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La lupa Ginevra

La lupa Ginevra

Nel Parco del Delta spunta la lupa Ginevra: "Avvistamenti sempre più frequenti in Appennino"

È stato anche possibile verificare che la lupa è in contatto con almeno un altro esemplare, maschio

Recentemente nella parte di Parco del Delta che si estende a sud di Ravenna è stata riscontrata la presenza di un lupo. Si tratta di “Ginevra”, giovane lupa investita nelle Marche, recuperata dal Centro recupero animali selvatici Marche, affidata al Centro di Recupero della fauna selvatica di Monte Adone (Sasso Marconi - Bologna) e liberata nella sua zona di origine sull’Appennino marchigiano dopo essere stata dotata di radiocollare. Tramite l’apparecchiatura è stato possibile seguire l’animale, che si è spostato autonomamente e da qualche tempo è arrivato nel ravennate. È stato anche possibile verificare che la lupa è in contatto con almeno un altro esemplare, maschio.

Tali presenze si inseriscono in un contesto che vede i lupi in fase di espansione in Italia. La specie risulta in espansione anche in Emilia-Romagna; l’Appennino Faentino è stabilmente abitato da ormai quasi 20 anni e le osservazioni, anche in aree pedecollinari, sono diventate sempre più frequenti. Per quanto riguarda il territorio del comune di Ravenna, le presenze sono state finora sporadiche, ma l’8 marzo 2019 una fototrappola, istallata per monitoraggio dal Reparto Carabinieri Biodiversità di Punta Marina in una delle pinete demaniali costiere dei Lidi Nord, rilevò con certezza per la prima volta la frequentazione del litorale da parte della specie. Attualmente è in corso un censimento nazionale del lupo coordinato dall’Istituto Superiore di Protezione e Ricerca Ambientale. Localmente, la Regione Emilia-Romagna, il Reparto Carabinieri Biodiversità di Punta Marina, l’Ente Parchi e Biodiversità-Delta del Po e il Comune di Ravenna collaborano ai rilievi, assieme ad alcuni volontari del WWF.

"In tale fase di nuovo “incontro” tra uomo e lupo, occorre ritrovare comportamenti che rendono la convivenza non solo possibile, ma più facile di quanto si potrebbe pensare - spiegano dalla Provincia - come positivamente verificato in questi anni nel nostro Appennino. Occorre innanzitutto considerare il lupo per quello che è: un animale selvatico, che tale deve rimanere. Semplicemente, una specie che fa naturalmente parte dell’ecosistema del nostro territorio e, come tale, da rispettare, con razionale distacco, evitando ogni interferenza, positiva o negativa. In altre parole, il lupo non va assolutamente avvicinato, alimentato, aiutato. Non ne ha bisogno. D’altro canto, non va molestato, allontanato, minacciato. Solo le condizioni naturali dell’ecosistema ci diranno se in questo territorio può o meno sopravvivere, in equilibrio con le aree naturali del Parco del Delta. Per evitare che il lupo trovi fonti di cibo “non naturali”, quindi, occorre non abbandonare mai resti di alimenti ed è molto importante ricoverare durante la notte tutti gli animali domestici (ovini, polli e altri avicoli, cani e gatti); l’attacco ad animali più grandi, come equini e bovini, è altamente improbabile. Si tratta di un predatore particolarmente schivo, che teme l’uomo. Se dovessero essere osservati esemplari stranamente confidenti, è opportuno segnalarlo immediatamente ai Carabinieri Forestali".

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