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Lutto nel mondo del ciclismo: un improvviso malore stronca l'ex campionessa del mondo Monica Bandini

Si è spenta all'età di 56 anni l'ex campionessa del mondo Monica Bandini. Il dramma si è consumato lunedì a Villagrappa di Forlì

Un improvviso malore, mentre si trovava nel terreno di famiglia. Si è spenta all'età di 56 anni l'ex campionessa del mondo Monica Bandini. Il dramma si è consumato lunedì a Villagrappa di Forlì. Nata a Faenza il 16 novembre del 1964, è stata tra le grandi protagoniste del movimento ciclistico femminile. Con la maglia azzurra ha conquistato un bronzo nel 1987 a Villach, un oro l'anno successo a Renaix e l'argento nel 1989 a Chambery nella cronometro a squadre con Roberta Bonanomi, Francesca Galli e Maria Canins. Nel 1998 ha fatto sua il Giro del Trentino.

Chiusa la parantesi agonistica, Bandini si è dedicata alle grand fondo, dominando per quattro volte la Nove Colli. Lunedì un improvviso malore se l'è portata via. "Per chi come me è cresciuto col ciclismo nel cuore, eri semplicemente "la Bandini" - esordisce nel suo messaggio di cordoglio il parlamentare forlivese Marco Di Maio -. Sei stata un punto di riferimento, un esempio di dedizione, forza di volontà e umiltà, nonostante i grandi risultati che hai saputo raggiungere rendendo orgogliosi tutti gli sportivi romagnoli".

"La ricorderemo sempre, una sportiva e una stella per il ciclismo femminile italiano - sono le parole di cordoglio del presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini -. Una campionessa che ben sapeva come alle ‘volate’ si arriva solo dopo tanta fatica e allenamento. Una persona profondamente legata alla sua terra, alla Romagna, dove aveva scelto di lavorare e dove continuava a pedalare, anche dopo aver lasciato le gare. Alla famiglia di Monica e ai suoi cari tutti le mie più profonde condoglianze e un sentito abbraccio".

“La notizia ci ha lasciati senza parole - sono le parole presidente del Comitato regionale Emilia Romagna, Alessandro Spada - L’avevo personalmente incontrata tante volte alla Granfondo Nove Colli dove è sempre stata una protagonista. Ha portato in alto il nome della nostra Regione, grazie al titolo iridato nel 1988 ma, ancora di più, è sempre stata un’interprete seria e discreta di questo sport, spinta da una grandissima passione, col suo capello biondo che la rendeva inconfondibile tra le altre. E’ stato veramente un durissimo colpo per chi, come me ha avuto modo di conoscerla e per quanti, durante la sua grandissima carriera o anche solo per una sgambata, hanno avuto modo di starle accanto. Il ciclismo romagnolo ed italiano tutto, perde una grandissima donna. Ai suoi famigliari le condoglianze di tutto il Comitato regionale".

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