Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Più o meno gioco d'azzardo con il lockdown? L'indagine tra gioco online e sale slot chiuse

Cosa è cambiato nei comportamenti di gioco durante il periodo di emergenza? Se le sale slot sono rimaste chiuse, il gioco d'azzardo online può invece aver rappresentato una forte tentazione durante le giornate di isolamento

Nei giorni scorsi Massimo Manzoli, capogruppo di Ravenna in Comune, ha "lanciato" una provocazione in merito alle sale slot, ancora chiuse per le restrizioni anticovid. "E se non le riaprissimo?", ha immaginato il consigliere d'opposizione - da sempre impegnato nella lotta alle ludopatie - domandandosi quale sia stato l'impatto del Covid sul gioco d'azzardo. Cosa è cambiato nei comportamenti di gioco durante il periodo di emergenza, con il lockdown imposto dal Governo, la chiusura dei luoghi fisici di gioco e la sospensione di estrazioni e scommesse? Se, infatti, le sale slot sono rimaste chiuse, il gioco d'azzardo online può invece aver rappresentato una forte tentazione durante le giornate di isolamento

Mentre da un lato l’Agenzia dei Monopoli evidenzia una forte contrazione della raccolta derivante dal comparto - come in tutti i periodi di crisi economica e come già abbiamo visto succedere durante la crisi del 2008 - è lecito immaginare che la perdita di lavoro e di riferimenti possa spingere una parte della cittadinanza a cercare fortuna proprio nel gioco d'azzardo. L’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr, sotto la guida scientifica della ricercatrice Sabrina Molinaro, ha realizzato un questionario ad hoc per la rilevazione del fenomeno in questo particolare periodo di emergenza.

“Viste le numerose richieste di monitoraggio del fenomeno, abbiamo ritenuto necessario ampliare lo sforzo e sviluppare uno strumento agile per investigare gli aspetti relativi al gioco su tutto il territorio nazionale - spiega Molinaro - A preoccupare sono soprattutto le possibili implicazioni sanitarie derivanti dalla chiusura di agenzie di scommesse, sale gioco e sale bingo e dallo spegnimento delle slot machine, tanto che la previsione di chiusura del comparto fisico dei giochi ha generato una serie di urgenti domande cui si rende necessario rispondere, non solo per monitorare le variazioni dei comportamenti, ma anche per valutare se le limitazioni agli spostamenti fisici abbiano favorito la migrazione dell’attenzione dei giocatori verso l’azzardo online o se abbiano favorito trasgressioni alle regole di isolamento”.

I risultati dell'indagine

Dalle risposte al questionario online - che ha raggiunto 3971 persone nelle 6 settimane tra aprile e maggio 2020 - emerge che il 3,6% dei rispondenti riferisce di aver giocato on-site durante l’emergenza Covid, mentre il 3,7% riporta di aver giocato d’azzardo online nello stesso periodo (per gioco on-site si intende il gioco fisico, praticato quindi presso bar, tabacchi, sale gioco, mentre il gioco online può essere praticato ovunque, senza restrizioni temporali e/o spaziali). Tra chi negli ultimi 12 mesi ha giocato presso luoghi fisici di gioco, corrispondenti a oltre un quarto dei rispondenti, il 12% ha giocato on-site anche durante l’isolamento e il 10,3% lo ha fatto online. I risultati del test utilizzato per valutare la problematicità del gioco indicano che lo studio ha raggiunto una popolazione selezionata particolarmente sensibile al tema, dal momento che il 13,3% dei giocatori nell’ultimo anno e il 27,6% di chi ha giocato in periodo Covid mostrano un profilo severo di problematicità, mentre sulla popolazione generale gli studi Cnr-Ifc indicano una quota di problematici stimata intorno al 3%.

Ma come si sono modificati i comportamenti di gioco? Come ipotizzato, lo studio rileva una generale diminuzione del gioco fisico, con il 35,4% dei giocatori on-site che ha diminuito le occasioni di gioco e il 22,8% che ha smesso di giocare durante il lockdown. Di contro, il 26,6% riferisce di non aver cambiato abitudini e il 13,9% ha addirittura aumentato le occasioni di gioco fisico. Tra tutti i giocatori che hanno giocato on-site nel periodo delle restrizioni, la grande maggioranza riferisce di aver giocato al gratta e vinci (72,5%), seguono Superenalotto e Lotto. La maggioranza è uscita di casa da una a tre volte al mese per poter giocare, mentre circa il 40% lo ha fatto una o più volte a settimana e l’8,5% è uscito quotidianamente per giocare, una o più volte al giorno. Se la maggior parte dei giocatori on-site ha speso non oltre i 10 euro durante l’intero periodo, il 26% ha speso tra gli 11 e i 200 euro, il 2,6% tra i 200 e i 500 euro e il 3,9% si è spinto oltre i 500 euro di spesa. Indipendentemente dai soldi spesi, il 55,3% dei giocatori on-site si dichiara in perdita.

Per quanto riguarda il gioco online il 33,8% dei giocatori riporta di aver aumentato le occasioni di gioco, il 28,8% di non aver modificato le proprie abitudini e l’11,3% di aver iniziato con la modalità online di gioco durante l’isolamento. Questi giocatori hanno preferito poker texano, slot machine virtuali e scommesse sportive online. Nel caso dei giocatori online la frequenza di gioco è maggiore, considerando che il 30,5% dei giocatori online ha giocato una o più volte al giorno e altrettanti lo hanno fatto più volte a settimana anche se non giornalmente, mentre il 39% ha giocato da una a quattro volte nel mese. La spesa per il gioco rivela azzardi più consistenti, con il 14,6% dei giocatori online che riferisce di aver speso oltre 500 euro nel periodo in questione e l’11% tra i 200 e i 500 euro. Tra chi ha giocato online, il 56,8% riferisce di essere in perdita.

Tra chi ha riportato di aver giocato on-site durante la 'Fase uno' dell’emergenza, il 62,6% è di genere maschile, la classe di età più rappresentata è quella dei 45-54enni e il 32,9% ha visto cambiare la propria posizione lavorativa dall’entrata in vigore delle restrizioni legate all’emergenza sanitaria. Tra i rispondenti che hanno riferito il gioco online il 78,6% è maschio, la classe di età più rappresentata è quella dei 25-34enni e la percentuale di quanti hanno visto cambiare la propria posizione lavorativa sale al 52%.

"Sebbene queste siano giusto le prime analisi preliminari - conclude la ricercatrice Molinaro - sembrano emergere evidenze del fatto che gli habitué del gioco in luoghi fisici sono passati solo in minima parte al gioco online, e l’impressione che abbiamo avuto è che le due popolazioni di giocatori on-site e online intercettate siano ben distinte”.

Gioco d'azzardo: focus sugli adolescenti

Il Laboratorio di Epidemiologia e Ricerca sui Servizi Sanitari del Cnr, nello stesso periodo, ha condotto anche la survey annuale 'Espad Italia' (a cura di Sabrina Molinaro e Silvia Biagioni) dedicata ai consumi d'azzardo tra gli studenti italiani (15-19 anni), con un focus proprio sul gioco d'azzardo. Dal report emerge come durante il lockdown solo il 3% degli studenti ha dichiarato di aver speso soldi giocando online e circa il 6% ha affermato di aver giocato on-site, approfittando dei tabaccai rimasti aperti anche durante il periodo con maggiori restrizioni. Tra quelli che hanno giocato, il 33% ha speso più di 10 euro giocando on-site e il 46% giocando online. I giocatori con un profilo a rischio o problematico hanno speso somme generalmente maggiori. Gli adolescenti che hanno speso oltre 10 euro (sia online che on-site) riferiscono inoltre un peggior rendimento scolastico e una minore soddisfazione per quanto riguarda il rapporto con i familiari.

Ciò considerato, questa ricerca ha analizzato la prevalenza del gioco d’azzardo fra gli studenti italiani di età compresa fra i 15 e i 19 anni, evidenziando come circa il 47% ha giocato d’azzardo almeno una volta nella vita, mentre il 44% lo ha fatto nell’anno, soprattutto ragazzi. In particolare, il 17% ha giocato dalle 2 alle 4 volte al mese e il 2% più di 6 volte alla settimana. I gratta&vinci sono i giochi più praticati, seguiti dalle scommesse calcistiche, e i luoghi più frequentati per giocare sono i bar e i tabacchi. Si può inoltre osservare che il 9% degli studenti gioca d’azzardo online, una tipologia di gioco emergente e ancora relativamente inesplorata. In questo contesto risultano particolarmente diffuse le scommesse sportive e i giochi con le carte.

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