Azienda in crisi e lavoratori a rischio, lo sfogo di una dipendente: "Ci hanno abbandonati"

Una commessa del negozio dell'Esp disperata: "Ho 36 anni e due figli, se perdo questo posto un lavoro non lo trovo più"

Alcune lavoratrici del Kidiliz Group

È allarme per le centinaia di lavoratori italiani di Kidiliz Group, azienda attiva nel commercio di abbigliamento per bambini e proprietaria dei marchi Absorba, Catimini e Z. L'azienda in Francia è entrata in una procedura di amministrazione controllata, destino toccato anche alla filiale italiana con i suoi oltre 600 dipendenti e una rete di distribuzione di circa 150 negozi, due dei quali - del marchio Z - situati uno al centro commerciale Esp di Ravenna, l'altro al Globo di Lugo.

Abbiamo raccolto la testimonianza di Giorgia (nome di fantasia), dipendente del negozio Z dell'Esp disperata per la situazione che si prospetta davanti a lei. "Parlo a nome mio e delle mie colleghe: siamo 5 dipendenti a tempo indeterminato con anzianità di servizio dai 4 ai 18 anni - racconta la commessa - L'azienda è entrata in amministrazione controllata il 10 settembre, pertanto ci hanno trattenuto la paga dal 1 al 10 settembre e ci hanno corrisposto la retribuzione solo dall'11 al 30. Devono ancora pagarci gli assegni familiari da luglio ad oggi, ma dicono che sono tutti crediti bloccati in azienda".

La gravità della situazione è visibile anche agli stessi clienti: "I negozi sono vuoti - continua Giorgia - abbiamo solo merce estiva in svendita. Siamo lo zimbello dei centri commerciali d'Italia. Gli uffici amministrativi di Spilamberto e Milano hanno sempre il telefono staccato. Il 15 ottobre scadeva il bando di gara per acquistare Zeta, ma a quanto pare, visto che il tutto è stato vincolato al tribunale di Parigi, si sono occupati di risolvere solo la questione francese, mentre della questione italiana se ne sono lavati le mani. Domani potrebbero chiamarci e dire "da domani siete chiusi"".

Giorgia, come tanti dei suoi colleghi, è disperata: "Ho lavorato 10 anni nello Zeta in via Cavour, poi chiuso quel punto vendita sono venuta qui all'Esp e sono in questo negozio da tre anni. Ho 36 anni e due figli, se perdo questo posto un lavoro non lo trovo più. Siamo state abbandonate da tutti a noi stesse e all'oblio, vogliamo solo un po' di visibilità per non cadere nel dimenticatoio e non andarcene in punta di piedi tra l'indifferenza generale".

Il sindacato

''L'esito della procedura è incerto - denunciano in una nota unitaria i sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs - e ad oggi non ci sono informazioni chiare sul destino dell'azienda e dei dipendenti. In Italia questo significa che è in bilico il destino occupazionale di 600 persone distribuite su una rete di circa 150 negozi, sparsi in tutto il paese e principalmente a marchio 'Z'. Passando nel 2018 alla proprietà del gruppo cinese Semir, Kidiliz avrebbe dovuto avviare una stagione di rilancio; e invece, dopo un rapido peggioramento, la situazione è precipitata nel giro di poche settimane. Già ora la continuità operativa dell'azienda è in dubbio, mentre le lavoratrici si vedono sospesa parte delle retribuzioni e degli istituti contrattuali".

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