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Dal 2020 obbligatorio l'alcol-lock che blocca l'auto se il guidatore ha bevuto troppo

Da recenti statistiche risulta che quasi il 50% degli incidenti stradali mortali abbia proprio come concausa l’abuso di alcool e di sostanze stupefacenti

Continua la strage di automobilisti e motociclisti. La Regione Emilia-Romagna ha diffuso i dati provvisori sui decessi in incidenti stradali nei primi otto mesi del 2019, in aumento rispetto al 2018.

L’incidentalità stradale è un fenomeno purtroppo molto presente nei nostri territori, generato da una serie di comportamenti errati e non conformi alle norme contenute nel Codice della Strada, che miete tutt’oggi troppe vittime. Si può affermare che la situazione odierna, seppur fotografata da dati ancora provvisori, è preoccupante e ha visto, dopo un inizio di anno positivo, una recrudescenza negli ultimi mesi.

I dati complessivi, infatti, riferiti alla mortalità sull’intero territorio regionale sono in aumento: 202 persone decedute nei primi otto mesi del 2019, a fronte delle 190 nello stesso periodo del 2018. Delle 202 vittime di incidenti stradali 160 erano maschi e 42 femmine. E’ possibile fare anche alcune considerazioni a livello provinciale. Bologna scende da 47 persone decedute nel 2018 a 43 nel 2019, rimanendo comunque il territorio provinciale più colpito, davanti a Modena che sale da 23 a 35. Anche Ravenna e Forlì-Cesena sono in crescita, rispettivamente da 19 a 24 e da 18 a 33, risultando quest’ultimo l’incremento più significativo. Per le restanti province si evidenziano piccole variazioni in calo.

In Provincia di Ravenna, al 31 agosto 2019 gli automobilisti deceduti in incidente sono 13; un autista di mezzi pesanti, 8 motociclisti e 2 ciclisti, per un totale di 24 persone, 17 maschi e 7 femmine (nel 2018 erano 19).

Chi sono le vittime

L’utente più coinvolto negli incidenti mortali è sempre l’automobilista che, con un trend in leggera crescita (da 77 a 84 vittime), costituisce il 41% del totale. Seguono i motociclisti che salgono da 46 a 58 (29%). Questo fenomeno, purtroppo, si ripete ogni anno quando, con l’arrivo della bella stagione, diventa più agevole muoversi sulle due ruote sia per gli spostamenti quotidiani e sia per raggiungere le località turistiche per le serate di evasione e divertimento durante i finesettimana. Tutto ciò, unito alla grande congestione di traffico che è possibile trovare sulla propria strada, può indurre a manovre che spesso risultano azzardate e con conseguenze mortali. In calo i pedoni da 36 a 30 (14%). Stabili i ciclisti che calano, con 19 vittime per entrambi i periodi (9%). Da notare anche l’aumento degli autisti di mezzi pesanti che salgono da otto a undici vittime, evidenziando un problema crescente per questi tipi di veicoli, spesso al centro della scena per le conseguenze negative in termini di danni e ritardi alla circolazione, in maggior parte dovuto al mancato rispetto della distanza di sicurezza.

Cause e concause

Guidare sotto l’influenza di alcol e stupefacenti incrementa il rischio di incidente di 35,9 volte e da recenti statistiche risulta che quasi il 50% degli incidenti stradali mortali abbia proprio come concausa l’abuso di alcool e di sostanze stupefacenti. La novità è che il fenomeno colpisce prevalentemente la fascia di età over 40, mentre si è ridotto quello delle cosiddette “stragi del sabato sera”. Una nuova direttiva europea renderà obbligatorio dal 2020, tra l’altro, l’alcol-lock che impedirà l'accensione del veicolo se il conducente ha assunto alcoolici oltre il limite di legge. Tutte le case automobilistiche dovranno dotare i nuovi veicoli (auto, furgoni, mezzi pesanti etc) che usciranno dalle loro sedi di tali dispositivi per la prevenzione di incidenti, tutelando automobilisti e pedoni.

Il mancato rispetto della distanza di sicurezza è un’altra causa di incidentalità. Circa il 45% degli incidenti in autostrada (dati definitivi 2018) vedono coinvolti veicoli commerciali e sono innescati da tamponamenti. Il nostro Codice non riesce ancora a quantificare la distanza di sicurezza obbligatoria e viene addebitata l'infrazione di “insufficiente distanza di sicurezza” solo dopo che è avvenuto un tamponamento e le Forze dell'ordine hanno verificato che la distanza era insufficiente. Così si va avanti all'infinito senza mai prevenire i tamponamenti. 

La distrazione è causa o concausa di comportamenti che creano incidentalità; oltre l’81%. Ci sono tre grandi cause di distrazioni alla guida: distrazioni manuali, ovvero tutte quelle azioni che non ci fanno tenere saldamente il volante con due mani come maneggiare sigarette, navigatori, rasoi, trucchi, usare un cellulare, bere bibite o mangiare; distrazioni visive, ovvero tutte quelle azioni che ci fanno allontanare lo sguardo dalla strada come guardare il navigatore, leggere un sms, cercare qualcosa; distrazioni cognitive, ossia tutte quelle azioni che ci fanno perdere la concentrazione alla guida come pensare a problemi, ripassare mentalmente un discorso, organizzare la giornata.

Altro particolare di non poco conto è l’abitudinarietà al percorso che porta ad un “distacco” della attenzione alla guida e ad una (falsa) sicurezza psicologica sulla “conoscenza” del percorso che ci induce ad una minore attenzione”, in particolare gli autisti dei mezzi pesanti.

I vari esponenti delle Forze dell’ordine, infine, affermano che è in costante aumento il fenomeno della aggressività tra i vari utenti della strada con insulti e minacce verbali e gestuali, rivolte in particolare alle donne e agli anziani anche per futili motivi: ad esempio un contestato parcheggio, una ritardata partenza ai semafori. La presenza di questa cosiddetta "road rage" – rabbia stradale è anche causa di mancanza di attenzione alla guida. Occorre non sottovalutare azioni che noi riteniamo piccole e insignificanti, ma che se svolte quando si è sulla strada possono essere molto pericolose per noi e per gli altri.

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