Minichini (LpRa): "Festa dei ranocchi a Lido di Dante, non più degli alberi"

Il cittadino deve poter esercitare il proprio diritto, inalienabile, quello di avvicinarsi ed essere a contatto con la natura con spirito aperto, libero, sano.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

"Molto bene, anche quest'anno, la festa degli alberi. Risale al 1898, come ci ricorda il sito internet della Forestale, per iniziativa dallo statista Guido Baccelli quando ricopriva la carica di Ministro della Pubblica Istruzione. L'assessore comunale all'Ambiente ci fa sapere che: "Seimila bambini, di 65 scuole materne ed elementari del territorio comunale, andranno a conoscere le pinete e altre zone naturali, con la tradizionale piantumazione di nuovi alberi e i laboratori all'aperto. La difesa e la scoperta di una biodiversità preziosa e unica che dal verde naturale si estende alle zone verdi urbane, l'approfondimento della conoscenza del territorio come base culturale di cittadinanza e sapere, il benessere che può regalare la frequentazione delle aree naturali e degli spazi verdi di Ravenna sono solo alcuni degli elementi che, in particolare l'edizione 2016, vuole mettere in evidenza".

Far comprendere ai bambini l'importanza degli alberi è fondamentale. Per condurli in visita alla pineta serve però un "cicerone" che non sia mosso solo da interessi politici, non fosse altro perché ogni finalità educativa al riguardo non può evitare i luoghi dove una volta c'erano alberi e ora non ci sono più, o dove giacciono rinsecchiti sul posto, e non a causa dell'incendio del 2012. Serve il senso di responsabilità di dire al bambino che, se persistono incuria, negligenza e mancata tutela della cosa pubblica, ai suoi figli non potrà mostrare l'albero che aveva piantato. Ugualmente, per la spiaggia bisogna avere il coraggio di dire: "Qui una volta nidificava il famoso 'fratino' ". Una volta, perché di questo passo il simpatico volatile, non potendo nidificare nelle secche radici dei pini, rischierà perfino l'estinzione della specie. Potremmo trovare in questi luoghi, nella migliore delle ipotesi, gli abitanti degli stagni, ossia i ranocchi, considerato come sta diventando la pineta Ramazzotti, che, assieme quel che resta della spiaggia, fa parte della Riserva naturale di Lido di Dante e del Parco del Delta del Po.

L'eloquenza delle foto non assolve nessuno che ha competenza sulla tutela degli ambienti naturali, da Roma, a Bologna, a Ravenna, a Comacchio (sede del Parco). La pineta è in uno stato di totale abbandono, altro che rigenerazione. L'invasione di acqua salmastra ha già distrutto la prima fascia di pini marittimi e delle tamerici, che un tempo furono messi a dimora per proteggere le alberature interne dal vento salmastro. La stessa fine sta facendo la seconda fascia, poiché l'ingressione marina ha trasportato anche la sabbia all'interno della pineta, al punto che si sta formando una spiaggia parallela.

In compenso spiaggia e pineta sono ancora inibite alla frequentazione. Basta con i divieti. Il cittadino deve poter esercitare il proprio diritto, inalienabile, quello di avvicinarsi ed essere a contatto con la natura con spirito aperto, libero, sano. Basta con la vessazione della multa nelle domeniche d'inverno, quando approfitti di una giornata di sole per una distensiva passeggiata sulla spiaggia fino al Bevano. È palese il disastro ambientale. Disastro causato da inadempienze o da quali altre cause? Ormai s'impone l'intervento della magistratura, che accerti e addebiti eventuali responsabilità. Questo è un patrimonio naturalistico di interesse mondiale, tutelato da norme nazionali, europee ed internazionali.

Pasquale Minichini, Lista per Ravenna

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