Ancora dubbi e paure dopo l'incontro sul deposito di gas al porto

Sembra non essere riuscito ad accontentare tutti l'incontro che si è svolto a Marina di Ravenna per presentare il progetto di realizzazione di un deposito di gnl (gas naturale liquido) nel porto di Ravenna

Dubbi, perplessità, paure, interrogativi non appagati: sembra non essere riuscito ad accontentare tutti l'incontro che si è svolto lunedì a Marina di Ravenna per presentare il progetto di realizzazione di un deposito di gnl (gas naturale liquido) nel porto di Ravenna.

"Il Popolo della Famiglia è di principio favorevole all’impianto proposto, sicuramente utile e necessario - commenta Stefano Gardini - È però necessario fare i conti con le perplessità della popolazione derivanti dalla paura sulla pericolosità dell’impianto, soprattutto per la breve distanza dall'abitato e dalle scuole, per l'aumento di traffico su via Baiona e per il traffico di navi con importanti quantità di gas nel Canale Candiano. Paure e perplessità che l’incontro a Marina non ha dissipato. La sensazione è che tutto sia già deciso, al di sopra delle teste degli abitanti. Anche le presentazioni tecniche, apparentemente ineccepibili, hanno lasciato un po’ di amaro in bocca. Le varie affermazioni decise e forti che possiamo riassumere in "nessun rischio l’impianto è sicurissimo" fanno riverberare in noi le altrettanto decise affermazioni del varo del Titanic o della inaugurazione della diga del Vajont. Fermo restando quindi la posizione favorevole alla realizzazione di un impianto gnl nel porto di Ravenna, ci chiediamo se quello sia il sito idoneo e invitiamo l’amministrazione e l’azienda a farsi la stessa domanda".

"Durante l'incontro sono emerse perplessità e contrarietà - commentano da Legambiente Ravenna - Perplessità espresse da numerosi interventi a nome di comitati, opposizioni politiche e liberi cittadini, molte delle quali non hanno ricevuto una risposta ben definita. Siamo stati comunque soddisfatti dal fatto che l’amministrazione si sia presa l’impegno di aggiornare la cittadinanza su ogni tipo di sviluppo inerente al progetto, continuando il confronto iniziato con aggiornamenti che ci auguriamo vengano presentati in sedute pubbliche come quella di lunedì sera. L’associazione ritiene, inoltre, che non sarà più necessaria la presenza al tavolo dei proponenti del progetto, ma opportuna la presenza di tutto la Commissione Tecnica Regionale per avere da loro le risposte ai dubbi portati dai cittadini presenti e avere da loro direttamente l'assunzione di responsabilità che non esistono rischi di incidenti rilevanti che possano incidere sul futuro delle località limitrofe all'impianto. Di fatto, sarebbe un confronto sicuramente più rassicurante di quello offerto lunedì sera".

"Molti cittadini sono usciti dalla sala tutt’altro che tranquillizzati - insiste il meetup "A riveder le stelle" - Sarà perchè l’impianto in progetto dista 1520 metri dalla scuola materna e 1380 dalle elementari di Porto Corsini, 600 metri dal nido, 710 dalle materne, 670 dalle elementari, 700 dalle scuole medie di Marina di Ravenna, oltre ad essere collocato in un area già densamente interessata da attività a rischio?".

"E’ evidente, dato il progetto presentato e la collocazione proposta a circa 500 metri dalla località di Marina di Ravenna, che la questione primaria e dirimente riguarda la sicurezza complessiva dell’ intervento proposto dalla Pir - commentano da Articolo 1 Movimento democratico progressista - sia rispetto all’impianto ma anche alla movimentazione delle navi, all’ attracco in banchina per le operazioni di carico e scarico (compresi gli effetti sul restante traffico portuale) e alla movimentazione di gasiere che opereranno via terra e in particolare in Via Baiona. Su questo il Comitato Tecnico Regionale e i Vigili del Fuoco dovranno pronunciarsi in modo chiaro e inequivoco sia sulla probabilità di rischi di incidente rilevante, che ovviamente deve essere considerato evento estremamente raro, e ancora di più sulle dimensioni delle cosiddette "curve di isodanno" che in caso di incidente, per quanto molto improbabile, per essere considerate accettabili, non debbono in alcun modo interessare i centri abitati di Marina di Ravenna e Porto Corsini".

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Di tutt'altro avviso il Partito repubblicano: "L'assemblea è stata molto positiva per il rilancio industriale di Ravenna e del porto - commenta il segretario comunale del Pri Stefano Ravaglia - Ogni componente è necessario che faccia la propria parte per rendere partecipi i cittadini delle località interessate verso un progetto che potrà avere ricadute economiche positive per tutto il territorio; non sono gli imprenditori o la politica che giudicano la sicurezza dell’impianto, ma gli organi preposti che vigilano sul rispetto di regole estremamente severe per impianti di questo tipo. Anche la politica deve favorire e prendersi le proprie responsabilità di fronte a investimenti così importanti per la città".

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