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Lunedì, 29 Aprile 2024
Cronaca

La discussione in strada non fu reato, assolto il menestrello di via Diaz: "Sentenza che spazza via anni di esilio"

Il musicista di strada nel 2019 ebbe un alterco con un passante durante una sua esibizione nella strada del centro in cui era solito suonare, via Diaz appunto

"Il fatto non sussiste": è la sentenza di assoluzione arrivata ieri in Tribunale a Ravenna per Werther Bartoletti, conosciuto ai più come "il menestrello di via Diaz". Il musicista di strada nel 2019 ebbe un alterco con un passante durante una sua esibizione nella strada del centro in cui era solito suonare, via Diaz appunto. Bartoletti era stato denunciato con le accuse di violenza privata e minaccia aggravata nei confronti del passante, il cui figlio - a detta del menestrello - si era avvicinato troppo alla sua chitarra. La scena era stata ripresa da una negoziante e il video era poi diventato virale.

Il musicista, dopo varie diffide, aveva poi ricevuto un daspo urbano che lo aveva costretto ad allontanarsi da Ravenna per potersi esibire. Nel frattempo aveva indetto uno sciopero della fame e aveva raccolto 350 firme per chiedere di cambiare il regolamento comunale che non permetteva l'amplificazione della sua chitarra in via Diaz. Per l'episodio che lo ha portato nell'aula di tribunale, la procura aveva chiesto 5 mesi, mentre il legale del musicista Andrea Maestri l'assoluzione. E il giudice ha accolto la richiesta della difesa.

"Una formula che spazza via anni e anni di esilio, sofferenza, solitudine, gogna mediatica - commenta l'avvocato Maestri - Ebbe un alterco con un passante durante una sua esibizione in via Diaz, volarono parole grosse e ci fu una manata sulla spalla, ma nulla di penalmente rilevante. Qualcuno riprese la scena dell’alterco (ma non l’antefatto che lo aveva originato) e, invece di limitarsi - legittimamente - a mostrarlo alle forze dell’ordine (qualora ritenesse la sussistenza di possibili reati), lo pubblicò immediatamente sui social, compiendo una grave violazione della privacy e della reputazione altrui e scatenando una furia di insulti e minacce nei confronti dell’artista di strada irrequieto. Il processo e le tante testimonianze raccolte hanno chiarito che il menestrello avrà forse reagito sopra alle righe, in modo incivile, ma non ha commesso reati. E che nemmeno costituisca reato l’avere evocato nella sede della Municipale l’uso di un moschetto, che non è mai esistito, se non nel romanzo d’appendice di Dumas".

"Per anni il menestrello è stato letteralmente perseguitato dalle istituzioni, che gli hanno sospeso la licenza per esibirsi in strada, comminato il daspo urbano, applicato sanzioni amministrative, fatto denunce penali, applicato misure di prevenzione personale tuttora in essere - continua il legale - Dopo questa sentenza, tutti gli altri pezzi del puzzle dovranno essere rimessi a posto. Con pazienza ed equilibrio, ma ciò che è giusto e doveroso fare sarà fatto. A tutela della dignità di una persona che, in quasi totale solitudine, ha sofferto per anni il peso dello stigma e del pregiudizio. Ho comunicato il dispositivo della sentenza a Werther con un videomessaggio e ci siamo entrambi commossi. Lungo e faticoso è stato il percorso che ci ha portato qui, oggi".

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