Mercoledì, 22 Settembre 2021
Politica

I residenti dell'Isola San Giovanni presentano un esposto: "Viviamo nel degrado"

"Da un anno a questa parte in queste zone c’è stato un visibile e insostenibile aumento di traffico, degrado e sporcizia"

Lunedì il comitato della Nuova Isola San Giovanni ha trasmesso alle autorità locali un esposto sul circondario della stazione di cui rappresenta la popolazione, il quale comprende, oltre all’Isola San Giovanni, anche i giardini Speyer, viale Pallavicini, via Carducci e le relative traverse. "Da un anno a questa parte in queste zone c’è stato un visibile e insostenibile aumento di traffico, degrado e sporcizia - si legge nell'esposto - Negli anni, noi residenti abbiamo dovuto rinunciare a molte cose, non da ultimo al decoro e alla tranquillità. Vale anche per il sesso maschile, ma soprattutto le signore sono costrette ad assistere giornalmente e ripetutamente a uomini che urinano ovunque ed in certi punti defecano senza curarsi minimamente di coprirsi o nascondersi. […] Se poi sostano a fumare e bere birre a ettolitri, è uno schifo: vedi muri della chiesa di San Giovanni Evangelista angolo canonica, muro di villa Moretti che dà sul piccolo prato di viale Pallavicini, giardinetto del sottopasso di fianco all’hotel Italia. La Polizia locale ha tutte le fotografie che provano quanto si dice e viene tenuta costantemente aggiornata su certe criticità".

"L’ascensore del sottopasso è spesso ridotto in uno stato desolante di grande sporcizia - scrivono i residenti - La zona tra le panchine di viale Farini e i giardini Speyer è piena di ossi lasciati da chi mangia costolette e altro. Nonostante il divieto di consumare alcol, la zona di mattina è piena di bottiglie e lattine abbandonate. Che fine hanno fatto le varie ordinanze? Nei giardini Speyer ci sono punti pieni di tappi di metallo conficcati nell’erba e nei punti di sterrato. Idem davanti ai negozi etnici di viale Pallavicini. […] Lattine, mascherine usate, pacchetti di sigarette ecc…stazionano anche per giorni sui marciapiedi di viale Pallavicini ai piedi dei platani. In via Carducci di fianco al civico che confina col Ginanni sono parcheggiate numerose biciclette ammassate […]. E che dire dei muri della canonica di San Giovanni, una delle chiese più antiche al mondo, e del liceo classico? Sono da anni in uno stato di degrado. […] Nel tempo siamo stati offesi e tacciati come “un quartiere malfamato”. E si vuole mettere qui uno studentato? […] Avete idea di cosa vuole dire portare qui tanti giovani, in una zona dove alcol e droghe sono evidenti anche in pieno giorno e il rumore e la confusione sono ai limiti?".

I residenti focalizzano l'attenzione poi sulle condizioni di viale Pallavicini e di via Carducci. La prima, per loro, "non ha più nulla di centro storico, ma è diventata a tutti gli effetti una circonvallazione. Il traffico, il rumore e la qualità dell’aria che ne conseguono sono diventati insostenibili. In certi punti ai piani alti ci sono vibrazioni. Qui convergono tutti i veicoli provenienti da via Trieste, viale Santi Baldini e via Darsena e ben pochi sono quelli che si fermano davanti alla stazione per scaricare persone. Negli orari di uscita dalle zone industriali e nel periodo scolastico la situazione è veramente caotica. Dovrebbe essere zona a limite dei 30 km/h, ma, soprattutto di notte, sfrecciano a ben oltre questo limite, sia vetture che rumorosissime moto. […] A quando si ripianteranno nuovi alberi nei punti lasciati vuoti, che oltretutto sono il ricettacolo di rifiuti?". Via Carducci, invece, secondo gli abitanti della zona è "troppo stretta per reggere il forte traffico e il passaggio di decine di grandi autobus anche a causa dei parcheggi su tutti e due i lati. Pericolosissima per chi transita in bicicletta. In certi orari si formano file anche di 5/6 autobus per le due fermate esistenti".

"In tutta la zona non esistono piste ciclabili - lamentano infine nell'esposto - Si ferma tutto all’incrocio di via Candiano con via Santi Baldini. Eppure transitano biciclette a centinaia su tutti i marciapiedi e contromano. In viale Pallavicini spesso quando si esce dai cancelli si rischia di essere investiti da chi pedala […] e peggio ancora da moto e motorini che passano rasente le cancellate. […] E succede anche in via Carducci, dove il marciapiedi è molto più stretto e i ciclisti non vogliono andare contromano. E succede anche in viale Farini, sul prato degli Speyer, nel passaggio degli Speyer tra via Carducci e viale Farini, nel passaggio tra via Carducci e viale Farini che passa davanti alla chiesa di San Giovanni e sotto i portici dell’Isola San Giovanni […] da mane a sera. E i monopattini che viaggiano ovunque e anche con due persone? E quelli che vengono lasciati in mezzo ai marciapiedi?".

Forza Italia

Le proteste da parte dei residenti dell'Isola San Giovanni vanno avanti da anni. "Il primo atteggiamento della sinistra governante la città fu la negazione del problema. Le lamentele di residenti e frequentatori della zona per necessità venivano bollate come rigurgiti razzisti - commenta Alberto Ancarani, candidato sindaco di Forza Italia - Poi iniziarono le prime timide ammissioni, ma anziché prevedere una importante attività di repressione si installò in zona la cooperativa sociale, politicamente orientata, per tenere vivo il concetto del “è colpa del razzismo” e non dell’assenza di presidii che impongano il rispetto delle regole. Si arriva alla giunta De Pascale con Fusignani presunto nuovo sceriffo. Nuove assunzioni di vigili urbani – d’altronde la carenza era nota, dunque non si vede in realtà nulla di straordinario se non un mero rientro nei parametri previsti dalla legge – qualche comunicato stampa in più, ma una presenza della polizia locale, come ora la si deve chiamare, che evidentemente continua ad essere ben poco percepita".

"Il programma elettorale della giunta Ancarani prevederà il coraggio di chiamare col proprio nome le necessità della zona a partire da una necessità fondamentale, l’uso del termine “repressione” - spiega il consigliere azzurro - Repressione costante di ogni reato o di ogni presupposto per compierlo con la tolleranza zero anche per azioni piccole in violazione di norme non penali; presidio fisso della polizia locale per tutti i turni compreso quello notturno; intensificazione della pressione sul Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal Prefetto che non è un superiore innanzi al quale togliersi il cappello, ma il primo responsabile della sicurezza del suo territorio; coinvolgimento della sovrintendenza per la salvaguardia dell’abside di San Giovanni Evangelista oggi usata come latrina; intensificazione della pulizia mediante specifico accordo con Hera che aumenti i presidii e il passaggio in quell’area; aumento dei controlli di polizia amministrativa sul numero di inquilini negli appartamenti della zona e sul rispetto delle norme comunali e sanitarie nei negozi che insistono nel quartiere".

Lista per Ravenna

Dall'esposto Lista per Ravenna ha tratto spunto per presentare un'interrogazione rivolta a far sì che "il sindaco dia risposta scritta, mio tramite, all’esposto inviatogli dal Comitato stesso - commenta il capogruppo Alvaro Ancisi - che lamenta di non averne mai ricevuto in molte precedenti occasioni, chiedendogli allo scopo se e come intenda farsi carico delle situazioni di degrado descritte affinché siano risolte".

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