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Cronaca

Precipita nel cantiere e muore a 52 anni, Ravenna in Comune: "Il 15% dei morti sul lavoro lavora nell'edilizia"

"Sarebbe opportuno che il sindaco ascoltasse la richiesta di Ravenna in Comune di spostare in Comune l’Osservatorio sulla legalità e la sicurezza del lavoro"

Si è saputo solo domenica, nonostante la morte sia avvenuta venerdì: un lavoratore è precipitato da una impalcatura in un cantiere in via Grado a Ravenna perdendo la vita. "Avevamo già dato notizia di altri ferimenti da lavoro, sia intossicati che per caduta sul lavoro, ma non ancora di morti quest’anno - fanno notare da Ravenna in Comune - Cominciamo con il primo il 4 febbraio. Lo scorso anno l’Inail ha ricevuto 555.236 denunce di infortunio, di cui 1.221 con esito mortale. L’Inail, va ricordato, non riesce a registrare tutte le morti e gli infortuni in Italia. Secondo l’Osservatorio indipendente delle morti sul lavoro, i decessi lo scorso anno sono stati 1.404. Per quest’anno ne ha già contati 111: di questi 54 hanno perso la vita sui luoghi di lavoro, i rimanenti sulle strade e in itinere. E poi ci sono le situazioni che nessuno è in grado di controllare, naturalmente, perché occultate. La nostra Regione, stando ai dati ufficiali, è quella che è cresciuta maggiormente quanto a infortuni rispetto all’anno precedente: 74.066 infortuni che significano un aumento di quasi il 10% sul 2020 (9,22%)".

"Del primo lavoratore rimasto ucciso quest’anno a Ravenna mentre lavorava non sappiamo molto - continuano - Solo l’età, 52 anni, il nome, Vasile Burcut, e la nazionalità, rumena. Sappiamo anche che l’edilizia lo scorso anno ha avuto il 15% dei morti complessivi, la maggioranza provocata da cadute dall’alto. Dunque, il lavoratore morto venerdì era impegnato in un’attività ad elevatissimo rischio morte. Non dubitiamo che avremo notizia delle condoglianze formulate dal sindaco. Sarebbe opportuno che il sindaco ascoltasse la richiesta di Ravenna in Comune di spostare in Comune l’Osservatorio sulla legalità e la sicurezza del lavoro. In Prefettura, dove è stato relegato, non si sa nemmeno se venga convocato. Sarebbe indispensabile che producesse informazioni per chi è chiamato ai controlli, per indirizzarli dove serve. Nei cantieri, innanzi tutto. Ci domandavamo qualche giorno fa: "Per quanto tempo ancora chi siede in Consiglio Comunale, Coraggiosa compresa, continuerà a girarsi dall’altra parte?". L’urgenza di una risposta, da venerdì, è ancora più pressante".

Anche Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil e le confederazioni territoriali di Cgil, Cisl e Uil commentano la tragica notizia: “Già nei mesi scorsi – commentano i sindacati – abbiamo più volte sollevato pubblicamente il problema della sicurezza in un settore sempre più sotto pressione e con ritmi di lavoro che mal si conciliano con la tutela della salute dei lavoratori. In questo momento di grande dolore, il nostro pensiero va ai familiari di Vasile Burcut, l’ennesima vittima di una strage senza fine sul lavoro e nei cantieri edili. Non ci esprimiamo sulle dinamiche dell’incidente. Sarà la magistratura a fare chiarezza e a individuare eventuali responsabilità. Non possiamo, però, tacere il fatto che per 48 ore nessuno sia stato informato, nemmeno le organizzazioni sindacali a differenza di quanto qualcuno sostiene, di ciò che è avvenuto nel cantiere in via Carso. Il rischio che la morte di un lavoratore potesse passare inosservata è un ulteriore campanello di allarme per un comparto in cui, anche a causa della corsa agli interventi per effetto delle agevolazioni legate al bonus del 110%, le soglie di sicurezza si stanno pericolosamente abbassando”. 

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