L'ultimo saluto a Renzo Guardigli, primo cittadino ad honorem di Porto Fuori

"Lo Stradone, che unisce Porto Fuori con Ravenna, è stata la sua ultima battaglia", ricorda Alvaro Ancisi

Tuonava il temporale quando Porto Fuori si è stretta nella cappella dell’obitorio di Ravenna per l’ultimo abbraccio terreno a Renzo Guardigli. Suo primo cittadino ad honorem, 91 anni vissuti lì con vigoria e calore a celebrarne la storia e le storie, se n’è andato con addosso il drappo della Compagnia del Buon Umore. "È stata questa straordinaria filodrammatica di paese, fondata nel 1952 dal parroco di allora, don Francesco Fuschini, e da lui stesso, a tenere mirabilmente unite, col suo stare insieme nel palcoscenico e fuori, la cultura, la passione, la generosità e l’anima di tutta una comunità, altrimenti traversata da credenze e appartenenze contrapposte, finanche intransigenti", ricorda Alvaro Ancisi.

"Nella messa funebre, il parroco don Bruno Gallerino, ha scelto una Lettura sui militanti della Fede, perché Renzo, battendosi con la parola e con la penna, in ciò braccio armato di don Francesco, è stato guerriero di ogni suo ideale - prosegue Ancisi -. Al centro, la testimonianza devota e la trasmissione sapiente degli eventi, delle tradizioni e dei valori, su cui non solo Porto Fuori, ma la Romagna poggiano le radici e sono arrivate ai giorni nostri. Famiglia, lavoro e Fede i suoi culti. Suo alias don Francesco, inseparabile come l’ombra, anche dopo che lui aveva lasciato il paese per raggiunti limiti di età e poi, in ispirito, quando ha lasciato questa terra per raggiunti limiti materiali. Arrivato egli pure ai quali alla sua stessa età, quasi assopendosi nel letto di casa in un pomeriggio come un altro, ora ha ricomposto, con lui e col suo cane Pirro, il trio storico di Porto Fuori".

"Lo Stradone, che unisce Porto Fuori con Ravenna, è stata la sua ultima battaglia - ricorda l'esponente di Lista per Ravenna -. L’abbiamo persa insieme perché, oltreché sul piano personale, siamo sempre stati di famiglia anche sul piano politico, nel senso di polis. Non poteva darsi pace che, anziché intestare a don Francesco Fuschini, illustre scrittore in campo nazionale, il personaggio più grande che Porto Fuori abbia avuto, la nuova ed unica piazza del paese, il suo nome fosse imposto al tratto finale di via Stradone, che attraversa di lato il paese a fianco della chiesa. Diceva che questa strada esisteva già nel 1.100. Che le prime case sorsero quando il mare cominciò a ritirarsi attorno a Ravenna, crescendo poi lentamente nei secoli, fino al recente sviluppo tumultuoso. Che Via Stradone è stata Porto Fuori anche quando Porto Fuori non c’era. Che martoriarla sarebbe dunque stata un’offesa alla sua storia. Battaglia persa momentaneamente. Perché adesso don Francesco, Pirro e Renzo vanno su e giù per tutta via Stradone col nome che ha sempre avuto e che avrà nei secoli dei secoli. E la piazza? A don Francesco non gliene sarebbe fregato e non gliene frega niente. Ci ridono sopra in tre".

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