Immigrazione, Matteucci scrive a Renzi: "Limite al numero di ingressi degli stranieri"

"La crisi ha aggravato il problema di sosteninilità sociale di questo fenomeno che, nel tempo della globalizzazione, è naturale, inevitabile, ma che va governato - osserva Matteucci -. Oggi in Italia non lo e'

"Ci vuole una proposta del Pd sulla sostenibilità dell'immigrazione". E' quanto chiede in una lettera inviata al leader democratico, Matteo Renzi, il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci. Per il primo cittadino bizantino, "il Partito Democratico non deve avere paura di discutere e decidere su nuove regole che fissino un tetto al numero degli ingressi nel nostro paese. Cosi non si può andare avanti. Le nostre città stanno diventando una polveriera".

"La crisi ha aggravato il problema di sosteninilità sociale di questo fenomeno che, nel tempo della globalizzazione, è naturale, inevitabile,  ma che va governato - osserva Matteucci -. Oggi in Italia non lo e'. E' colpevole una sinistra che per pavidità, timore di discutere, anche di scontrarsi, lascia le paure di un popolo alla mercé delle forze razziste. E' quello che sta per succedere. A mio giudizio il Pd deve aprire una rapida discussione su questo tema e assumere rapide decisioni, buone per il governo dell'Italia e anche per le imminenti e importanti elezioni europee".

Prosegue il sindaco di Ravenna: "Se vogliamo difendere i valori in cui crediamo, sull'immigrazione questo e' il tempo delle scelte coraggiose e innovative. Il tema del numero programmato o lo affrontiamo noi o il clima che c'e' in giro gonfiera' le vele della destra razzista. Perderanno i valori in cui crediamo. Perderà l'Italia. Perderanno i milioni di immigrati che vivono in Italia. So che e' difficile. So che ci arriverà qualche sassata da sinistra".

Nella lettera Matteucci ricorda come durante l'ultima campagna elettorale per le comunali fosse etichettato dalla destra come il "sindaco della Moschea perché ne ho autorizzato la costruzione. La destra mi etichetta come il sindaco degli immigrati: sono favorevole allo Ius Soli, al dimezzamento dei tempi per ottenere la cittadinanza, al diritto si voto, e un anno fa abbiamo eletto i due Consiglieri Comunali Aggiunti votati dai 15000 immigrati che vivono a Ravenna.   Come vedi alzo lo scudo contro le sicure sassate amiche che arriveranno".

"Non dobbiamo avere paura - conclude Matteucci -. Il tema del limite del numero degli ingressi va affrontato. Abbiamo bisogno di un dibattito vero, anche duro se necessario, ne abbiamo bisogno adesso. Sarebbe colpa grave lasciare a se stessa o in mano a degli avventurieri l'onda svizzera, che presto diventerà anche onda italiana ed europea. Io provo a lanciare il sasso nello stagno e non nascondo la mano. Spero ci saranno discussioni aperte e sincere, non ideologiche o peggio salottiere, accompagnate da decisioni importanti e rapide".

PAGLIA - "Chi si chiedeva chi sarebbe stato il primo a impugnare la bandiera del referendum svizzero è così servito - esordisce il parlamentare ravennate di Sel, Giovanni Paglia -. Matteucci si diffonde nella fiera dei luoghi comuni, fra sinistra buonista, città rese polveriera dagli immigrati, e altre variazioni sul tema. Dimentica solo una cosa. Che in Italia la programmazione dei flussi migratori già esiste, ed è tanto rigida da costringere donne e uomini a morire nel tentativo di raggiungere il nostro paese e l'Europa".

"Non si capisce quindi quale sarebbe l'oggetto della discussione, che dovrebbe piuttosto riguardare la tendenza di parte del nostro ceto politico a buttarsi a caso sull'argomento del giorno - prosegue il parlamentare -. La Svizzera ci ricorda solo una cosa. Si può improvvisamente scoprire di essere ospiti sgraditi anche se europei occidentali di pelle bianca, nello specifico italiani. Perché la Svizzera non scopre le frontiere, che già per i più sono muri, ma semplicemente le applica a tutti, anche ai lavoratori UE. Matteucci vuole proporci di uscire dall'Unione Europea? Fossi in Renzi gli consiglierei di parlarne con Marine Le Pen".

ESULTANO I BERLUSCONIANI - I berlusconiani esultano: "Siamo veramente felici che uno dei piu' importanti ed amati sindaci del Partito democratico, Fabrizio Matteucci di Ravenna, scriva in una lettera a Renzi quello che Forza Italia dice da 20 anni in maniera corretta e senza estremismi, ma ferma, a proposito dell'eccessiva immigrazione nel nostro Paese, che non e' socialmente ed economicamente sopportabile. Il sindaco Matteucci mi ruba le parole di bocca quando scrive che 'Serve il numero programmato', che ci vuole 'una proposta sulla sostenibilita' dell'immigrazione, un limite al numero degli ingressi' nel nostro Paese", dichiara in una nota il capogruppo Fi-Pdl in Regione Gianguido Bazzoni.

Il consigliere regionale aggiunge che "il sindaco di Ravenna ha impiegato molto tempo per capire quello che tutti i cittadini gia' sapevano: che interi quartieri sono diventati invivibili, che vi sono giardini e parchi infrequentabili, che le case non sono piu' sicure, che gli scippi sono all'ordine del giorno in pieno centro". Tuttavia, conclude Bazzoni su Matteucci: "Io personalmente e tutta Forza Italia apprezziamo la tardiva conversione, ma dubitiamo che riuscira' a convincere il suo partito".

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