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Battaglie, caduta e rinascita: la Rocca Brancaleone tra passato, presente e futuro

Costruita nel XV secolo dai veneziani, la Rocca di Ravenna ha conosciuto alterne fortune nel corso della sua storia. Da fortificazione a orto, a luogo di svago e cultura

Tra i luoghi della storia e della cultura di Ravenna non si può dimenticare la Rocca Brancaleone, poderoso forte che sorge nell'angolo nord-est della città. Anche se "oscurata" dagli otto monumenti patrimonio dell'Unesco, la Rocca ricopre un ruolo importante nella vita dei ravennati: con il suo ampio parco è un naturale luogo di svago per le famiglie e, in estate, diventa anche uno spazio prediletto per cinema e concerti.

Ma questa è solo una porzione della storia della Rocca Brancaleone. Questa possente fortificazione costruita nel XV secolo racchiude nel suo passato molto più di quanto i ravennati riescano a ricordare. Tra periodi di guerra e di pace la Rocca di Ravenna è stata protagonista di fasi alterne di declino e di rinascita.

La costruzione e il nome

Il 24 febbraio 1441 alcuni tra i più influenti ravennati dell'epoca sancirono di fatto la fine della signoria dei Da Polenta in città e l'inizio della dominazione veneziana. Il governo della Serenissima portò significative novità a Ravenna e importanti modifiche all'urbanistica. Furono ad esempio erette in questo periodo le due colonne che ancora oggi possiamo ammirare in piazza del Popolo (anche se allora al posto di San Vitale c'era San Marco) e soprattutto fu costruita la Rocca Brancaleone.

L'inaugurazione del cantiere del forte militare risale al 25 maggio 1457, anche se probabilmente alcuni lavori erano già iniziati. Il progetto di Giacomo Corner e Vitale Lando, diretto dall'ingengnere Giovanni Francesco da Massa, dovette giungere al termine intorno al 1470, mentre parte delle truppe veneziane si erano già trasferite nella Rocca.

Sul nome della fortificazione vi sono poche certezze e tre diverse ipotesi. La prima vuole che il nome venga da una nobile famiglia veneziana (tuttavia non vi è traccia di questo nome a Venezia prima del Cinquecento). La seconda ipotesi propone un riferimento a Brancaleone d'Andalò, nobile del Duecento che fu Capitano del Popolo di Roma. Infine si ritiene che il nome Brancaleone fosse un "omaggio" al potere veneziano, con il leone simbolo di San Marco e la "branca" (cioè la zampa) che domina sulle terre conquistate. In ogni caso, nulla a che vedere con la celebre "armata Brancaleone" del regista Mario Monicelli.

Gli assedi

Pochi lo sanno, ma la Rocca Brancaleone, subì nella sua storia due importanti assedi. Il primo fu nel 1509 con le forze di mezza Europa coalizzate contro Venezia. In quella primavera la ROcca di Ravenna resistette per circa un mese al fuoco dell'artiglieria, che sparava dalla zona del Mausoleo di Teodorico, prima di arrendersi al nemico. E quella sconfitta segnò la fine del dominio veneziano a Ravenna.

Il secondo e più breve assedio avvenne a margine della nota Battaglia di Ravenna (11 aprile 1512). In seguito al cruento scontro combattutto fuori dalla città le truppe francesi entrarono e saccheggiarono Ravenna per poi porre sotto assedio il forte militare. Stavolta a difendere la Rocca c'erano le truppe dello Stato Pontificio comandate da Marcantonio Colonna. Il tiro delle artiglierie provenne da sud e la resistenza della Rocca proseguì per quattro giorni prima di arrendersi al nemico.

Il declino

Dopo questi eventi, i capovolgimenti di alleanze e il progredire delle tecniche belliche fecero cadere in secondo piano la necessaria manutenzione della Rocca, malridotta dopo due attacchi nel giro di tre anni. Negli anni la Rocca Brancaleone divenne quindi obsoleta dal punto di vista militare. Smantellato l'armamento bellico, il forte fu anche letteralmente smontato: molti dei suoi pezzi (mattoni e materiali edili) furono depredati prima dalle autorità cittadine che se ne servirono per la costruzione di altre opere, e poi dagli stessi cittadini ravennati. Un saccheggio indiscriminato (come viene raccontato anche nel volume "La Rocca di Ravenna" di Maurizio Mauro) che continuò a più riprese fino al Novecento. Insomma, ciò che resta oggi è veramente uno "spettro" della Rocca originaria. Torri decapitate, mura rosicchiate. Nel portale interno (che porta dalla zona parco a quella del cinema) era presente anche una cappella a uso del castellano.

La rinascita e il futuro

Il nuovo corso della Rocca Brancaleone ebbe inizio nel 1965, quando fu acquisita dal Comune di Ravenna. Si dovette attendere però gli anni '80 per vedere gli sviluppi dei lavori di restauro e di risistemazione del forte militare come parco pubblico (nella parte più ampia della cittadella) e come teatro estivo (nella parte dell'arce) su impulso di Mario Salvagiani.

Oltre cinquecento anni dopo la sua costruzone, la Rocca rimane ancora oggi un cantiere di idee e sviluppo. Con ancora ampie parti inaccessibili e recintate per questioni di sicurezza, il potenziale turistico e culturale della Rocca Brancaleone appare ancora espresso solo parzialmente. E forse c'è qualcuno che ricorda come, diversi anni fa, fosse possibile accedere in visita a una porzione delle strutture superiori del forte, camminando sulle mura fino ai torrioni. 

Oggi i lavori non si sono ancora fermati e sono al vaglio progetti per accrescere il potenziale della Rocca quale monumento e luogo di intrattenimento, tra coperture per la stagione fredda e un ripristino, almeno parziale, delle fattezze originarie. Uno sviluppo che i ravennati d'ogni epoca attendono con grande speranza.

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