Cronaca

Replica shock alla donna incinta, il titolare: "Ero stanco, ma le scuse erano già in programma"

"Stanco, con la tensione del lavoro ancora addosso, mortificato e arrabbiato da cosa stava accadendo, rispondo alla medesima e purtroppo non mi spiego come volevo; avrei sicuramente fatto meglio ad evitare"

Sta facendo molto discutere il caso denunciato da Elisabetta, 35enne in gravidanza di Fusignano, che ha spiegato di essere stata respinta insieme al marito da un locale di Milano Marittima, dopo aver tentato di prenotare una settimana prima, in quanto era già tutto prenotato, per poi vedersi ricevere una replica alla sua recensione negativa in cui il titolare scriveva "Non voglio dire che eravate brutti come pochi, ma le regole da noi sono queste. Il tavolo ha un prezzo. L'analcolico lo bevi in piedi".

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A poche ore dalla pubblicazione del caso su RavennaToday, arriva la replica del titolare dello stabilimento balneare. "Prima di tutto la signora in compagnia del marito è stata accolta regolarmente in spiaggia la stessa mattina, questo per smentire le false idee che noi non siamo interessati alle donne in stato di gravidanza in quanto non attraenti per il nostro pubblico. Noi da sempre siamo stati attenti a tutte le donne e non solo a quelle coinvolte in quella situazione così bella come lo stato di gravidanza. Arrivati all'ora dell'aperitivo, io stavo all'ingresso per evitare che entrassero famosi gruppi di ragazzini che nelle ultime settimane stanno invadendo Milano Marittima creando situazioni spiacevoli. La signora chiede ripetutamente di sedersi ad un tavolo specifico che purtroppo era prenotato. Per inciso noi prendiamo prenotazioni durante il weekend (spiaggia, pranzo ed aperitivo) solo in loco, questo per garantire il servizio innanzitutto ai nostri clienti in spiaggia e per avere un controllo maggiore sugli avventori a noi sconosciuti. Però le prendiamo "in loco", quindi alle 17.00 quel tavolo l'avevano prenotato qui alla mattina, ma lei voleva andare proprio lì. Quando le abbiamo offerto un altra sistemazione libera, la sua risposta è stata "No, io voglio andare lì". A quel punto il cameriere mi ha interpellato e io gli ho risposto che se non accettava il tavolo libero voleva dire che aveva intenzione di stare in piedi. Voglio anche precisare che vista la "vicinanza" in cui mi son trovato nel momento della sua rimostranza, non mi sono assolutamente accorto che era incinta, anche perché quando mi rivolgo a una signora assieme a suo marito la guardo negli occhi e in nessun altro posto. La risposta comunque sarebbe stata la medesima, perché un tavolo le era stato offerto e quello preteso era impegnato. Il giorno dopo arrivato a casa a mezzanotte circa leggo la sua recensione su Google e tutte le recensioni orrende che arrivavano di conseguenza. Stanco, con la tensione del lavoro ancora addosso, mortificato e arrabbiato da cosa stava accadendo, rispondo alla medesima e purtroppo non mi spiego come volevo; avrei sicuramente fatto meglio ad evitare, il senso della mia risposta non voleva essere quello, ma è andata così".

Una versione ben diversa da quella riportata dalla coppia. Ma il titolare va avanti replicando più in generale alle varie recensioni negative al suo locale che si possono trovare su Google o su Tripadvisor: "Adesso però veniamo a quello che sta succedendo grazie a questo genere di persone. Io provengo da una famiglia che non mi ha messo a disposizione aziende da milioni e quel poco che ho me lo sono sudato con notti insonni, giorni di preoccupazioni e tutto quello che prova un piccolo imprenditore che rischia e dà lavoro a più di trenta dipendenti per tutto l'anno. Adesso si aggiungono i "recensori" di qualsiasi social, che dopo una giornata faticosa di tensioni per fare il meglio per i tuoi clienti la sera, quando torni a casa, ti fanno trovare in internet le più grandi cattiverie, gli "sputtanamenti" programmati, considerandoti nella migliore delle ipotesi un ladro, un incapace, un evasore, una persona da odiare. Oltre a questo in questo momento particolare si aggiungono i famosi gruppi di 30/35 ragazzi (molesti) che, una volta respinti, anche loro davanti al computer in un attimo "sputtanano" tutto quello che hai fatto bene in anni di sacrifici, pensieri e tante preoccupazioni. Ho visto il profilo medio degli hater che mi hanno infamato: non voglio esprimere qui un giudizio, ma consiglierei anche a loro di non farlo e, come si faceva una volta prima dell'avvento di internet, esprimersi su una persona solo dopo averla almeno conosciuta".

Infine, l'imprenditore risponde alla richiesta di scuse da parte della coppia di Fusignano: "Per quanto riguarda le scuse sono già in programma, ma volevo attendere un po' di giorni per fare in maniera che Elisabetta avesse avuto tutto il tempo per mettere in moto e sviluppare tutta la sua rabbia, aiutata anche dall'odio dei suoi "amici", in quanto non volevo passare per ipocrita e scusarmi subito solo per evitare le brutte recensioni di cui non mi interessa niente, ma farle sinceramente una volta passato tutto".

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