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Il Comune chiarisce: ecco chi e quando può accedere agli orti

La regolamentazione è dettata dall’esigenza primaria di evitare assembramenti, ai sensi di quanto previsto dalle norme di contenimento e contrasto della diffusione del Coronavirus

A seguito dell’ordinanza firmata mercoledì sera dal presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini - in vigore da giovedì 23 aprile fino a domenica 3 maggio - che consente la coltivazione di terreno per uso agricolo e l’attività diretta alla produzione per autoconsumo anche all’interno di orti urbani e comunali, l'amministrazione ha emesso un atto, vigente nel medesimo periodo, che disciplina l’accesso agli orti comunali.

L’accesso e la coltivazione degli orti comunali sono quindi consentiti nei giorni pari del mese ai concessionari di appezzamenti contrassegnati da numero pari e nei giorni dispari del mese ai concessionari di appezzamenti contrassegnati da numero dispari. L’accesso è consentito una sola volta al giorno e nel limite massimo di tre ore. Sono vietati l'accesso agli spazi comuni, le riunioni e gli assembramenti anche in luoghi aperti, al fine di evitare occasioni di contatti ravvicinati fra le persone. Tale regolamentazione è dettata appunto dall’esigenza primaria di evitare assembramenti, ai sensi di quanto previsto dalle norme di contenimento e contrasto della diffusione del Coronavirus, e di finalizzare l’accesso e la fruizione dei terreni comunali adibiti ad orti esclusivamente all’autoconsumo e non alla socializzazione e all’aggregazione, che in questo momento sono vietate.

Per quanto riguarda gli orti non comunali si ricorda che, come ha già precisato il Governo, gli imprenditori agricoli, professionali e non, in possesso di partita Iva con riferimento al codice Ateco 01, possono recarsi nei loro appezzamenti, anche al di fuori del comune di residenza; si consiglia di contattare la propria associazione di categoria per sapere quali documenti è opportuno portare con sé in caso di controlli delle forze dell'ordine, a supporto dell'autodichiarazione.

Per chi non è imprenditore agricolo è comunque consentito lo svolgimento di attività lavorative su superfici agricole adibite alle produzioni per autoconsumo nel proprio comune di residenza, se la coltivazione del terreno è per uso agricolo e l’attività è diretta alla produzione per autoconsumo. Come da indicazioni ministeriali il soggetto interessato dovrà attestare, con autodichiarazione completa di tutte le necessarie indicazioni per la relativa verifica, la proprietà di tale superficie agricola produttiva e che essa sia effettivamente adibita ai predetti fini, con indicazione del percorso più breve per il raggiungimento del sito. Per gli orti privati delle case diverse dall’abitazione principale o ubicate in un altro comune, è consentita l’attività di cura e manutenzione solo da parte del personale incaricato che svolge attività imprenditoriale riconducibile al codice Ateco 01.

A Lugo

Torna quindi a essere consentita anche a Lugo la cura degli orti comunali, purché si resti nel proprio comune di residenza e nel rispetto di alcune condizioni. Nel recarsi agli orti si deve utilizzare il percorso più breve dalla propria abitazione, una volta giunti sul posto bisogna
mantenersi sull’appezzamento assegnato e rispettare il distanziamento sociale di almeno due metri fra le persone. È necessario utilizzare le mascherine chirurgiche e non creare assembramenti fra le persone presenti o anche con una sola persona. I cittadini devono
utilizzare guanti in lattice per l’utilizzo degli strumenti comuni come innaffiatoi e gomme di irrigazione, da smaltire poi nella raccolta indifferenziata. Infine, è richiesto di rimanere all’interno dell’orto per il tempo necessario alla sua cura e manutenzione o alla raccolta di ortaggi.

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