Consiglieri riuniti per discutere le condizioni di Valle della Canna: "Salvaguardia al centro"

Sarà anche l'occasione per la presentazione del nuovo dirigente per la gestione sostenibile delle zone naturali e del verde urbano, Massimiliano Costa

Mercoledì pomeriggio si riunisce la Commissione consiliare n. 1 "Affari istituzionali, Partecipazione e Sicurezza” per discutere un ordine del giorno sulle condizioni di Valle della Canna in relazione allo stato di siccità e agli interventi in programma. Sarà anche l'occasione per la presentazione del nuovo dirigente per la gestione sostenibile delle zone naturali e del verde urbano, Massimiliano Costa.

Sul tema, poi, la consigliera regionale del Gruppo misto Giulia Gibertoni ha presentato un'interrogazione alla Giunta per capire “se non ritenga opportuno e necessario provvedere definitivamente a un sistema che consenta una corretta e ottimale programmazione dei livelli idrometrici delle zone umide Punte Alberete e Valle Mandriole, nel ravennate, garantendo una migliore circolazione idraulica che eviti fenomeni di anossia e ristagno, già verificatisi ad autunno 2019”.

Una richiesta particolarmente chiara e circostanziata quella della consigliera, che ricorda in più passaggi della sua interrogazione l’estrema fragilità di questi ambienti di straordinaria importanza che da dieci anni sono oggetto di tali stati di alterazione dell’ecosistema, in particolare anossia e ristagno, da determinare gravi fenomeni di moria di animali. Nonostante alcuni lavori effettuati anche di recente, il livello idrometrico della zona continua a presentare importanti deficit e questo determina uno scarso livello di ossigenazione delle acque. Ecco perché in questo atto Gibertoni sollecita la Regione per “acquisire una concessione specifica autonoma di presa per le acque 'naturali', ossia le acque di pioggia del bacino imbrifero del Lamone, che naturalmente defluiscono lungo il fiume, soprattutto in periodo tardo invernale.

La maggioranza

"Auspichiamo che la commissione, nonostante le tempistiche precipitosamente insolite con cui è stata convocata, possa essere un momento di confronto alto su un progetto ampio e complesso che vede al centro la salvaguardia dell'area della Valle della Canna e non si riveli invece un'occasione di polemica per chi è in cerca continua di visibilità politica - commentano i gruppi di maggioranza in consiglio Pd, Ama Ravenna, Articolo 1, Italia Viva, Partito repubblicano italiano e Sinistra per Ravenna - Siamo infatti convinti che un confronto franco e costruttivo che renda conto e merito di quanto in questi mesi è stato pianificato e avviato, grazie alla guida della Giunta comunale, possa essere una buona base di partenza per affrontare nel modo migliore una discussione necessaria sul tema della aree naturalistiche del nostro territorio. Le zone naturali di Ravenna sono un patrimonio ambientale inestimabile, la cui cura costante è indirizzata a preservarne l’habitat per la fauna e la flora e a renderle sempre più fruibili e aperte agli usi tradizionali e a un turismo naturalistico e consapevole".

"Sono ad esempio da poco terminati i lavori di manutenzione della passerella pedonale che attraversa il canale Fossatone per collegare l’area di parcheggio dell’oasi di Punte Alberete con il percorso ad anello che permette di visitare l’area naturale protetta - continuano i consiglieri di maggioranza - La fine di questo intervento, finanziato dal Comune di Ravenna con 50mila euro, rende ora possibili le visite guidate che sono condotte da Atlantide. La cooperativa di Cervia si è aggiudicata il bando per la gestione fino al 2024 delle zone naturali Nord di Ravenna: Natura – Museo Ravennate di Scienze Naturali “Alfredo Brandolini”, Centro Visite del Parco del Delta e comprensorio di Punte Alberete – Valle Mandriole e aula didattica di Ca’ Vecchia in Pineta San Vitale, anch’essa oggetto di un recente intervento di manutenzione straordinaria da parte del Comune. La gestione unitaria del comparto costituisce uno strumento importante per allineare e potenziare le diverse vocazioni e potenzialità del territorio e attivare un processo di valorizzazione integrato. I Psr sulle pinete, gli interventi di miglioramento idraulico della Pialassa Baiona, il secondo intervento di pulizia sulla stessa area, gli interventi di rinaturalizzazione, protezione e fruizione delle dune costiere permettono oggi di avere un quadro complessivamente molto migliorato".

valle-canna-plan-2

La fine dei lavori è arrivata in contemporanea con l’individuazione del nuovo dirigente comunale specialista dei progetti di valorizzazione e tutela ambientale. Si tratta di Massimiliano Costa, che vanta una lunga esperienza come direttore del parco della Vena del Gesso e prima ancora responsabile dell’ufficio parchi, zone umide e forestazione della Provincia di Ravenna.

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"Sulla Valle della Canna abbiamo i primi riscontri in merito agli impegni presi - puntualizzano dai gruppi di maggioranza - La collaborazione tra enti pubblici, Ispra, Istituto superiore di sanità e università ha definito una campagna di monitoraggi e valutazioni di merito (anche in relazione al lockdown) sulla gestione delle acque in questo anno così delicato alla luce degli eventi dello scorso autunno. Dal versante delle opere accogliamo con favore la fine del cantiere di Rsi per la sistemazione della presa d’acqua della canaletta Anic, che assicura l’afflusso di acqua da sud-est. Questa nuova presa si aggiunge a quella nei pressi del Rivalone per cui dovrebbe portare a un miglioramento della gestione idrica della valle. Il 2 luglio c’è stata l’ultima Conferenza dei Servizi per l’autorizzazione regionale ai lavori sul Carrarino di Romagna Acque, che porterà al ripristino e al raddoppio dei sifoni per l’alimentazione della valle con acqua prelevata dal Lamone. Nell’autunno potranno partire i lavori, al termine dei quali ci saranno quindi tre fonti di immissione di acqua nella valle che dovrebbero migliorare notevolmente la situazione. Sono le azioni che avevamo promesso. Con la forza dei fatti partecipiamo alla commissione e ribadiremo come la Valle della Canna e le zone naturalistiche di pregio sono un patrimonio comune di tutti i ravennati, e non solo di una parte".

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