Le discoteche romagnole costrette a reinventarsi: "La stagione da ballo? Quest'anno ce la sogniamo"

C'è chi si concentrerà su spiaggia e ristorante, chi punta sul drive-in. Ma le alternative per i locali da ballo sembrano due: "Reinventarsi oppure stare fermi. E' la soluzione più indolore"

Una stagione estiva senza balli e discoteche? Una cosa incredibile per la Riviera romagnola, eppure è proprio questo il panorama che si sta delineando in vista dell'estate 2020. L'emergenza Coronavirus, oltre alla tragedia sanitaria, ha dato corpo a una crisi economica di proporzioni incalcolabili che coinvolge un vasto numero di attività lavorative. E probabilmente il settore che pagherà il prezzo più alto di questa crisi sarà proprio il mondo del ballo e delle feste notturne, da sempre uno dei punti forti della Romagna. Proprio martedì l'assessore regionale Andrea Corsini ha affermato che le sale da ballo "purtroppo, saranno le ultime a riaprire e avranno bisogno di misure di sostegno importanti". Dunque giunge spontaneo chiedersi quale sarà la reazione delle imprese del territorio impegnate da anni in questo settore.

"La stagione da ballo per quest'anno ce la sogniamo - afferma con rammarico Filippo Civenni, uno dei soci del Bbk di Punta Marina - Ci organizzeremo per lavorare al meglio con ombrelloni, bar e ristorazione. Alla stagione danzante penseremo il prossimo anno, sperando che la situazione si sistemi". Il popolare stabilimento balneare della costa ravennate, attivo con le serate da ballo anche in inverno, ha già sentito la stretta della crisi. "L'ultima nostra serata è stata il 22 febbraio - spiega Civenni - Da allora abbiamo perso tutte le serate possibili".

Un mancato incasso che inevitabilmente si traduce in una perdita consistente. Ma ora il locale di Punta Marina proverà a recuperare in estate puntando sui propri punti di forza. "Abbiamo uno spazio molto ampio e tornerà a nostro vantaggio in questo caso. Cercheremo di sistemare tutte le zone per far sentire sicuri i clienti, questo è fondamentale. Vista la situazione è inutile pensare a un'alternativa alla discoteca, ci attiveremo per sfruttare al massimo gli altri servizi che abbiamo, mettendo ombrelloni e tavoli larghissimi, rispettando le distanze che verranno imposte. In questa maniera potremo riuscire a fare un po' di musica durante le cene e gli aperitivi, sempre che le regole ce lo permettano".

C'è poi chi cerca di combattere la crisi con una sfida tutta nuova. E' il caso della discoteca Indie di Pinarella, che ha lanciato l'idea di un drive-in. "Abbiamo preparato un piano imprenditoriale serio e attualmente ci stiamo confrontando con l'amministrazione - spiega Maicol Ucci, socio e direttore delle Indie - Ovvio che, trattandosi di un'impresa temporanea, abbiamo bisogno di un sostegno da parte del Comune o della Regione per ammortizzare i costi relativi al noleggio delle attrezzature". Si tratterebbe, insomma, di una svolta retrò per risolvere un'emergenza attuale. "Sì, è romanticamente così - conferma Maicol Ucci - L'idea non sarebbe però quella di un drive-in classico. Vorremmo alternare le proiezioni cinematografiche a incontri con artisti, attori, comici e band. Avvicendare la proiezione con un momento di intrattenimento sul palco. Insomma, ci snaturiamo, ma mettendoci qualcosa di nostro". 

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Si presenta però molto difficile la stagione estiva per quei locali che non hanno vie alternative per il proprio business. Insomma, anche la tipica inventiva dei romagnoli stavolta potrebbe non bastare. "Il nostro settore era in difficoltà già da prima. Temo che pochi riusciranno a sopravvivere a questa emergenza - prosegue il direttore della discoteca di Pinarella - Dal mio punto di vista ci sono due soluzioni possibili: reinventarsi senza aumentare i propri debiti, quindi con idee sostenute dalle autorità, oppure stare fermi. E' la soluzione più indolore, evitare progetti improponibili. Il lavoro delle discoteche prevede socializzazione, contatto, senza questi elementi non si può lavorare. Sono attività con costi importanti, servono grandi numeri di persone per sostenere queste spese, ma se non si possono avere tanti clienti e le linee guida non ce lo permettono, allora la soluzione più indolore è quella di aspettare. Anche se è una follia per chi è abituato ad aggiornarsi sempre sulle nuove mode e a non stare mai fermo".

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