menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

"Salviamo il nostro parco e costruiamo la scuola da un'altra parte": la petizione dei cittadini

Contro l'opera si sono mobilitati i residenti della zona, che hanno lanciato una petizione per chiedere all’amministrazione comunale che l’ubicazione del polo scolastico sia individuata in altro luogo

I cittadini si mobilitano a difesa del parco del loro quartiere. Il Comune di Ravenna intende realizzare nel 2019 l’opera denominata “Nuovo Polo scolastico 0-6 in Via Talamone”, inserita, col finanziamento di un milione e mezzo di euro, nel piano triennale degli investimenti. L’area, di proprietà comunale, pari a 5.748 metri quadri e situata tra le vie Talamone, Nizza e del Vascello, confinante sul lato ovest con lotti edificati abitativi, è occupata dal parco verde alberato, denominato “di via Nizza”.

La petizione

Contro quest'opera si sono mobilitati i residenti della zona, che hanno lanciato una petizione per chiedere all’amministrazione comunale che l’ubicazione di tale polo sia individuata in altro luogo, cosicché il parco di via Nizza - dovutamente recintato, arredato, fornito di panchine e di giuochi per i bambini com’è stato nel passato e come non è oggi - sia fruito pienamente dalla popolazione dell’intero quartiere".

"Il progetto in questione, tuttora a livello della sola fattibilità tecnica economica, risale al 2010, quando era stato destinato alla costruzione di un nuovo asilo nido, allora necessario causa “l’aumentata richiesta di posti per una popolazione scolastica da 0-3 anni” - spiega Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna, che supporta la petizione dei cittadini - Ma la relazione stessa, redatta nel 2015, riconosce che ben presto, “a seguito del calo delle nascite e della popolazione scolastica”, questa esigenza è stata largamente superata. Ancor più lo è oggi, dato la progressiva maggiore crisi delle nascite avutasi in seguito. Ecco dunque che l’opera è stata trasformata nel suddetto “Polo 2 scolastico” che però, al di là del nome altisonante, conterrebbe appena due sezioni di nido (0-3 anni) e due sezioni di scuola dell’Infanzia (3-6 anni): e non perché ci sia bisogno di nuovi posti o di nuove strutture, bensì per “qualificare e razionalizzare” quelle esistenti, certamente non più di una, non si sa quale. Su ciò, il territorio interessato non è stato consultato e neppure informato. L’opera non appare comunque tanto urgente e indifferibile da sottrarne la scelta della collocazione a un democratico confronto con la popolazione del quartiere Nullo Baldini, parte integrante dell’area territoriale Centro Urbano di Ravenna e dell’Istituto scolastico Don Minzoni di via Cicognani. Nel frattempo, si chiede di sospenderne l’iter di realizzazione".

I problemi

"Nel parco di via Nizza si contano 60 rigogliosi alberi, alcuni alti oltre venti metri - continua il consigliere d'opposizione - La testimonianza di una famiglia residente in zona dal 1968 afferma che all’epoca esso conteneva degli alberi tuttora esistenti (alcuni settantenni), mentre un’altra famiglia, oltre a darne conferma, attesta che gli altri sono stati piantati nel 1974. Dunque un polmone verde, che offre respiro, vivibilità, ristoro e ricreazione insostituibili all’intero quartiere Nullo Baldini. Se non fosse intuitiva, l’inopportunità di cementificare il parco anche parzialmente (oltre la metà, dato che la superficie minima del lotto da edificare è per legge di 2.550 metri quadrati), è certificata dal Regolamento comunale del Verde; l’art. 5.2 poi, riferendosi all’abbattimento di alberi, dispone testualmente che “Gli abbattimenti realizzati direttamente dal Comune di Ravenna dovranno essere preventivamente valutati dagli uffici comunali preposti”. Nella relazione tecnica, il Regolamento comunale del Verde è inserito nell’elenco dei riferimenti di legge di cui “dovranno essere rispettate le indicazioni”. Ce lo si augura, rappresentando tuttavia, con stupore, come il progetto stesso sia giunto a uno stadio così avanzato da prevederne la realizzazione nel 2019 senza che il competente servizio Ambiente del Comune di Ravenna sia stato ancora chiamato dalla Giunta comunale a esprimersi circa la cementificazione del Verde pubblico in questione. Sul piano urbanistico, si ravvisa l’assoluta anomalia di un “Nuovo polo scolastico” costruito a pochi metri da abitazioni esistenti tutt’intorno laddove ovunque, anche a Ravenna, si evita da tempo, rispettando la prevalenza del principio di residenzialità, che in mezzo a degli agglomerati di case siano incastrati dei complessi scolastici che hanno proprie precipue caratteristiche, che abbisognano di ampi spazi propri e di cui non può essere esclusa a priori la necessità di un ampliamento futuro, anche a lungo termine, per sopravvenute nuove esigenze".

L’area urbana in cui è collocato il parco di via Nizza - classificata, appunto, dagli strumenti regolatori della pianificazione urbanistica comunale come “settore della città consolidata a destinazione prevalentemente residenziale” - "soffre già l’inquinamento da gas e da rumore prodotto dal traffico stradale della vicina circonvallazione mediana della città (via Allende) - spiega Ancisi - L’insediamento del polo scolastico in questione impatterebbe vieppiù sulla vita delle famiglie che risiedono nel breve e medio raggio intorno, giacché creerebbe un aumento consistente del traffico motorizzato, in particolare negli orari in cui i bambini vengono portati o ritirati da scuola. Oltretutto, la conformazione a dedalo delle strade interessate rallenta e complica la circolazione per quanti non ne abbiano pratica. Il parco è circondato dal quadrilatero delle vie Nizza, del Vascello, Tivoli e Talamone: su quest’ultime due grava, per l’angustia della carreggiata utile, un evidente problema di percorribilità, che di fatto costringe le auto ad una specie di “senso unico alternato”, al punto che non c'è visibilità alla loro intersezione. I marciapiedi sono stretti, senza rampe ed attraversamenti delineati, né vi sono piste ciclabili. Tutto ciò in una zona densamente battuta da anziani in bicicletta e da animali domestici, che sarebbero dunque sottoposti a maggior rischio di incidenti". 

"Il parco presenta una biodiversità singolare - spiega Roberto Romagnoli, residente e primo firmatario della petizione - con cinciallegre, merli, passerotti, gazze, rapaci e anche una tana di una famiglia di ricci. Dallo staff del sindaco, in merito alla nostra proposta di costruire sul già costruito, rispondono che l'area dell'ex scuola infermieri è di 2854 metri quadri e che non sono sufficienti; lo sono eccome invece, dal momento che il nuovo asilo coprirà una superficie di 2550 metri quadrati. Dicono poi che l'edificio dell'ex scuola infermieri è a due piani e non si presta a essere ristrutturato: per noi non va ristrutturato, ma ricostruito. Dicono che il lotto di via Talamone è sempre stato destinato a servizi per l'istruzione: ma chi ci abita da 50 anni sa che prima era adibito ad area verde (c'è anche la segnaletica di parco pubblico ancora presente). Infine dicono che ci saranno soltanto 80 utenti nel nuovo polo; e può anche essere vero, ma il progetto si basa su un'ipotesi di 140 bambini".

Le proposte alternative

I residenti hanno stilato tre alternative alla costruzione del polo nel parco di via Nizza. La principale riguarda l’area comunale di via Palestro: "Entro il medesimo quartiere Nullo Baldini, ad appena 150 metri in linea d’aria dal parco di via Nizza, ma più facilmente accessibile, esiste un’area pubblica comunale di 5.838 metri quadrati che comprende “Felici insieme”, scuola dell’Infanzia a tre sezioni per 75 posti bimbo, con un’area verde esterna ampia e con macrostrutture per giochi di movimento. Senza alcuna separazione giace nella medesima area, malamente abbandonata al degrado totale, un’ex scuola elementare, poi diventata scuola infermieri e perciò di proprietà dell’Ausl , abbattendo la quale qui potrebbe essere costruito il nuovo edificio scolastico che si vorrebbe edificare nel parco di via Nizza. 2.591 metri quadrati sono di proprietà del Comune, 3.247 dell’Ausl, la quale però appare lieta di disfarsi del rudere, tanto che, sul sito internet aziendale l’ha inserito tra gli immobili in vendita. A 20 metri lineari da “Felici insieme”, diviso da un vialetto pedonale, sorge il nido Sira a due sezioni. Sul lato nord, sono disponibili ad uso pubblico i parcheggi dell’immobile lasciato dalla Coop Alleanza, che erano usufruiti dal suo personale. Qui si potrebbe dunque generare il vero Polo scolastico del quartiere Nullo Baldini, ricavandone preziose sinergie e notevoli vantaggi di carattere economico, gestionale, organizzativo, educativo e didattico. Sull’opzione di via Palestro, i firmatari di questa petizione intendono spendersi allo stremo, con decisione e cognizione di causa, effettuando approfondimenti e svolgendo ulteriori iniziative volte a sensibilizzare l’opinione pubblica e a raccoglierne il più ampio consenso".

Altre due alternative riguardano le aree comunali tra via Cicognani e via Cavina: "Le due aree sono a breve distanza dal quartiere Nullo Baldini, essendo collocate nella zona a nord della via Faentina stessa con cui esso confina - spiega Ancisi - In netto subordine, pare utilizzabile l’area verde comunale tra la via Cicognani, a lato della scuola secondaria di primo grado Don Minzoni, e la via Cavina, a nord del parco Callegari che, essendo dotata di pochissime alberature, eviterebbe di doverne abbattere. Essendo molto vasta, all’incirca 8.000 metri quadrati, potrebbe esserne mantenuta l’area cani. In una prospettiva di lungo termine, benché ora non ipotizzabile, rimarrebbe anche lo spazio sufficiente per ampliare la Don Minzoni. L’ingresso sarebbe su via Cicognani. Altrettanto in subordine, non esistono controindicazioni apparenti a costruire il “Nuovo polo scolastico” nell’area comunale di 3.275 metri quadrati situata tra le vie Cicognani, Dradi e Cavina, ora sostanzialmente un grande prato, che la pianificazione urbanistica comunale destina a spazio edificabile per la pubblica amministrazione, in particolare a nuova sede della Circoscrizione di decentramento comunale storicamente ubicata tra le vie Maggiore e Landoni. Con la legge n. 42 del 26 marzo 2010, le circoscrizioni di decentramento comunale sono state abolite in tutti i Comuni aventi meno di 250.000 abitanti, Per questa ragione, a Ravenna non se ne parla neanche più, essendo sufficiente la sede di via Maggiore ad ospitare gli uffici comunali decentrati e l’annesso consiglio territoriale Centro Urbano, mero strumento consultivo dell’amministrazione, privo di compiti amministrativi, per il quale è addirittura vietato dalla legge impiegare risorse finanziarie aggiuntive. Sembra logico e compatibile coi problemi di viabilità, che l’ingresso del polo scolastico sia su via Dradi. Le due aree sono a breve distanza dal quartiere Nullo Baldini, essendo situate nella zona a nord della stessa via Faentina con cui esso confina. Non sono pienamente congeniali ai sottoscrittori di questa petizione, perciò subordinate all’opzione di via Palestro, perché consumano territorio urbano vergine, oltretutto in una città tra le più cementificate d’Italia. Sono comunque preferibili alla demolizione, anche parziale, ma non irrilevante, del parco di via Nizza, in quanto non si abbatterebbero alberi; il costruendo “Polo scolastico dell’Infanzia” non confliggerebbe con alcun agglomerato residenziale, tanto meno soffocandolo; le due aree sono di fronte o a fianco della scuola Don Minzoni, sede dell’Istituto comprensivo di cui entrambe sono parte: il “Nuovo polo scolastico” ne riceverebbe evidenti benefici sinergici; il traffico è già parzialmente regolato negli orari di entrata ed uscita della popolazione scolastica; il verde sottratto sarebbe una parte minima della vastissima dotazione esistente in zona, che, oltre alle aree stesse sunnominate, comprende il Parco Callegari e un altro parco alberato a nord di via Dradi, confinante anch’esso con la via Cavina, al di là della quale si espande il grandissimo parco urbano attrezzato cosiddetto “di via Zalamella”".

"Non tocca ai firmatari della petizione trovare rimedio migliore - conclude il consigliere di Lista per Ravenna - Non si risponde a una difficoltà con un delitto ambientale, quale sarebbe la cementificazione del parco di via Nizza. Si sa che il milione e mezzo di euro destinato alla costruzione del “Nuovo polo scolastico” gode di un finanziamento regionale di 928mila euro. Si valuti, tra due enti pubblici così vicini e consonanti, come superare eventuali problemi di carattere contabile utili a non perdere questi soldi, che comunque resterebbero pubblici. Altrimenti spiace osservare che, valendo la salute e il benessere dei cittadini molto più di questi denari, e considerando che l’interesse pubblico del progetto in cantiere è tutt’altro che urgente e indifferibile, è meglio lasciare le cose come stanno piuttosto che, per la fretta, a causa di una scelta politica non dovutamente meditata, si compia un danno pubblico grave e irrimediabile. Speriamo non sia necessario, ma a mali estremi si potrebbe anche ipotizzare un eventuale ricorso al Tar".

Quanti volessero firmare la petizione o anche avere un modulo possono rivolgersi all’ufficio del gruppo consiliare di Lista per Ravenna, presso la residenza municipale di Piazza del Popolo, sia di persona, che per telefono (05444822225) o via mail (grulistara@comune.ra.it) o nei seguenti punti: Bar Pontino Via Santucci 46, Edicola Semprini Rossella Via Santucci (di fronte al civico 52), House Style Via Antonio Cesari 82/A, Stazione di servizio Q8 Via Faentina 110, Da 0 a 4 Zampe Via Faentina 87, Una Bottega nel Borgo Via Maggiore 149, Cipriani jeanseria Piazza Francesco Baracca 1, Ristorante Amaranto Via Mura di San Vitale 10, Salara Venti4 Via Cavour 102, Parrocchia del SS. Redentore - Negli orari delle Messe di sabato e domenica Via Enrico Fermi 10.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

RavennaToday è in caricamento