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Conte acclamato alla Festa dell'Unità: "No ad alleanze posticce". Bonaccini: "Convergere sui programmi"

Il faccia a faccia tra il leader 5 stelle e il presidente della Regione ha chiuso una giornata che ha visto protagonista anche Gianni Cuperlo e l'assemblea dei Giovani Democratici

Trovare punti di contatto, nel rispetto delle divisioni, dando agli elettori la prospettiva di non vedere gli schieramenti ancora divisi. Si sono confrontati sul palco per più di un'ora il presidente della Regione e del Pd Stefano Bonaccini e il leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte, invitato al dibattito che ha chiuso la giornata di sabato della Festa nazionale dell'Unità in svolgimento al Pala De Andrè.

Un pomeriggio iniziato con l'assemblea dei Giovani Democratici, alla quale ha preso parte il sindaco di Ravenna Michele De Pascale e proseguita con il dibattito "Politica e dintorni" a cui hanno partecipato Luca Bottura e Gianni Cuperlo. 

Tra i temi trattati nel faccia a faccia tra Conte e Bonaccini quelli più divisivi, come il sostegno alla guerra in Ucraina, ma anche le convergenze rappresentate dal salario minimo e dall'aumento degli investimenti in campo sanitario. A moderare il dibattito la giornalista dell'Espresso Susanna Turco.

Si Riparte, faccia a faccia Conte - Bonaccini alla Festa dell'Unità

Alleanza, Bonaccini: "Lavorare per unione, senza essere populisti". Conte: "Costruire un progetto di Governo sostenibile"

"La destra - ha sottolineato Bonaccini - ha saputo unirsi anche nelle divisioni, mentre il centrosinistra ha presentato tre proposte distinte che hanno ottenuto una rappresentanza parlamentare molto piccola. Dobbiamo lavorare, Pd compreso, a una proposta mai populista e più popolare, preoccupandoci meno degli altri, evitando di disputarci internamente  le percentuali. Gli elettori non vogliono vederci più divisi".

"Si riparte capendo cosa sta succedendo al Paese e mettendo a punto posposte per un percorso alternativo - ha aggiunto Conte, che è stato accolto da tanti applausi in platea - Occorre fare attenzione ai cartelli elettorali, anche a destra sono bravi a farli, per poi dividersi su tematiche fondamentali come la giustizia e la politica estera. Dobbiamo lavorare a costruire un percorso che sia sostenibile, senza buttarci a fare alleanze posticce".

Le convergenze su sanità e salario minimo e le divisioni sull'invio di armi in Ucraina

"La segretaria Schlein è stata molto brava ad unire le opposizioni sul salario minimo - ha ripreso Bonaccini - e, se persino la premier Meloni ha chiesto un incontro per discutere la proposta, vuol dire che ha capito che anche i loro elettori non tollerano un Paese dove ci sono persone che lavorano a due o tre euro lorde l'ora. È una vergogna da cancellare, per quanto dubito che questa maggioranza farà qualcosa sul tema".

Altro punto di convergenza con i 5 stelle è la sanità pubblica, per la quale "tutti sanno che si va verso una situazione drammatica. Lo stesso ministro Schillaci ha chiesto al Governo almeno 4 miliardi di euro. Anche nella nostra regione, da sempre in testa nell'erogazione dei servizi sanitari, la gente percepisce che la situazione è peggiorata. Occorrono investimenti, altrimenti rischiano di saltare i servizi. E se mancano medici, sarebbe anche ora di ripensare a quanto senso abbia tenere il numero chiuso nelle facoltà di Medicina".

Un punto sul quale si è mostrato d'accordo anche Conte, per cui "occorre portare all'8% del Pil la spesa sanitaria. Sono contento, come ha sottolineato anche Stefano, che venga riconosciuto al mio Governo l'aver invertito la tendenza di tagli alla spesa sanitaria, aumentando le risorse. Noi ci siamo trovati anche nel pieno della pandemia, insieme ai territori. Con il presidente Bonaccini abbiamo lavorato bene in quella fase e possiamo tornare a farlo in futuro. Ci sono convergenze, come sul salario minimo. Anche se su alcune tematiche, come l'invio di armi in Ucraina, abbiamo posizioni differenti e alcuni aspetti non sono negoziabili".

Ricostruzione post alluvione, critiche alla lenta nomina del commissario e richiesta di attivare il credito d'imposta

"Sull'alluvione il Governo ha nominato commissario il generale Figliuolo, persona competente e che stimo, dopo tre mesi dalla prima piena. È stato consegnato un piano da 8,5 miliardi per la ricostruzione", ha ricordato Bonaccini sottolineando il sostegno dei 5 stelle sul tema della ricostruzione anche a livello locale: "Quando abbiamo presentato noi, come Regione, un prospetto da 8,8 miliardi ci avevano detto che avevamo esagerato, oltre a ricordarci che non erano un bancomat. In concreto hanno consegnato 4 miliardi per i prossimi 3 anni alla struttura commissariale, di cui 2,7 per le infrastrutture. Ho chiesto a Meloni di mettere nelle mani di Figliuolo il restante della disponibilità e di attivarsi per il credito di imposta, come fatto per il post sisma in Emilia. Altrimenti il 100% dei rimborsi promessi alla popolazione non arriveranno".

"A maggio - ha ripreso Conte - sono venuto qui, lontano dai riflettori, per incontrare i nostri esponenti territoriali e i sindaci, tra cui De Pascale. Sin da subito mi sono sorpreso sulla lentezza nel nominare il commissario. Quando ero al Governo, per il ponte Morandi non ho guardato alle casacche, ma ho scelto di nominare chi era già sul territorio e poteva gestire la situazione. Qui voi avete fatto tanto e meritate un plauso per come avete affrontato la situazione con serietà e laboriosità, insieme a tanti giovani".

In conclusione, sulle possibili candidature alle europee Conte è stato netto, spiegando che non sarà della competizione, mentre Bonaccini ha ribadito che, come sempre, accetterà quello che il partito riterrà utile in quel momento. Al termine del dibattito Conte ha voluto ricordare Domenico De Masi, sociologo, scomparso proprio sabato all'età di 85 anni.

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