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Ravenna Festival: a Cristina Mazzavillani Muti la presidenza onoraria

La "madrina" del Festival rassicura il pubblico ravennate: "rimarrò vigile e innamorata". Poi scherza: "Non provate a sostituirmi, perché sono insostituibile"

Ravenna Festival 2020 si presenta. Il programma della XXXI edizione, che vanta anche quest'anno nomi eccellenti del panorama musicale e teatrale italiano e internazionale, viene però in parte oscurato da due assenze pesanti: quella dello scomparso Mario Salvagiani e quella di Cristina Mazzavillani Muti che lascia la presidenza del Festival.

Parte proprio da qui, cioè dal saluto a Salvagiani e dal ritiro di Cristina Muti, il nuovo Ravenna Festival. Si potrebbe pensare a una partenza tragica, ma a sdrammatizzare tutto è proprio la madrina e creatrice del Festival: "Non succederà niente - rassicura Cristina Mazzavillani Muti - In questi anni non ho lavorato da sola, anche perchè non è possibile gestire tutto un festival da soli. Tutti insieme abbiamo fatto il Festival. Perciò non sostituitemi... anche perché sono insostituibile".
Qui arriva anche la prima notizia e cioè che, per il momento, non si aggiungerà alcun nuove membro alla direzione del Festival, proprio perché un nuovo elemento potrebbe causare un disorientamento o un cambiamento di stile.

Scherza con il pubblico del Palazzo dei Congressi di Ravenna, la regista e anima di Ravenna Festival, poi tranquilizza tutti affermando che rimarrà un'amica e sostenitrice della macchina del Festival. "Non siate tristi - aggiunge - non pensate che oggi finisca qualcosa. Il Festival va avanti lo stesso". E conclude, prima di una lunga standing ovation: "Ci sono e ci sarò, vigile e innamorata".

A dare un segnale di continuità interviene poi il sindaco Michele De Pascale: "Non è iimportante solo ciò che una persona ha fatto, ma anche ciò che ha preparato. A Ravenna abbiamo cresciuto grandi personalità per il futuro del Festival". E poi rivolgendosi direttamente a Cristina Muti: "ti chiediamo però qualcosa di più di un sostegno. Ti vogliamo come Presidente onoraria di Ravenna Festival", specificando con un sorriso che si tratta di un incarico a vita.

Sempre dal sindaco arriva anche la proposta di dedicare una targa per lo scomparso Mario Salvagiani e di sviluppare un momento speciale per questa intitolazione.

Il nuovo Festival: uno sguardo all'Oriente

Si passa poi a presentare il nuovo Ravenna Festival che, riparte con un viaggio alla scoperta dell'Oriente: un'Oriente non più da favola, ma quello di un popolo massacrato e costretto alla diaspora che sarà ricordato nel concerto diretto da Riccardo Muti: Le vie dell’Amicizia - che già nel 2004 aveva raggiunto il Teatro Romano di Bosra in Siria, tra Damasco e Aleppo. Un concerto che quest’anno sarà “Per la Siria” e dedicato specialmente a Hevrin Khalaf, la trentacinquenne segretaria generale del Partito del Futuro siriano, attivista per i diritti delle donne e in prima linea per il riconoscimento dell’identità del popolo curdo e per un dialogo pacifico fra curdi, cristiani e arabi, è stata barbaramente uccisa lo scorso ottobre in un agguato sulla strada tra Ras al-Ayn e Qamishli, nel nord-est della Siria. 

Una Trilogia rinnovata e dedicata a Dante

Un'importante novità riguarda poi la Trilogia d'Autunno 2020, vera e propria conclusione del programma di Ravenna Festival e che prenderà vita dal 6 al 15 novembre. Tema della nuova Trilogia, che non vedrà più la regia di Cristina Muti, è "Progetto Dante: il divino, l'umano e il diabolico". A rappresentare il diabolico sarà il Faust di Gounod, mentre l'umano sarà messo in scena con il Don Giovanni di Mozart. La novità principale è caratterizzata invece dal lato "divino" della Trilogia che presenta uno spettacolo creato per il Festival da Sergei Polunin, un ballerino e attore ucraino che aprirà la Trilogia con uno spettacolo di musica e danza.

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