Faenza, si abbassa la saracinesca di Bettoli Sport: "Il centro storico è malato"

Prosegue il consigliere leghista: "Faenza è nata ed è diventata un città fiorente, grazie alla piccola e media impresa, che invece oggi viene solamente tartassata e resa partecipe pochissima alla vita pubblica"

"Sbagliata progettualità, scarsa lungimiranza e Centri Commerciali inutili". Con queste tre definizioni, esordisce il consigliere comunale della Lega Nord Jacopo Berti, in merito alla continua e incessante chiusura di negozi nel centro storico di Faenza. "La chiusura di Bettoli Sport è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, un negozio storico con 63 anni di attività, costretto a chiudere perché reso non più competitivo dai marchi e dai negozi presenti nei centri commerciali che circondano Faenza. Intollerabile", afferma Berti.

Prosegue il consigliere leghista: "Faenza è nata ed è diventata un città fiorente, grazie alla piccola e media impresa, che invece oggi viene solamente tartassata e resa partecipe pochissima alla vita pubblica. In pratica, ciò che ha reso grande Faenza è stata accantonato, per dare spazio a degli inutili e sfarzosi centri commerciali, che hanno semplicemente distolto i clienti dal centro storico, per spostarsi nelle periferie, uccidendo di conseguenza il piccolo negozio o l’artigiano".

"Tutto ciò è inammissibile - evidenzia Berti -. La morte del Centro è dovuta alla scarsa lungimiranza dell’amministrazione, che l’unica cosa che è stata capace di fare sul Centro, oltre a delle discutibili e costose iniziative poco seguite, è stato il discusso Piano Sosta. Se questi sono gli incentivi ai negozi del centro, vedo un futuro abbastanza grigio".

Continua il leghista Berti: "E non oso immaginare cosa sarebbe successo se non si fosse bloccato il progetto de “Le Perle”, probabilmente sarebbe stata la mazzata finale all’economia del centro. Mi rendo conto che i centri commerciali hanno assicurato tanti posti di lavoro su Faenza, ma dall’altra parte, hanno fatto chiudere decine e decine di negozi nel centro, limitando le possibilità ricettive di Faenza e svuotando la piazza".

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Conclude quindi Berti: "Il Comune deve svegliarsi, non basta fare proclami ed iniziative per ridare vita ad una città in agonia. La soluzione? Incentivare chi vuole aprire un negozio in centro, sgravi fiscali per chi partecipa attivamente alla “vita” del centro storico. Il tempo dei proclami è finito. E’ arrivato il momento di agire. Su un malato terminale, un’aspirina non conta nulla, serve una medicina ponderata e che curi la malattia gradualmente e in maniera lungimirante. Il centro storico è malato, e il Comune deve trovare la medicina, altrimenti non ci resta che attendere il funerale".

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