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Sabato, 18 Maggio 2024
Politica

Mingozzi contro la fusione dell'autorità portuali: "Un errore madornale"

"Se il ministro Delrio riproponesse la recente ipotesi 'Lupi' - afferma il vicesindaco Giannantonio Mingozzi - ripeterebbe un errore madornale, confondendo il sostegno alla portualità italiana con una geografia di fusioni"

"Un errore madornale l’accorpamento delle autorità portuali dell’Adriatico". Questo il commento del vicesindaco di Ravenna, Giannantonio Mingozzi, commentando l'ipotesi di riforma degli ambiti portuali e proposte di un nuovo macro distretto del bacino adriatico che accorperebbe le Autorità portuali di Trieste, Venezia, Ravenna e Ancona. "Se il ministro Delrio riproponesse la recente ipotesi ‘Lupi’ – afferma il vicesindaco Giannantonio Mingozzi – ripeterebbe un errore madornale, confondendo il sostegno alla portualità italiana con una geografia di fusioni che ammazzerebbe la competitività e ogni speranza di nuovi investimenti in reti e infrastrutture proposte dagli scali più attivi".

"Questo vale in particolare per Ravenna, che intende sviluppare offerta logistica e investimenti pubblici e privati che passano dall’approfondimento dei fondali e da nuove misure per lo smaltimento degli escavi - chiosa Mingozzi -. Questa è la nostra priorità, che non può essere dimenticata e annegata in una inutile ripresa di conflitti tra i nostri porti per assecondare proposte dannose. Abbiamo bisogno dell’aiuto di Stato e Regione per questi interventi urgentissimi, del resto già contenuti nel ‘Progettone’, che contribuiscano a risolvere una vera e propria emergenza. Tutto il resto è una minaccia alla credibilità delle istituzioni che hanno assunto impegni ben precisi sullo sviluppo del porto di Ravenna e sulle condizioni indispensabili per raggiungere quei risultati”.

MATTEUCCI - "Il porto di Ravenna è il porto della Regione Emilia Romagna, una realtà rilevante a livello nazionale ed europeo - evidenzia il sindaco Fabrizio Matteucci -. Siamo interessati a partecipare ad un confronto sul sistema della portualità italiana, serio e nel merito, che abbia come finalità un disegno organico del sistema portuale del nostro Paese, non uno spezzatino di provvedimenti.  La discussione sull'organizzazione della portualità  deve partire dalla definizione degli obiettivi della portualità italiana e di ogni singolo scalo, e non viceversa.  La riorganizzazione e il numero delle Autorità  Portuali deve seguire e non precedere la definizione degli obiettivi e degli interventi per la portualità italiana e di ogni singolo scalo. In quella riorganizzazione,  centrale deve essere il ruolo dei territori, degli Enti Locali e delle Regioni. Ho già preso contatto con il Presidente della Provincia di Ravenna, Claudio Casadio e con la Regione Emilia Romagna per un'iniziativa comune per aprire un tavolo di confronto con il Governo su questi temi".

DE PASCALE - Sulla questione è intervenuto anche il segretario provinciale del Pd di Ravenna, Michele de Pascale: “Siamo ovviamente disponibili a confrontarci e discutere un progetto organico sulla portualità italiana ma riterremmo profondamente sbagliato un accorpamento innaturale che sicuramente penalizzerebbe la nostra città e tutta l’Emilia Romagna. L’esperienza finora maturata dimostra che i nostri porti scontano limiti infrastrutturali legati, in particolare, ai collegamenti fra i porti e l’entroterra e una disciplina delle concessioni non adeguata a garantire gli interessi della portualità nel suo insieme. In tale contesto, l’aggregazione delle autorità portuali di Trieste, Venezia, Ravenna e Ancona non né certo la via per promuovere sinergie fra gli scali del nord est, proprio mentre viene archiviato il progetto della E55 senza proporre soluzioni alternative. Chiediamo un impegno immediato alla Regione e ai parlamentari emiliano-romagnoli per attivare un tavolo di confronto che coinvolga anche le istituzioni locali e le forze economiche e sociali".

Anche il segretario comunale del PD, Gianandrea Baroncini, ha commentato la notizia:. “Abbiamo progetti importanti – ha detto Baroncini - di sviluppo del porto di Ravenna che sono decisivi per la crescita economica della nostra città. Chiediamo al governo garanzie per poter sostenere investimenti fondamentali per il tessuto produttivo ravennate. Il processo di riforma portuale deve essere condiviso con le istituzioni locali e tenere conto di tutte le realtà economiche e sociali del territorio.”

BESSI - “Il porto di Ravenna – ha affermato il consigliere regionale Gianni Bessi - è il primo punto di approdo delle merci in Emilia-Romagna, fondamentale per il territorio e per il sistema economico dell'intera regione oltre che per l’internazionalizzazione delle imprese della nostra regione. Ogni intervento deve essere finalizzato a favorirne la crescita. La rete logisticaè un tassello indispensabile per lo sviluppo di una politica industriale italiana di cui ormai si parla troppo poco. Una eventuale proposta di riforma strutturale non può prescindere da una pianificazione condivisa, nel merito e nel metodo, con gli enti locali e le forze economiche e sociali e trattata in Parlamento. Il Governo, così come è accaduto con la riforma della legislazione portuale, non ha attuato la necessaria discussione con tutti i soggetti coinvolti. Se l’indiscrezione giornalistica fosse corretta diventerebbe molto importante la scelta del metodo legislativo che il Governo vorrà seguire.”

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