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Ravenna come Imola, Lega: "Via le insegne in arabo dall'ospedale"

Gardin: "E' normale che gli stranieri siano obbligati a imparare l’italiano, se sono residenti sul nostro territorio nazionale"

Dopo il risultato ottenuto dal Consigliere comunale di Imola Daniele Marchetti, con l’approvazione della mozione che chiede la rimozione dei cartelli in arabo nei locali Ausl, anche a Ravenna il gruppo di Lega Nord deposita lo stesso documento, chiedendo al sindaco Michele de Pascale di uniformare i cartelli informativi nei locali dell’ospedale e dall’Ausl Romagnola.

"In una logica di integrazione degli stranieri che usufruiscono del servizio sanitario è normale che queste persone siano obbligate a imparare l’italiano, se sono residenti sul nostro territorio nazione - commenta il capogruppo in consiglio Samantha Gardin - Questo serve anche a semplificare e migliorare la comunicazione standardizzandola. Non è certo la lingua araba, che spesso troviamo nelle segnaletiche all’interno degli spazi dell’Ausl Romagna, ad agevolare i fruitori degli spazi e nemmeno li aiuta a integrarsi. Questo documento nei prossimi giorni verrà depositato in tutti i comuni dove sono presenti nostri consiglieri comunali e anche all’unione dei Comuni della Bassa Romagna. La semplificazione è una delle strade da intraprendere per migliorare l’efficienza comunicativa e l’integrazione tra cittadini italiani e stranieri che fruiscono del nostro servizio sanitario".

Articolo 1: "Propaganda vergognosa"

"Che una delle forze di Governo si occupi della cartellonistica invece che di come rilanciare un servizio sanitario efficiente e che funzioni per tutti ci preoccupa - replicano gli esponenti di Articolo 1 - Movimento democratico e progressista ravennate - La verità è che la Lega Nord non perde mai un attimo per fare semplice e becera propaganda. Chiediamo a tutti gli esponenti delle forze democratiche, e in particolare a chi si richiama al civismo, e al Movimento 5 stelle di sostenere con noi una battaglia di civiltà contro chi invece tifa per la chiusura, la paura, la ricerca perenne di un nemico, senza voler risolvere nessun problema ma volendo solo specularci sopra. Noi vogliamo una sanità che funzioni davvero e che sia per tutti. Pur essendo in maggioranza, in Comune non abbiamo mai esitato a sollevare questioni e riconoscere i problemi per arrivare alla costruzione di soluzioni. Allo stesso modo ci piacerebbe che chi governa il Paese, invece di alzare polveroni, si impegnasse a cercare più fondi, mettere in campo più investimenti in strutture, tecnologie e personale. Insomma, più servizi di qualità per tutti i cittadini che usufruiscono del Servizio sanitario nazionale. I dati ci parlano di un aumento preoccupante delle persone che non si curano perchè non se lo possono permettere e le politiche pubbliche del governo del cambiamento continuano a danneggiare la sanità pubblica e a strizzare l'occhio a quella privata. Il problema non sono le scritte, ma avere una sanità efficiente e che sia per tutti, quindi contro ogni razzismo e discriminazione".

Italia in Comune: "Proposta ottusa e razzista"

"La richiesta avanzata dalla Lega, oltre a essere accompagnata dalle improbabili motivazioni per cui l'obbligo di comunicare tramite una lingua di interscambio aiuti l'integrazione, si basa su inutili percentuali di insegnamento delle varie lingue negli stati dell'Unione Europea - aggiungono dalla sezione ravennate di Italia in Comune, il neonato partito di Federico Pizzarotti - Ci teniamo pertanto a far sapere alla consigliera Gardin e alla sua squadra che l'arabo è la quinta lingua più parlata al mondo e che le indicazioni della Regione Emilia-Romagna consentono e incentivano all'utilizzo di una terza lingua (oltre all'inglese e all'italiano) nella cartellonistica ospedaliera. Inoltre Ravenna, che ha gareggiato fino all'ultimo con Matera in un avvincente testa a testa per aggiudicarsi il titolo di Capitale della Cultura 2019 e che vanta 8 siti Unesco, dovrebbe altresì abbracciare ampiamente delle sane politiche di integrazione e di apertura verso le varie culture ed etnie del mondo al fine di aumentare la propria appetibilità turistica, fonte di introiti e di prestigio. Chiediamo pertanto al sindaco de Pascale non solo di rigettare con fermezza tale assurda proposta, che segue la becera onda populista che la Lega sta perpetrando a più livelli istituzionali, ma anche di poter pensare all'avvio di un progetto atto all'inserimento di più idiomi nella cartellonistica ospedaliera e cittadina, anche per evitare di creare inutile smarrimento alle già provate strutture sanitarie del territorio. Il netto rifiuto di questo genere di proposte, ottuse e di chiaro stampo razzista, non è affatto buonismo, ma semplice buon senso".

Pd: "Le scritte in arabo sono una priorità rispetto ai posti di lavoro?"

"Anziché preoccuparsi delle scritte in arabo negli ospedali avremmo preferito che la Lega ravennate facesse fronte comune con il sindaco, l'amministrazione e le forze sociali e sindacali per difendere i lavoratori del settore offshore, messi a rischio dalle scelte di questo Governo che usa un intero settore produttivo come merce scambio per regolare equilibri politici interni - aggiunge il segretario comunale del Pd di Ravenna Marco Frati - Un settore, quello del gas naturale, ce garantisce posti di lavoro, sviluppo, ricerca e compatibilità ambientale consentendo di diminuire la dipendenza energetica da altri paesi. E il clima di persecuzione e di incertezza che si sta creando rischia di compromettere investimenti, innovazione e occupazione. Per questo almeno dalla Lega del nostro territorio ci saremmo aspettati una posizione di buonsenso, oltre gli steccati della politica. Ma evidentemente le scritte in arabo sono più importanti dei posti di lavoro".

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