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Murales imbrattato a Piangipane, Rif. Comunista: "Atto vergognoso contro la Resistenza"

"Chi ha vergato quella scritta non ha insultato solo il Pd, ma tutti coloro che combattono contro odio e intolleranza" affermano dal Prc di Piangipane

Nei giorni scorsi i muri della sede del decentramento di Piangipane sono stati imbrattati con la scritta “A morte il Pd”. L'atto vandalico ha deturpato il murales del 25 aprile che ricorda la Resistenza e che fu realizzato nel 1995 dai ragazzi di Piangipane per commemorare i 50 anni della Liberazione. Sull'accaduto interviene anche il Partito della Rifondazione Comunista di Piangipane.

"Quale critica può esserci nell’insulto o, peggio ancora, nell’augurio di morte indirizzato foss’anche al peggiore degli avversari, espresso con una scritta nera che deturpi un murales frutto del lavoro di un gruppo di ragazzi, quelli della Circoscrizione di Piangipane, classe 1995? A chi si vuol fare dispetto? Con chi ce la si vuole prendere e contro chi si vuole sfogare la propria rabbia straparlando di “morte”?

Non possiamo, certamente, essere annoverati tra quelli che sono teneri nei confronti del PD ma essendo, da sempre, tra quelli che hanno più dubbi che granitiche certezze, ci siamo posti queste domande con l’intento di capire. Ebbene, abbiamo trovato nessun motivo che potesse spingerci – seppur con tutti i distinguo del caso – a sostenere le ragioni di un tale dissenso.

In primo luogo perché troviamo stupido prendersela con un muro che, peraltro, essendo quello di un palazzo del Comune, è proprietà di tutti... quindi anche nostra! E lo troviamo ancor più stupido perché toccherà ancora una volta a noi tutti, almeno quelli correttamente “contribuenti”, rimetterlo a posto e ripulirlo. Secondo, perché infierendo su quel muro, si è infierito – lo abbiamo già detto - anche sul lavoro di un gruppo di ragazzi del paese che hanno inteso, con quel murales, esprimere il loro omaggio alle donne e agli uomini del 25 aprile.

Il terzo motivo per cui non possiamo “assolutamente” sostenere le ragioni dei contestatori muralisti è rappresentato proprio dal fatto che quell’insulto, quell’augurio di morte è stato scritto su una rappresentazione della Resistenza, della lotta vittoriosa del popolo contro i nazifascisti. Chi ha vergato quella scritta, vergognosa quanto odiosa, non ha insultato solo il PD quindi, ma, anche e soprattutto, quegli uomini che – sul murales deturpato - buttano giù il muro dell’odio, dell’intolleranza, della sopraffazione, dell’arroganza espresse dai predecessori di questa schiatta di contestatori che - guarda caso – usavano le stesse parole e le stesse modalità.

Non si tratta, allora, di esprimere solidarietà dei comunisti del territorio al PD e ai suoi militanti, ma di riprendere una lotta – da parte nostra mai sospesa o allentata, in verità – contro ogni forma di sopraffazione e di intolleranza figlie naturali e “legittime” del nazi-fascismo a cui la Storia, grazie alla lotta di Resistenza e alla vigilanza antifascista, ha tolto la parola e il diritto di cittadinanza tra gli uomini civili".

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