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"Mariola si è persa davvero": Ancisi (LpRa) chiede al sindaco notizie del celebre manufatto

"Quando la torre venne capitozzata, Mariola fu strappata dal suo alloggio. Trascorsi vent’anni, ora Mariola s’è persa veramente per Ravenna", afferma il capogruppo di Lista per Ravenna

"Mariola s’è persa veramente per Ravenna": con questa battuta che riguarda da vicino uno dei simboli di Ravenna, il capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi presenta un'interrogazione diretta al sindaco Michele De Pascale. Tema dell'interrogazione sono proprio la celebre "Mariola" e il cavaliere che si dice vada alla sua ricerca, due frammenti marmorei che ornavano la Torre di Ravenna. 

Ancisi parte dalle considerazioni dello studioso Silvio Gambi che "si è soffermato, nei primi giorni dell’ottobre scorso, su un servizio editoriale che ha ricostruito le vicissitudini della torre civica di Ravenna. Pressappoco della stessa età e altrettanto pendente di quella di Pisa, ma più bassa di 17 metri, nell’anno 2000 fu ridotta da 39 a 28, per evitarne il crollo causa continui smottamenti. La volontà giurata dell’amministrazione comunale di ricomporla tal quale una volta rimessa in sicurezza si è però sbattuta tra studi infiniti e progetti ponderosi, perdendosi infine per strada".

Da qui si arriva ai "due frammenti marmorei posti nella sua base da tempi immemorabili - continua Ancisi riprendendo le parole di Silvio Gambi -, costituiti da un bassorilievo rappresentante un cavaliere con accanto una testa di marmo col volto privo dei lineamenti, incassata quasi come ornamento in una piccola nicchia che risultava realizzata insieme alla torre con pietre originali a volta". Noto il detto che deriva dalla posizione dei due frammenti, diventato famoso in Europa fin dal tardo medioevo, “è come cercar Mariola per Ravenna”, vale a dire “cercare qualcosa senza poterla vedere o trovare pur avendola molto vicina”.

"Quando la torre venne capitozzata, Mariola fu però strappata dal suo alloggio - prosegue Ancisi -, volendosi studiare quale ne fosse la rappresentazione originaria (forse la testa di un imperatore romano, se ne dedusse) e rimetterla poi a dimora. Trascorsi vent’anni da allora, “cercar Mariola per Ravenna” non ha però più niente di fantastico, perché Mariola s’è persa veramente per Ravenna".

“Chi ne ha chiesto notizie - si duole Silvio Gambi - si è sempre sentito rispondere che era stazionante in non mai ben identificata stanza delle Sovrintendenze e che non era ancora pronta per essere reinstallata nella sua nicchia. Così dopo molti tentativi fatti per rimettere nel posto originario quel marmo privo di valore artistico, ma dotato del pregio di essere alla base di quel detto famoso, le richieste per il suo ricollocamento si sono moltiplicate nel tempo, e comitati sono sorti a tal fine e moltissime firme sono state raccolte da cittadini nostalgici, ma purtroppo ognuna di queste iniziative si è infranta senza che ne fosse spiegato il motivo, contro un misterioso muro di gomma che ne impediva il reinserimento nella sede originaria”.

Di qui l’annuncio: “Il gruppo ormai numeroso formato da vecchi ravennati nostalgici e da giovani amanti delle tradizioni della loro città ha deciso un ultimo estremo tentativo di ottenere una risposta positiva per il ricollocamento della Mariola nel posto in cui per molti secoli è rimasta, dati anche la facilità e il costo limitato di un reinserimento che la renda visibile ai passanti, dotato anche di un QR Code che permetta di leggerne la storia”.

"Passati altri tre mesi, senza che nessuno, anche dell’amministrazione civica - conclude Ancisi - abbia alzato un dito per fornire almeno qualche indizio su dove si trovi Mariola a Ravenna, affinché se ne liberi il ritorno nella sua cella vuota, non resta che interpellare lo sceriffo della città, in gergo burocratico sindaco, per chiedergli se intende sguinzagliare allo scopo i propri mezzi investigativi, si spera più incisivi.

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