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Compie 60 anni Pier Luigi Martini: il pilota ravennate di Formula 1 che vinse a Le Mans

Grande talento dell'automobilismo, Martini fu vicinissimo a correre per la Ferrari. Per lui oltre centro Gp di Formula 21 e la vittoria alla 24 Ore di Le Mans

Il 23 aprile l’ex pilota ravennate di Formula 1 e vincitore della 24 Ore di Le Mans 1999, Pier Luigi Martini, compie 60 anni. Una carriera brillante, con lampi di puro talento, oltre cento gran premi disputati in Formula 1 e un grande rammarico: è stato davvero vicino a diventare pilota ufficiale Ferrari. Il destino ha però congiurato contro. Prima, nel 1983, una nevicata d’aprile impedì un probante test con la Rossa sul circuito di Imola; poi, a fine 1991, una incredibile concatenazione di intromissioni fece svanire un contratto già firmato per la stagione 1992. Tutto dettagliatamente raccontato in un capitolo a lui dedicato del nuovo libro “Quasi ferraristi. Storie di piloti a un passo dal mito” scritto dal giornalista e blogger specializzato motorsport e F1 Adriano Cisario.  

Nato a Lugo, Pier Luigi Martini ha partecipato a 118 Gran Premi di Formula 1, di cui ben 102 con la scuderia Minardi. Il primo "contatto" con la Formula 1 giunse nel 1984 quando la Tolemann lo assunse per sostituire Ayrton Senna, sospeso dalla scuderia per il Gran Premio d'Italia. Non riuscì però a qualificarsi per la gara a causa di un problema alla turbina. Il suo debutto nella grande competizione automobilistica arrivò l'anno successivo al volante della Minardi. Nel 1999 giunse invece il suo trionfo alla 24 Ore di Le Mans al volante di una BMW V12 LMR, insieme a Yannick Dalmas e Joachim Winkelhock.

Per un pilota di Formula 1, correre per la Ferrari è semplicemente il massimo. Pochi ci sono riusciti e per questo sono nella storia dell’automobilismo, perché il mito della casa di Maranello è ineguagliabile. Moltissimi altri, invece, hanno sperato, tentato ogni strada, forzato ogni porta pur di diventare ferraristi, ma alla fine non ce l’hanno fatta. Il libro è dedicato a loro, agli sconfitti di quella vera e propria corsa nella corsa che si è svolta nei decenni per assicurarsi il sedile di una Rossa di F1. Ci sono le storie di dieci piloti (Senna, Patrese, Hunt, Cheever, Moss, Kubica, Nannini, Fittipaldi, Peterson e Martini), alcuni giovani talenti, altri già stelle di assoluta grandezza, che sono arrivati a un passo dal coronare il loro sogno, con tanto di firma su un contratto o su un’opzione vincolante, ma hanno dovuto arrendersi davanti alla sopravvenienza di candidature più forti o di inspiegabili giochi politici, di incauti temporeggiamenti o di impazienze fatali. Altri nove (De Angelis, Giacomelli, Hulkenberg, Perez, Jarier, Montermini, Rossi, Giovanardi e Tino Brambilla) hanno invece alzato bandiera bianca dopo una più o meno lunga trafila. Ripercorrendo fatti di cronaca, interviste, appunti e memorie personali di trentacinque anni di passione e attività giornalistica, Adriano Cisario ci restituisce una narrazione completa, spesso curiosa e talvolta al limite dell’incredibile, di questo coinvolgente “quasi come” a tinte rosse.

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