Lotta alla demenza: a Ravenna medici di famiglia "a scuola" per migliorare diagnosi e cura

Tra le sindromi neuropsichiatriche più comuni vi sono le demenze: con una prevalenza del 5-8% negli over 65, colpiscono 1,2 milioni di italiani (70.000 in Emilia Romagna) e, in circa il 15-25% dei casi, possono associarsi a depressione

ll progressivo invecchiamento della popolazione ha comportato un aumento dei disturbi cognitivo-comportamentali di natura neurodegenerativa, destinati ad acquisire in futuro sempre più rilevanza. Tra le sindromi neuropsichiatriche più comuni vi sono le demenze: con una prevalenza del 5-8% negli over 65, colpiscono 1,2 milioni di italiani (70.000 in Emilia Romagna) e, in circa il 15-25% dei casi, possono associarsi a depressione.

Nella presa in carico del malato di demenza, dal riconoscimento dei primi sintomi al trattamento a lungo termine, il Medico di famiglia è una figura cruciale all’interno della rete integrata di servizi sul territorio. A lui è dedicato il progetto di formazione itinerante “Piano Nazionale Demenze, nuovi scenari di cura”, che arriverà a Ravenna (all’Hotel Cube) venerdì e sabato. Promossa dall’Associazione Italiana Psicogeriatria con il grant incondizionato di Angelini, azienda da anni impegnata a tutela della salute mentale dell’anziano, l’iniziativa prevede un ciclo di 13 eventi ECM locali in 13 Regioni italiane, da maggio a novembre. Obiettivo: raggiungere oltre 650 Medici di Medicina Generale, ai quali presentare i contenuti e le finalità del recente Piano Nazionale Demenze, per suggerire un più corretto approccio diagnostico-terapeutico al problema. All’evento di Ravenna parteciperanno 50 Medici di famiglia provenienti dall’Emilia Romagna e, in parte, anche da Toscana e Marche.

Le demenze sono sindromi cerebrali degenerative che colpiscono la memoria, il pensiero, il comportamento e la capacità di svolgere le attività quotidiane. Il loro carattere progressivo rende necessaria una diagnosi tempestiva, che consenta di attivare interventi farmacologici e psico-sociali volti a rallentare l’evoluzione della malattia e contenerne i disturbi specifici. Partendo da queste considerazioni e dalla volontà di combattere lo stigma che spesso accompagna tali malattie, il 30 ottobre 2014 è stato approvato l’accordo tra Stato e Regioni sul documento "Piano Nazionale Demenze” che, puntando a una gestione integrata e multidisciplinare del problema, intende fornire indicazioni strategiche per migliorare e uniformare la qualità dell’assistenza erogata in Italia: dalle terapie specialistiche al sostegno e all'accompagnamento del malato e dei caregiver, durante tutto il percorso di cura. In questo complesso scenario si colloca l’operato del Medico di famiglia, fondamentale per l’applicazione degli obiettivi del Piano, in collaborazione con lo specialista.

“La complessità della sfida alle demenze e la loro crescita esponenziale, legata all’aumento dell’aspettativa di vita, rendono necessario strutturare sul territorio interventi assistenziali appropriati e precoci, che richiedono un’adeguata preparazione da parte del personale sanitario”, spiega Marco Trabucchi, Presidente di AIP. “Il Piano Nazionale Demenze costituisce il primo tentativo di dare al nostro Paese una guida unitaria per affrontare una priorità mondiale di salute pubblica: è un punto di partenza di grande significato, perché coinvolge gli operatori a tutti i livelli, comunicando ai cittadini un impegno diffuso da parte della comunità. Per questo motivo, l’Associazione Italiana Psicogeriatria intende dar vita a un’intensa attività formativa, volta a presentare il Piano ai Medici di Medicina Generale, aumentare la loro consapevolezza sul problema demenze e coinvolgerli nella rete assistenziale integrata, dove rappresentano una figura centrale: sono infatti il primo riferimento sul territorio per il paziente e i caregiver. Il loro ruolo è essenziale per riconoscere tempestivamente i sintomi, portare la famiglia alla coscienza del bisogno di un intervento, intercettare i casi da avviare ai Centri specialistici e supportare l’assistito e i suoi familiari lungo tutta la storia naturale della malattia, in un percorso condiviso con lo specialista”.

“Secondo gli ultimi dati ufficiali, pubblicati nel 2014, in Emilia Romagna si registrano 70.000 casi di demenza e il trend è destinato a crescere”, rivela Andrea Fabbo, geriatra, Presidente Sezione Emilia Romagna di AIP. “Si tratta di una prevalenza tra le più elevate in Italia, dovuta anche al fatto che siamo una delle Regioni a più alto indice di invecchiamento: più del 20% della popolazione supera i 65 anni. Fortunatamente, l’Emilia Romagna ha un Piano Regionale Demenze che è attivo da oltre 16 anni, a cui lo stesso Piano Nazionale si è ispirato. Questo ci ha permesso di costruire un sistema di monitoraggio degli interventi sanitari e sociali, mettendo a sistema risposte di varia natura, comprese quelle che arrivano dal mondo del volontariato e dalle comunità. Con il corso di Ravenna vogliamo sensibilizzare la Medicina Generale sul grande problema delle demenze, in Italia purtroppo sottovalutato e non considerato ‘strategico’, a differenza di quanto si sta facendo in Europa. Dobbiamo creare sinergie e ottimizzare gli interventi, partendo proprio dai Medici di famiglia, che sono in grado di intercettare precocemente i bisogni dei pazienti e delle loro famiglie: solo con una forte integrazione delle competenze e un lavoro di squadra si possono affrontare patologie così lunghe e complesse”.

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“Proprio per fare fronte comune – conclude Fabbo – all’evento promosso in Emilia Romagna da AIP parteciperanno con me qualificati docenti: Francesca Neviani, medico geriatra del Centro Disturbi Cognitivi di 2° livello di Modena, che sta sviluppando un’interessante sinergia fra ospedale e territorio nelle gestione delle persone con demenza, allo scopo di evitare ospedalizzazioni inappropriate; Alessandro Pirani, medico di medicina generale e geriatra del Centro per Disturbi Cognitivi e Demenze del Distretto di Cento, al quale va il merito di aver validato in italiano uno dei migliori strumenti per il riconoscimento precoce dei disturbi cognitivi e delle demenze nel setting delle cure primarie, di cui si parlerà durante il corso, e Orazio Zanetti, geriatra ed esperto di demenze dell’IRCCS Fatebenefratelli di  Brescia, conosciuto a livello internazionale per le sue ricerche sul campo”.

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