Il Covid fa saltare anche la Maratona di Ravenna: ma c'è la 'staffetta alternativa'

E' stata ufficialmente cancellata la 22esima edizione della Maratona, e con lei naturalmente tutti gli eventi collaterali che ogni anno attirano in città migliaia di persone

Quando lo scorso maggio la Fidal (Federazione italiana di Atletica leggera) ha confermato l'edizione 2020 della Maratona di Ravenna città d'arte - programmata per l'8 prossimo - non si poteva certo immaginare che la situazione Covid, cinque mesi dopo, avrebbe costretto gli organizzatori a fare dietrofront. E' stata infatti ufficialmente cancellata la 22esima edizione della Maratona, e con lei naturalmente tutti gli eventi collaterali che ogni anno attirano in città migliaia di persone.

"Una notizia che non ci fa piacere dare - spiega il sindaco Michele de Pascale - Solo poche settimane fa si sono svolti regolarmente i mondiali di ciclismo a Riolo Terme e il Gran Premio del Mugello, e ad oggi le norme e le procedure consentirebbero ancora di svolgere anche la maratona, ma non sappiamo come sarà la situazione tra quindici giorni ed è doveroso fare tutte le valutazioni tenendo conto del trend epidemiologico, che al momento purtroppo è in continua crescita. Rispetto solo a qualche settimana fa le condizioni sono cambiate radicalmente, e per gli organizzatori, il Comune e la Regione che è stata a nostro fianco la salute pubblica viene al primo posto. So che alcuni ravennati saranno molto dispiaciuti, per Ravenna non svolgere la Maratona è un danno sociale ed economico molto importante, non è stata una scelta fatta a cuor leggero. Dobbiamo fare il possibile per sostenere l'economia, ma mettendo sempre al primo posto la salute. Invito tutti a non sottovalutare il pesante danno economico che questa scelta comporta per la città di Ravenna, in questo momento tanto delicato dobbiamo anteporre a tutto la salute e la sicurezza, ma in questo contesto purtroppo non esistono decisioni che non comportino in ogni caso conseguenze pesanti. Ringrazio di cuore gli organizzatori, che in questi mesi hanno fatto ogni sforzo possibile per svolgere l'evento in sicurezza e che hanno sempre anteposto la tutela della salute pubblica a qualsiasi altro interesse in campo, e il Presidente Bonaccini con cui in questi giorni difficili ci siamo confrontati più volte, per arrivare a questa sofferta decisione”.

Il primo cittadino invita però a non abbandonare l'attività motoria: "Uno dei drammi del lockdown è stato anche il blocco di tutte le attività motorie: invece la pratica sportiva è fondamentale per la salute, il messaggio che vogliamo mandare è quello di rispettare i distanziamenti ma di continuare le pratiche sportive individuali, altrimenti si rischiano altri danni per la salute".

"Ci abbiamo creduto fino in fondo, per noi è come correre una maratona e ritirarsi al 41esimo km - annuncia Stefano Righini, presidente di Ravenna Runners Club - Eravamo pronti e speravamo di essere la prima maratona del dopo lockdown, ma oggi ci siamo resi conto che la situazione non era più così serena come dovrebbe essere una gara di running che è sempre stata la festa della città".

Righini spiega agli iscritti: "Daremo l'opportunità di poter correre sia nel 2021 che nel 2022, scegliendo a quale edizione partecipare, e sarà possibile anche trasferire l'iscrizione a un amico. Abbiamo pensato anche a una soluzione simbolica: quest'anno non possono correre i runner, e allora facciamo correre tutti quelli che solitamente stanno dall'altra parte, associazioni di volontariato, enti, gruppi sportivi, associazioni, organizzazioni, istituzioni, musicisti, albergatori, ristoratori, onlus e sponsor. Faremo una staffetta dove ogni rappresentante potrà correre 1 km. Non avremmo mai voluto che questo accadesse, ma così diamo un segnale che non vogliamo fermarci. Rispettiamo il pensiero di chi sarà amareggiato e di chi sarà invece d'accordo con questa decisione".

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