Lugo, le mamme incontrano il sindaco in difesa del Punto nascite

Anche il gruppo del Partito Democrato di Lugo ha chiesto al sindaco, attraverso un’interpellanza, un aggiornamento sulla situazione attuale e su quella futura del Punto nascita dell'ospedale

Venerdì il sindaco di Lugo Davide Ranalli ha incontrato tre mamme, portavoce di un gruppo di mamme lughesi che si sono attivate per richiedere il mantenimento del punto nascite all’ospedale di Lugo. Insieme al sindaco era presente anche Marisa Bagnoli, direttrice sanitaria dell'ospedale di Lugo, che ha illustrato alle mamme la situazione attuale e i possibili scenari futuri, sottolineando come il mantenimento di un punto nascite sia vincolato per legge alla quantità dei parti annuali, poiché “senza un adeguato numero di casi vi è il rischio di perdita delle competenze da parte del personale”. Le mamme hanno chiesto la possibilità di organizzare il personale su rotazione nei tre ospedali della provincia (Ravenna, Faenza e Lugo), al fine di non disperdere le competenze e garantire il mantenimento di tutti e tre i punti nascita a prescindere dalla quantità dei parti, sottolineando come “il contesto dell’ospedale lughese, anche per la sua ridotta dimensione, sia in grado di fornire la giusta empatia che un parto richiede”; un patrimonio che, a detta delle mamme, “fa parte integrante della qualità del servizio e viene perduta nei grandi contesti”.

Il sindaco

“Sono anche queste mamme, assieme con le famiglie, a darci ulteriore forza per lavorare insieme, per i diritti del nostro territorio e dei nostri concittadini - ha sottolineato il sindaco Davide Ranalli -. La riorganizzazione dell'ospedale di Lugo è una tematica di prioritaria importanza e l'amministrazione comunale è in prima fila per monitorare costantemente l'evolversi della situazione, partendo proprio dalle istanze che ci vengono presentate dai cittadini. Voglio farmi portavoce delle preoccupazioni di queste mamme nei tavoli del dibattito. Siamo tutti cittadini di Lugo e vogliamo tutti che il nostro ospedale continui a essere un'eccellenza riconosciuta in ambito sanitario.

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Il Pd

Anche il gruppo del Partito Democrato di Lugo ha chiesto al sindaco, attraverso un’interpellanza, un aggiornamento sulla situazione attuale e su quella futura del Punto nascita dell'ospedale di Lugo, che in base alla normativa è considerato uno “spoke” (dall'inglese tradotto in “raggio”, cioè un servizio di rete, mentre un “Hub”, tradotto in “mozzo”, è un servizio centrale) in quanto esegue un numero di parti tra i 500 ed i1000 all'anno. “Questo numero sta drasticamente calando e vogliamo comprendere le ragioni di questa tendenza, che determina incertezze delle gestanti verso un reparto che assicura invece prestazioni eccellenti”, ha dichiarato Marta Garuffi, Capogruppo Pd in Consiglio Comunale, autrice dell'interpellanza. La Regione Emilia-Romagna è stata la capofila di una sperimentazione sulla riorganizzazione sanitaria dei Punti nascita, che classifica le pazienti fin dall'inizio in “basso rischio” e perciò assistite con sicurezza nel parto da strutture come quella di Lugo. Mentre altre destinazioni, come la struttura di Ravenna, sono previste, sempre all'inizio, in presenza di condizioni particolari oppure a fronte di complessità insorte in seguito, dove siano richieste competenze multidisciplinari. “Poiché il decreto Balduzzi e un accordo Stato – Regioni prevedono che se i parti vanno sotto i 500 l'anno il Punto nascita, come quello di Lugo, cessi la sua attività, riteniamo essenziale – continua Marta Garuffi - un confronto per rendere il servizio migliore ed appropriato, dare fiducia alle pazienti e, in stretta relazione con le strutture preposte ai casi complessi, rispondere alle esigenze del nostro territorio”. “Se non si lavorerà tutti assieme, coivolgendo il sindaco – come previsto nell'interpellanza - i dirigenti dell’azienda, gli operatori dell'ospedale e i cittadini, non saremo in grado di dare una risposta efficace – ha dichiarato Maurizio Montanari, segretario del Pd di Lugo – perchè lo scopo deve essere certo quello di una riorganizzazione del sistema sanitario e dei Punti nascita in particolare, ma i servizi producono numeri ed esiti adeguati, se si qualificano con le esperienze fra le professioni, le consulenze fra le strutture e la
conseguente fiducia dei pazienti”.

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