale alle vittime di violenza. Si deve riconoscere come professioniste le operatrici che lavorano nei centri antiviolenza, dare attuazione ai protocolli che negli anni il centro antiviolenza di Ravenna ha stilato con le diverse figure e istituzioni appartenenti alla rete, puntare sulla formazione periodica e obbligatoria di tutti i professionisti che a vario titolo entrano in contatto con donne che subiscono violenza. Infine - concludono dalla lista - si dovrebbe rendere obbligatoria un formazione ad hoc che coinvolga assistenti sociali e operatrici del centro antiviolenza affinché possano essere condivise le pratiche, affrontate le criticità e resa più snella l'operatività".

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