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Tunisino morto, Matteucci: "Ravenna non è in balia dei delinquenti"

E' quanto ha affermato il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, in apertura del consiglio comunale, in merito all'inseguimento con sparatoria della nottata di Pasqua

“A tutti gli immigrati regolari, come a tutti gli italiani, chiediamo la stessa cosa: il  rispetto della legalità. Una comunità si può  difendere dall’illegalità  restando unita a difesa dei diritti e della sicurezza di tutti”. E' quanto ha affermato il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, in apertura del consiglio comunale, in merito all'inseguimento con sparatoria della nottata di Pasqua. “Non ho mai parlato di Ravenna come “Alice nel Paese delle Meraviglie”, ha affermato il primo cittadino.

Presidi in piazza del Popolo (Rafotocronaca)



“Allo stesso modo non è giusto descrivere Ravenna come una città infernale in balia dei delinquenti – ha continuato Matteucci -. Ravenna ha in materia di sicurezza problemi simili a quelli di tante altre città italiane,  che hanno Sindaci di diverso colore politico”. Il primo cittadino, ricordando la rissa di settembre in via Cavour, ha evidenziato che “siamo davanti ad un fenomeno di incremento nella diffusione della cosiddetta  microcriminalità”.

“E’ un fenomeno che sta coinvolgendo anche molte altre città del centro nord – ha proseguito il sindaco -. Le risse sono state solo la manifestazione più evidente di un fenomeno delinquenziale che, precedentemente, era percepito e circoscritto ad alcune ‘’famose’’zone (quartiere Darsena, zona Rocca Brancaleone, giardini Speyer, Piazza San Francesco,Via Lametta, Zona Ippodromo, eccetera)’. Quanto all'aumento degli extracomunitari, il sindaco si è scagliato contro l'ex governo Berlusconi.

“Ricordo a tutti che la presenza dal maggio scorso  in tutta Italia e a Ravenna di decine di migliaia di cittadini tunisini è legittimata da un decreto dell’allora Presidente del Consiglio Berlusconi e corroborata da una circolare dell’allora Ministro degli Interni Maroni – ha evidenziato Matteucci -. Io ero e sono di opinione diversa, ma sono solo il Sindaco di Ravenna e non ho poteri in materia. Ricordo anche che la gestione di questa emergenza non fa capo né al Sindaco, né al Prefetto, ma alla Protezione Civile”.

“In generale ricordo che sempre l’articolo 117 della  Costituzione prevede che la regolamentazione dei flussi migratori sia competenza esclusiva dello Stato, e dunque del Governo – ha proseguito Matteucci -. Né io, né Alemanno, né  Tosi, né nessun altro Sindaco italiano ha potere in materia. Pensate al povero Sindaco di Lampedusa. Secondo me le attuali politiche dell’Italia sull’ immigrazione sono radicalmente sbagliate e andranno riviste. Ma i poteri e i compiti del Sindaco sono diversi. E anche i nostri poteri, quelli del Consiglio Comunale”.

“Il nostro compito è  gestire e amministrare la nostra comunità che per il 10%  è composta di immigrati regolari – ha evidenziato Matteucci -. Dagli immigrati che vivono con noi dobbiamo esigere, come dagli italiani, il rispetto delle nostre leggi e delle nostre regole. Con gli immigrati regolari che vivono con noi  e con tutta la comunità ravennate dobbiamo costruire politiche di integrazione per vivere in pace”.

La fermezza nella difesa legalità che ci deve unire, come parte della classe dirigente della nostra Ravenna, non ci farà perdere la nostra umanità – ha chiosato il primo cittadino -. Quella umanità  a cui molti hanno dato voce per la morte di una persona. Io ho espresso la mia costernazione per la morte di una persona giovane. L’ho fatto subito dopo aver incontrato il Comandante dei Carabinieri che mi ha esortato a farlo anche a nome suo. Oggi Ravenna  è turbata e ferita. Se saremo uniti nella difesa della legalità  e dei nostri livelli di civiltà  non perderemo quello che insieme abbiamo costruito”.

DIBATTITO E VOTO UNANIME - Un generale consenso è emerso dal dibattito in consiglio comunale alla comunicazione del sindaco. Successivamente sono intervenuti i consiglieri: Paolo Guerra della Lega nord, Alberto Fussi del Pri,  Nereo Foschini del Pdl, Nicola Grandi di Lista per Ravenna, Matteo Cavicchioli del Pd,  Sarah Ricci di Sel, Alberto Ancarani del Pdl, Davide Buonocore dell’Idv, Maurizio Bucci del Pdl, Pietro Vandini del Mov5stelle, Diego Rubboli di Fedsinistra. Il gruppo Pdl ha poi presentato un proprio ordine del giorno dichiararlo la sua disponibilità a modificarlo. Dopo un breve dibattito, la presidente Livia Molducci ha acconsentito alla richiesta di redigere un nuovo ordine del giorno condivisibile da tutti i gruppi sulla base della relazione del sindaco, interrompendo la seduta per un quarto d’ora.

I capigruppo nel corso della breve riunione hanno prodotto il seguente ordine giorno che è stato approvato all’unamimità da tutto il consiglio. Soddisfazione per il risultato ottenuto è stata espressa da Matteo Cavicchioli del Pd e da Alberto Fussi del Pri. “Il Consiglio comunale e la politica ravennate hanno scritto una bella pagina, soprattutto una pagina utile - ha affermato il sindaco -. Abbiamo mandato tutti insieme, maggioranza ed opposizione, un messaggio forte ed unitario alla comunità ravennate, turbata dai fatti di questi giorni. Di questo ringrazio tutti i Consiglieri comunali”.

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