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Sabato, 3 Dicembre 2022
Cronaca

Anche il Ministero 'boccia' il trasloco della Motorizzazione: "Si cerchi un locale adeguato a Ravenna"

Il capo dipartimento del Mims invita la Motorizzazione Civile "a non procedere al trasferimento della sede attuale della sezione di Ravenna alla sede di Cesena"

Arriva anche l'alt del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile sul trasferimento della sede della Motorizzazione Civile di Ravenna. Dopo il coro di proteste che si è sollevato in città, con la richiesta di rivedere la decisione da parte di prefetto, sindaco, politici, sindacati e associazioni, arriva anche l'intervento del Capo Dipartimento per la Mobilità Sostenibile del Mims, Mauro Bonaretti, che lunedì sera ha inviato una nota alla Direzione Generale Territoriale del Nord Est della Motorizzazione Civile chiedendo di sospendere il trasferimento e cercare una soluzione nel Ravennate.

"Si ritiene necessario rivedere la soluzione prospettata - afferma il funzionario del Ministero - vista la disponibilità dimostrata dal Prefetto e dal Sindaco di Ravenna a trovare una soluzione che limiti i disagi per l'utenza". Bonaretti, infatti, ritiene opportuno "procedere alla individuazione, nel Comune di Ravenna, di locali adibiti ad uso ufficio di dimensioni adeguate al personale in servizio e alle reali necessità attuali e di utilizzare, come stazione di controllo, un centro operativo privato dotato di idonea attrezzatura, sottoscrivendo apposita convenzione".

Una soluzione che viene ritenuta percorribile dal capo dipartimento "visto il limitato utilizzo della stazione di controllo (circa due sedute a settimana di operazioni tecniche) e anche in considerazione che soluzioni analoghe sono già state attuate per altri uffici periferici dell'Amministrazione con notevoli risparmi anche in termini sia di costi per il fitto passivo che per le manutenzioni". Il funzionario del Ministero inoltre chiede alla Direzione Territoriale della Motorizzazione di "non procedere al trasferimento della sede attuale della sezione di Ravenna alla sede di Cesena, a sospendere eventualmente i lavori di adeguamento di tale sede - e inoltre - a darne comunicazione agli organi istituzionali interessati".

Le scuole guida: "Mobilitazione a tutti i livelli"

Non mancano le dichiarazoni di soddisfazione per la scelta ministeriale, per esempio quella di Yuri Gentilini, segretario provinciale Unasca: “Sono davvero soddisfatto della decisione ministeriale di bloccare il trasferimento della Motorizzazione di Ravenna a Cesena, e ho già avuto modo di registrare la stessa soddisfazione da parte del sindaco De Pascale – ha detto Yuri Gentilini, segretario provinciale Unasca e presidente di Au.Ra. Autoscuole Ravenna -. La cosa più importante, in questa vicenda, è che ci sia stata una mobilitazione a tutti i livelli, dal Prefetto alla politica, dal sindacato alle associazioni come la nostra. Il fatto che il Ministero abbia bloccato l’iter è già importantissimo: ci speravamo, ma non certo in tempi così rapidi. Ora staremo a vedere gli sviluppi della vicenda: ma già così si è concretizzato un esempio virtuoso di come, lavorando assieme – condividendo i problemi, e con l’ottica sempre puntata sugli interessi dell’utente finale – sia più facile ottenere risultati”.

Cozza (CISL FP): "Risultato positivo frutto di un ottimo lavoro sinergico"

"Apprendiamo con sollievo che il Ministero ha rivisto la sua decisione riguardo la Motorizzazione di Ravenna. E' stata infatti scongiurata ogni decisione di trasferire la Motorizzazione che resterà a Ravenna. Come CISL FP Romagna per primi abbiamo denunciato la decisione di spostamento dei 21 dipendenti ravennati a Cesena e ora non possiamo che accogliere positivamente le notizie di oggi (martedì, ndr), augurandoci che non ci saranno ulteriori cambiamenti - dichiara il segretario generale dela CISL FP Mario Giovanni Cozza - Crediamo che questo risultato positivo sia il frutto di un ottimo lavoro sinergico tra tutti gli attori istituzionali coinvolti. Apprezziamo gli interventi tempestivi e la presa di posizione forte del Sindaco De Pascale e del Prefetto Castrese De Rosa alle nostre richieste che ora permettono di aprire una discussione per trovare una soluzione comune, che per noi rimane quella di garantire il mantenimento del presidio pubblico a Ravenna".

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