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Autocostruzione 'flop' a Filetto, l'assessore: "Amministrazione senza colpe"

La querelle tra Comune di Ravenna e autocostruttori di Filetto conta ancora due cause pendenti al Tar e alla Corte di appello

La querelle tra Comune di Ravenna e autocostruttori di Filetto conta ancora due cause pendenti al Tar e alla Corte di appello. Finora "sono sempre stati soccombenti". A ridestare l'attenzione del Consiglio comunale sulla vicenda è il consigliere del Gruppo misto, Marco Maiolini, attraverso un question time.

L'assessore alle Attività economiche, Massimo Cameliani, respinge qualsiasi imputazione all'amministrazione, che "ha fatto il possibile anche per tutelare gli autocostruttori. E ora il paradosso è che ci sono pronti 14 appartamenti, 8 Erp e 6 Ers, ma non è possibile affittarli. Infatti gli stessi autocostruttori non hanno firmato l'atto di trasferimento dopo la decadenza dl diritto di superficie.

La vicenda risale al 2010 con la partecipazione di Palazzo Merlato a un bando regionale sperimentale per la costruzione di alloggi di edilizia popolare. Per il progetto di Savarna tutto bene, invece a Filetto la cooperativa di autocostruttori Mani unite ne completa solo il 50%. Così decade il finanziamento regionale da 280.000 euro. Il Comune firma allora con Viale Aldo Moro un accordo di programma per un finanziamento al progetto per 14 appartamenti da quasi 1,2 milioni di euro, di cui 280.000 euro dalla Regione, 505.000 euro dal Comune e 400.000 da Acer. Per salvaguardare gli autocostruttori si pensa a delle forme di priorità nell'assegnazione. Non solo: il Comune diventa mediatore con banca etica che aveva finanziato il progetto versandole 780.000 euro per il debito contratto dalla cooperativa Mani unite. Dunque, conclude Cameliani, "si è fatto parte attiva per risolvere il problema e le criticità non sono a essa imputabili". Poco soddisfatto Maiolini: cittadini che si sono fidati di un progetto del Comune "si trovano senza casa e con delle cause pendenti". Serviva, sostiene "un'indagine interna". (fonte Dire)

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