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Piano di razionalizzazione della Polizia stradale, Asaps: "Misure poco razionali"

Biserni: "Fra chiusure e accorpamenti ed elevazioni emerge chiara la filosofia di potenziare la presenza della Polizia stradale sulla sola rete autostradale"

"L’organico della Polizia Stradale previsto è di 13.354 unità. Langue da circa 15 anni e ora è di 10.693 unità, quindi ne mancano 2.661: -20%. Per altro la media dell’età del personale attuale sfiora i 47/48 anni e in diversi reparti supera i 50 ann". La "razionalizzazione" programmata dal Ministero dell’Interno prevede un graduale incremento del personale per arrivare a un organico di 12.986, e comunque rimangono sempre 368 operatori in meno. Ma mentre il ripianamento sarà effettuato “gradualmente”, forse molto meno gradualmente scatteranno le chiusure di altri distaccamenti". Giordano Biserni, presidente di Asaps (associazione sostenitori amici polizia stradale) interviene sulla razionalizzazione della Polizia stradale che porterà alla chiusura, tra gli altri, del distaccamento di Lugo.

"Dal documento diffuso si apprende che è programmata la soppressione di diversi distaccamenti, tutti posizionati sulle strade extraurbane, statali e provinciali, quelle col maggior numero di incidenti mortali - continua Biserni - In sostanza alla fine della “razionalizzazione” i distaccamenti però passano da 166 a 142 e sono ben 24 in meno. Forse perché diversi li hanno già chiusi. Per altro con una presentazione per lo meno confusa nelle tabelle, là dove si parla di "elevazione" di alcuni reparti, è prevista la chiusura di altri distaccamenti di quel territorio. Si può osservare che fra chiusure e accorpamenti ed elevazioni emerge chiara la filosofia di potenziare la presenza della Polizia stradale sulla sola rete autostradale, sganciandosi gradualmente dalla rete ordinaria delle strade extraurbane costituita dalle Statali e Provinciali. Guarda caso proprio quelle strade che hanno il maggior tasso di mortalità e sono le più rischiose in assoluto. Nelle autostrade si sono contati 296 morti nel 2017 e 327 nel 2018 (con le 43 vittime del viadotto Morandi di Genova), sono stati invece 1.615 i morti nel 2017 e 1.596 nel 2018 sulle strade extraurbane, e 1.467 nel 2017 e 1.402 nel 2018 sulle strade urbane (incluse le provinciali, Statali e Regionali entro l’abitato). Ci si domanda allora chi effettuerà la vigilanza stradale anche di notte sulle extraurbane quelle con la percentuale più alta di vittime: 48%. I soli Carabinieri che sono oberati di mille altre incombenze soprattutto per il contrasto al crimine? Le Polizie locali per le quali si attende da tempo una necessaria riforma e una estensione delle tutele e garanzie di cui godono le polizie dello Stato? Questa logica pare che vada nella direzione di un assetto dedicato con molta prevalenza alla rete Autostradale. Che va bene, ma non può essere realizzato con la diminuzione della presenza di pattuglie sulle strade extraurbane. Per l’andamento della sinistrosità sulle strade saranno i dati - che anche Asaps raccoglie con i suoi osservatori - a parlare".

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