Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Si sposta in piazza Kennedy la manifestazione ambientalista contro l’impianto di stoccaggio

"Stoccare la CO2 nei fondali marini non è la soluzione, ma un aggravamento del problema. Non ci salverà dal cambiamento climatico"

In ottemperanza all’ordinanza del Sindaco del 3 maggio, si sposta in Piazza Kennedy, anziché in Piazza del Popolo, la manifestazione del Coordinamento ravennate della campagna “Per il Clima – Fuori dal Fossile” insieme ad altre realtà del mondo ambientalista, in programma mercoledì alle 17. La manifestazione ambientalista si rivolge a "tutte le cittadine e i cittadini che vogliono pronunciarsi per una reale transizione ecologica, a partire dal rifiuto dell’impianto di stoccaggio di anidride carbonica (Ccs), che Eni vorrebbe costruire a Ravenna, con il beneplacito di gran parte del mondo politico, imprenditoriale e sindacale". 

"La tecnica dello stoccaggio della CO2 nei fondali marini è una tecnica troppo recente per poterla definire poco rischiosa - affermano gli ambientalisti -, ed è talmente invasiva da non lasciare dubbi sul forte impatto che genera sull’ambiente. Inoltre è costosissima e prevede lo spreco di miliardi che potrebbero essere utilizzati per  avviare a realizzazione tanti progetti, che già esistono, finalizzati a un deciso passaggio alle energie rinnovabili. E soprattutto, il ricorso allo stoccaggio dell’anidride carbonica rinvia sine die l’avvio di tali progetti infinitamente più sostenibili, perché non avrebbe senso investire nella costruzione dell’impianto e poi dismetterlo dopo pochi anni d’uso".

"Stoccare la CO2 nei fondali marini non è la soluzione, ma un aggravamento del problema. Non sarà certo lo stoccaggio della CO2 a salvarci dal cambiamento climatico e dalle sue drammatiche conseguenze, che già stiamo sperimentando e che tenderanno a peggiorare nei prossimi anni - continuano gli organizzatori della manifestazione -. Ci mobilitiamo perché a Ravenna e nel suo territorio la popolazione sia realmente informata del fatto che lo stoccaggio di CO2 non è affatto, come Eni i suoi sostenitori vorrebbero far sembrare, una metodica che abbatte le emissioni (né di anidride carbonica nè altre), ma un modo per perpetuare uno stato di cose non più accettabile. E chiediamo a tutte e tutti di esercitare ogni tipo di pressione sul mondo politico, sindacale, associativo e imprenditoriale perché si schieri dalla parte giusta".

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