Cronaca

Aggressioni in ospedale, la Regione: "Forze di Polizia all'interno dei pronto soccorso"

Un Protocollo per ridurre il rischio di aggressioni sul luogo di lavoro per medici, infermieri e operatori sanitari e un confronto con i sindacati sulle azioni da mettere in campo e sul tema della videosorveglianza

Un Protocollo per ridurre il rischio di aggressioni sul luogo di lavoro per i medici, infermieri e operatori sanitari e un confronto con i sindacati sulle azioni da mettere in campo e sul tema sensibile della videosorveglianza. L’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi, lunedì mattina ha partecipato al Comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza che si è svolto a Bologna. All’ordine del giorno: l’esame della presenza delle forze di Polizia nei Pronto soccorso regionali.

“Le aziende sanitarie hanno già un tavolo, avviato un anno fa, con la psichiatria e le forze di polizia con cui stanno facendo un ottimo lavoro all’interno delle Rems - spiega Venturi - Stiamo sviluppando insieme un ragionamento che oggi abbiamo deciso di ampliare anche ai pronto soccorso, dove assistiamo a un incremento significativo di infortuni sul lavoro causati da atti di terzi. Il tema centrale è incentivare gli operatori a presentare le querele in caso di aggressioni verbali o fisiche, perché hanno un importante effetto di dissuasione; valutare la possibilità di aumentare la presenza di telecamere all’interno degli ospedali; finanziare interventi di formazione diretta sul personale, che noi ci siamo impegnati a finanziare. Infine, saranno messi a punto - conclude Venturi - protocolli che possano essere attivati nei momenti in cui arrivano in ospedale persone in particolari condizioni psico-fisiche garantendo, ad esempio, la presenza della pattuglia nella zona dell’ospedale”.

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