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Bagni verso la riapertura: "12 metri per ombrellone? Noi li mettiamo a 16, ma i più piccoli faranno fatica"

Le perplessità dei bagnini su steward e servizio di delivery: c'è chi sottolinea l'aumento dei costi e chi preferisce altre soluzioni. "E occorre chiarire di chi sarà la responsabilità se qualcuno si ammala di Coronavirus"

Dodici metri quadrati per ciascun ombrellone, almeno un metro e mezzo di distanza tra i lettini, poi steward e pasti in spiaggia. Sono queste le norme diramate dalla Regione per l'estate in spiaggia, regole di sicurezza necessarie per allontanare il rischio di un ritorno massiccio del Coronavirus. Attraverso questo protocollo da lunedì 18 maggio termina il lockdown anche per la costa ravennate, ma la riapertura degli stabilimenti balneari potrebbe non essere così semplice e tantomeno veloce. 

Se infatti la voglia di partire era tanta, le speranze di ricevere il via libera dalle istituzioni entro il mese di maggio erano ormai scemate: e ora i bagnini ravennati sono in lotta contro il tempo per adeguarsi alle misure di sicurezza. "Riaprire per il 18 maggio? Ci proviamo, ma è più probabile che saremo pronti per il weekend successivo - affermano Alessandro Zangaglia e Filippo Civenni, soci del bagno Bbk di Punta Marina - Se arriveranno dei clienti in questi giorni potremo dar loro dei lettini rispettando le regole di distanziamento". La riapertura in tempi brevi degli stabilimenti sembra improbabile anche per il "vicino di spiaggia" Gianfranco Tampieri, titolare del bagno Ruvido: "Mancano ancora delle direttive specifiche. Non abbiamo la certezza di quali siano gli obblighi, a partire dalle operazioni di sanificazione".

Le distanze di sicurezza

Per prima cosa si tocca il tema delle distanze fra gli ombrelloni, che finiranno per condizionare la gestione dello spazio in spiaggia. "Le distanze sono fattibili - spiegano i soci del Bbk - Noi staremo più larghi, lo spazio lo abbiamo e vogliamo stare sicuri. Cercheremo di mantenere uno spazio di 16 metri quadrati per ogni ombrellone, i 12 metri quadrati li avevamo già l'anno scorso. Perderemo qualcosa, ma manterremo comunque 200 posti. Il cliente vedrà che abbiamo distanziato ancora di più gli ombrelloni".

Sui 12 metri quadri di spazio per gli ombrelloni anche il titolare del Ruvido la ritiene una misura "sostenibile, perchè abbiamo una spiaggia grande. Ma per altri stabilimenti con la spiaggia più corta sarà molto più complicato. Noi dovremo togliere qualche fila ma ci adeguiamo". Il bagno Bbk aveva anche dimostrato interesse per il progetto "Ri-Mare", sviluppato da un'azienda di Fusignano. "Il progetto è bello e l'azienda è abituata a lavorare in maniera veloce, però nell'urgenza in cui ci troviamo tutti noi bagnini non so se ce la faremo. Dobbiamo montare spiagge intere in poco tempo ed è complesso. Avviare un progetto nuovo è difficile, ma l'idea resta molto carina, molto trendy. Potremo pensarci per il prossimo anno".

Steward e pasti sotto l'ombrellone

Si passa poi a discutere delle altre idee lanciate per l'estate 2020, come la consegna dei pasti da consumare sotto l'ombrellone. "Il servizio di 'asporto' in spiaggia si può fare in due maniere: o portando il pasto sotto l'ombrellone del cliente o facendolo ritirare dal cliente al bar. Questa seconda opzione la facevamo anche l'anno scorso, chiamando tramite altoparlante il numero di prenotazione dei clienti che avevano ordinato il pasto per l'asporto. Avevamo già messo a disposizione un vassoio con il numero ordinazione e un apposito banco di ritiro", spiega Zangaglia del Bbk.

Tra le regole della Regione compare anche la figura dello steward, un dipendente dello stabilimento addetto all'accompagnamento dei clienti al proprio ombrellone. "Non abbiamo capito se questa figura sia obbligatoria - prosegue Zangaglia -. Nella stagione nuova volevamo dare a tutti quanti una piantina dello stabilimento che consenta a tutti di raggiungere il proprio ombrellone. All'interno della piantina ci saranno anche flussi e percorsi della struttura e le regole dettate dalla Regione. Abbiamo pensato a questo perché il servizio al mare deve essere veloce, le persone non possono fare file per entrare in spiaggia. Vengono qui per rilassarsi".

Riguardo le ipotesi di steward e servizio di consegna pasti sotto l'ombrellone, Tampieri del bagno Ruvido evidenzia la difficoltà economica che colpirà molti bagnini della costa ravennate: "Il problema è quello del sostentamento familiare. La nostra è un'attività di famiglia e per implementare questi servizi si tratta di assumere più persone. Questo porterà a un aggravio dei costi delle consumazioni per venire incontro alle spese. Se calassero i contributi e ci fossero incentivi alle nuove assunzioni, allora sarebbe diverso".

Aree giochi e campi da racchettoni

Pur se possono sembrare secondari, in realtà quello del gioco in spiaggia, per grandi e piccoli, è un aspetto molto rilevante, soprattutto in Romagna dove il servizio e il divertimento sono sempre stati di casa. "Le aree giochi per adesso le toglieremo - conferma Zangaglia del Bbk - E' come andare in una pasticceria, vedere un bignè al cioccolato ma non poterselo mangiare perchè è vietato. Se più avanti cambierà qualcosa rimetteremo i giochi. Per quanto riguarda i campi da racchettoni li predisporremo per le partite in singolo, che sono le uniche permesse".

Costretto a ridurre lo spazio per i campi da gioco anche il bagno Ruvido. "Per forza dobbiamo togliere due campi. Anche perché, almeno inizialmente, sono vietati gli sport di gruppo, quindi non avrebbe senso mantenere tutti questi spazi senza poterli usare. Per le aree giochi vedremo. Far giocare i bambini uno alla volta mi sembra difficile e diventa complicato anche redarguire i genitori perché non fanno rispettare le distanze di sicurezza ai figli".

Tra dubbi e difficoltà

Tra le incertezze che ancora rimangono sospese in attesa della riapertura, emerge da parte dei titolari di entrambe le strutture una certezza: chi ha a disposizione meno spazio parte sfavorito. "Credo che saranno più agevolati i bagni più grandi. I bagni piccoli potrebbero essere in po' più a disagio" ammette Zangaglia del Bbk. "La cosa devastante sarebbe richiudere, perchè nel frattempo abbiamo assunto dei dipendenti e dovremo pagare il loro stipendio - sottolinea Tampieri del bagno Ruvido che poi mette in luce un altro punto - L'altro dubbio che occorre chiarire è di chi sarà la responsabilità se qualcuno si ammala di Coronavirus. Se qualcuno si rompe una gamba la responsabilità è dello stabilimento, ma come si diffonde il virus ancora non lo sa bene nessuno. Questa incertezza ci preoccupa tantissimo. Speriamo in una soluzione ragionevole".

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